
Per l’edizione 2025 di Oil&nonOil sarà presente sul palco, con due appuntamenti dedicati al settore del bunkeraggio marittimo e alle comunità energetiche portuali, ASSOCOSTIERI, l’associazione di riferimento per le aziende che operano nel settore della logistica energetica, quali società attive nel rifornimento di combustibile a bordo di navi, i titolari di depositi costieri, doganali e fiscali di oli minerali, prodotti chimici e GPL, biodiesel, depositi e terminali di rigassificazione di GNL.
Abbiamo intervistato, a pochi giorni dall’inizio della manifestazione dedicata agli operatori della filiera distributiva dei carburanti, il Direttore Generale di ASSOCOSTIERI, Dario Soria, ponendogli qualche domanda sui temi al centro del dibattito nella giornata di giovedì 23 ottobre.
Partendo dal quadro generale: qual è oggi lo stato di salute del settore della logistica
energetica in Italia, e quali sono le principali sfide e opportunità che le aziende associate ad ASSOCOSTIERI stanno affrontando?
Il comparto della logistica energetica in Italia si trova oggi in una fase di grande transizione. Nonostante la solidità infrastrutturale e il know-how consolidato delle imprese, deve confrontarsi con un quadro regolatorio in continua evoluzione e con una crescente pressione competitiva a livello europeo. In particolare, nel bunkeraggio marittimo il nostro sistema sta perdendo competitività, anche a causa di obblighi europei applicati in modo diverso nei vari Stati membri: questo crea squilibri e penalizza gli operatori italiani. Per questo, a Oil&nonOil presenteremo in anteprima lo studio Assocostieri–Nomisma Energia, con dati e proposte per rilanciare il settore. La sfida è accompagnare la transizione energetica senza mettere a rischio la sostenibilità economica delle imprese che garantiscono la sicurezza degli approvvigionamenti. Le prospettive di crescita stanno nello sviluppo dei biocarburanti, del GNL e del bioGNL, che possono fare da ponte verso la decarbonizzazione mantenendo efficiente la filiera logistica nazionale.
Durante Oil&nonOil presenterete un convegno sul bunkeraggio marittimo e sulle nuove regole europee, dall’ETS al FuelEU Maritime. In che modo queste normative stanno incidendo sul settore nazionale e che ruolo potranno giocare i biocarburanti per restare competitivi?
Le nuove normative europee — dall’estensione dell’ETS al trasporto marittimo al regolamento FuelEU Maritime — stanno modificando profondamente il quadro operativo in cui si muovono gli operatori del bunkeraggio. Si tratta di misure nate per favorire la riduzione delle emissioni, ma che nella pratica stanno generando una serie di criticità per il comparto, soprattutto perché non tutti i Paesi dell’Unione stanno applicando le regole con la stessa tempistica e gli stessi strumenti. Questo crea condizioni di concorrenza disomogenee che rischiano di spostare parte delle attività di bunkeraggio verso porti extra UE o Paesi più “flessibili” nell’attuazione delle norme. Il nostro studio sulla competitività, elaborato con Nomisma Energia, metterà in evidenza proprio questi aspetti e proporrà alcune linee di
intervento per rafforzare la posizione del settore in Italia. Sul fronte delle soluzioni, i biocarburanti, BioGNL e i carburanti a basso contenuto di carbonio rappresentano un’opportunità concreta per restare competitivi e rispettare i nuovi requisiti ambientali, senza dover stravolgere le infrastrutture esistenti. È fondamentale, tuttavia, che la loro
adozione sia sostenuta da politiche coerenti a livello europeo e da incentivi che ne favoriscano la produzione e la distribuzione.
Avrete anche un secondo appuntamento dedicato alle Comunità Energetiche Rinnovabili portuali: quali benefici concreti possono offrire a terminalisti e imprese armatoriali, e come possono diventare un volano per la transizione energetica del comparto portuale?
Le Comunità Energetiche Rinnovabili portuali (CER) rappresentano una delle leve più promettenti per accelerare la transizione energetica dei porti italiani. Il convegno che Assocostieri promuove a Oil&nonOil nasce proprio per approfondire il loro ruolo strategico e le opportunità che possono offrire a terminalisti, operatori logistici e imprese armatoriali. Attraverso interventi di esperti, rappresentanti istituzionali e operatori economici, analizzeremo modelli di CER applicabili in ambito portuale, casi studio già avviati, strumenti normativi e opportunità di finanziamento. Le CER portuali consentono di produrre, condividere e utilizzare energia rinnovabile direttamente all’interno delle aree portuali, migliorando l’efficienza energetica e riducendo i costi e le emissioni.
Per i terminalisti significa poter contare su una fornitura più stabile e sostenibile, per le imprese armatoriali l’accesso a servizi “green” a valore aggiunto. Ma, più in generale, le comunità energetiche possono diventare un volano di sviluppo locale, capace di rafforzare la competitività dei porti italiani e contribuire in modo concreto agli obiettivi di decarbonizzazione del settore marittimo.

Dario Soria


