Giovanni Turriziani, vicepresidente Assopetroli-Assoenergia, analizza i temi caldi del settore  e chiarisce le linee delle scelte dell’associazione. I nuovi operatori possono essere attori di ogni passaggio, ma devono evitare di presentarsi in ordine sparso. Non gettare la spugna dinanzi al fenomeno dell’illegalità. Il gestore resta una figura cardine della filiera petrolifera. Ormai cancellati i confini tra rete ed extrarete.

All’ultima assemblea di Assopetroli, il presidente, Andrea Rossetti, ha centrato il suo discorso sul fenomeno dell’illegalità nella distribuzione dei prodotti petroliferi. Insomma, non si trovano soluzioni…

Soluzioni ne abbiamo proposte tante e diverse, la difficoltà è nel farle attuare. Come sapete Assopetroli da oltre quattro anni sta coinvolgendo le Istituzioni, gli organi di controllo e il fenomeno è noto alle massime cariche dello Stato.

La sottrazione di gettito di IVA è, realisticamente, di due miliardi di euro l’anno. Ciononostante, a livello normativo servono ancora interventi. Se parliamo di controlli operativi, i comandi locali non hanno gli strumenti per colpire frodi transnazionali, poiché serve un livello di coordinamento più ampio. Alcune di queste verifiche sono sfociate, poi, in indagini più mirate che in prima battuta hanno coinvolto vari operatori con ipotesi di reato molto gravi, ma che con il passare del tempo non stanno creando un deterrente per gli altri operatori. Non per questo gettiamo la spugna e non per questo ci uniremo al coro disfattista che appaga la rabbia della gente, ma non è in grado di produrre nessuna azione. Bisogna anzi diffondere consapevolezza della complessità tecnica dei problemi e dei tempi dilatati con cui – piaccia o no – le istituzioni sono in grado di reagire a questa minaccia. Da questo punto di vista il nostro stimolo verso il Governo e l’amministrazione finanziaria ha già prodotto risultati con il primo set di norme e nuove prassi introdotte nel 2017: modifica TUA, nuova disciplina dei depositi IVA, contrasto alle frodi IVA con lettere d’intento false (fenomeno dilagante che è stato praticamente sradicato dal settore). Ovviamente incalziamo per i molti problemi ancora aperti, primo su tutti quello delle frodi IVA nel commercio intracomunitario. Continuiamo a lavorare su questo dossier a testa bassa, con responsabilità e tenacia, per ottenere questo cambiamento. L’attenzione a noi rivolta dal Dipartimento Nazionale Antimafia ci ha dato nuove motivazioni per non desistere.

 

Oltre alla lotta contro l’illegalità, Rossetti ha individuato un’altra sfida: quella della transizione energetica. Perché anche questo punto crea preoccupazione tra gli operatori? Quindi che rete carburanti avremo tra dieci anni e, soprattutto, quali carburanti?

Non lo so, so solo che ci saranno molte differenze. Parlando con un imprenditore del settore informatico, mi ha colpito la frase “un mese web è l’equivalente di un anno di vita”. Vale lo stesso per la velocità con la quale stanno cambiando le abitudini, i comportamenti dei clienti, le tendenze di massa.

È naturale che ciò desti preoccupazione, come tutti i cambiamenti, come tutto ciò che accade in un settore maturo e consolidato da decenni. Gli operatori privati però sono pronti ad affrontare questa transizione e trasformazione ed anche a esserne attori. Quello che i privati non sono in grado di affrontare sono accelerazioni e preferenze del Governo per un tipo di mobilità piuttosto che per un’altra. Bisogna pensare nel lungo termine ad un mix di vetture e alla economicità e sostenibilità della trasformazione stessa, altrimenti finisce come per gli incentivi per il fotovoltaico. Li stiamo ancora pagando in bolletta, una sorta di nuova accisa. Quello che chiediamo alle Istituzioni è di essere “laici” di fronte alle tecnologie, perché gli obiettivi di riduzione delle immissioni sono più alla portata con i tanto demonizzati veicoli Euro6, che con gli slogan. Energia Elettrica da quale fonte? Importata? Dal carbone?

