Oil&nonOil intervista Flavio Merigo, Presidente di Assogasmetano. Merigo riporta l’impegno dell’associazione su diversi fronti e, in particolare, stanno cercando di far affermare l’uso del biometano, una fonte rinnovabile. Il biometano rappresenta un punto di riferimento per la decarbonizzazione del settore dei trasporti e, secondo Flavio Merigo, ha bisogno di sostegni più concreti. L’Italia è tra i maggiori produttori di biometano al mondo e il paese dispone già di circa 350 milioni m3 prodotti per il settore trasporti: i veicoli utilizzano il 50% di questo biocarburante producendo emissioni ridotte. Assogasmetano afferma che, al momento, non esiste un riconoscimento dell’impatto ambientale ridotto di questo tipo di veicoli, infatti, sono ancora considerati come i veicoli che viaggiano con carburanti fossili. La prima linea d’azione in cui Assogasmetano ripone fiducia consiste nel riconoscimento del basso impatto ambientale del biometano da parte del Governo. Alla fine dell’anno, probabilmente, ci sarà l’emissione in rete di altri 350 milioni di m3 di biometano; per questo si richiede lo stesso status che è riconosciuto ai veicoli elettrici.
Parlando della razionalizzazione della rete distributiva, l’associazione riporta che la rete verrà sicuramente razionalizzata, resa più moderna e verrà ampliato il tipo di offerta e servizi. L’utente è molto attento all’economicità d’uso del veicolo e valuta la semplicità e la reperibilità d’uso di un carburante. Immaginando quali iniziative sviluppare per il futuro, secondo Merigo bisogna considerare la rete distributiva, fare in modo che l’offerta di carburanti sia congruente con quello che gli utenti (privati e pubblici) si aspettano e considerare il trasporto delle merci visto l’Italia è il primo paese per lo sviluppo di stazioni che riforniscono i camion con LNG (liquefied natural gas). Pensando all’idrogeno, la realtà attuale è che le tecnologie del metano sono già disponibili e sicure, mentre le altre tecnologie come l’idrogeno e l’elettrico, sono in via di applicazione e spesso gli utenti di veicoli elettrici lamentano un’inadeguata rete di distribuzione.