Dopo una lunga gestazione il Ddl concorrenza è stato approvato. Cosa ne pensa in particolare dell’articolo che elimina il differimento delle bonifiche dei punti vendita carburante fino al riutilizzo del sito?

Siete sicuri? Dal punto di vista sintattico l’articolo, a seguito della modifica, non ha a mio avviso un significato chiaro e logico. Ho chiesto a due esperti in materia e mi hanno dato pareri opposti. Ciò che è certo è che le misure nell’ambito del settore non meritavano questo colpo di coda da parte di parlamentari che le avevano condivise. Ricordo la fatica e il grande lavoro profuso da tutto il comparto, dai Ministeri e dai componenti del Governo, un lavoro encomiabile che non andava modificato di una virgola per l’effetto benefico che avrebbe prodotto sulla riduzione del numero di punti vendita. Il correntismo interno, come spesso accade, produce un po’di visibilità, parole disarticolate, danni e/o incertezze.

 

Con il disimpegno progressivo delle compagnie petrolifere aumentano sempre di più i retisti, che però a volte si presentano in ordine sparso….

Rigorosamente in ordine sparso. Aggregare gli operatori di questo settore non sarà mai facile e questo anche a danno di molte opportunità create dal ruolo diverso delle compagnie petrolifere sul mercato rete ed extrarete. Al riguardo ritengo la nostra Associazione, Assopetroli, il luogo in cui elaborare proposte, il contenitore di idee che senza personalizzazioni possono trovare uno sviluppo comune. Abbiamo detto che è un settore in forte cambiamento e trasformazione, quindi tanti sono i ragionamenti su possibili sviluppi, dalle piattaforme informatiche al non oil, dai servizi generali ai trasporti. Attraverso la diffusione delle informazioni e la condivisione degli obiettivi ci sono opportunità di crescita e abbiamo la necessità di coglierle.

 

In questo quadro come vi posizionate rispetto al gestore?

Per me il gestore è ancora una figura cardine della filiera petrolifera, e questo anche per la maggior parte dei retisti privati che, infatti, opera secondo questo modello contrattuale. Ci sono gli Accordi di Colore e la loro trattazione, c’è il Commissionario, ricordo e preciso, sottoscritto solo da AP con le sigle sindacali dei gestori. Per coloro cui non piace questo modello, vi è l’ulteriore possibilità della gestione diretta. Anche qui ci sono stati sviluppi diversi, chi la utilizza temporaneamente in assenza del gestore, chi l’ha estesa all’intera rete.

Come vediamo c’è un modello tradizionale prevalente il quale, come è stato nel caso del Commissionario, può avere delle evoluzioni dovute alle necessità ed ai tempi. Nel caso specifico, Assopetroli e le sigle dei gestori hanno dimostrato che attraverso la trattazione unitaria è stato possibile raggiungere un accordo reciprocamente migliorativo. A volte si sostiene il contrario senza averci neanche provato. Anche al riguardo l’Associazione può rappresentare il trait d’union tra queste parti, laddove ne ravvisino un reciproco interesse.
L’extrarete invece come cambierà? Ci saranno ancora confini con la rete?

Secondo me i confini già non si distinguono più. Vedo comportamenti analoghi da parte delle compagnie in entrambi i comparti. A livello organizzativo molte funzioni di vendita attraverso i due canali sono state unificate. Lo stesso fenomeno dell’illegalità ha devastato la rete come l’extrarete con la stessa fluidità. No, non c’è più un confine. Anche qui c’è da rilevare che prevalgono le prassi peggiori, dilazioni di pagamento e prezzi bassi su extrarete e rete. Fino a che punto è giusto vendere? Di fronte a una concorrenza sleale gli operatori si domandano cosa sia giusto fare per sopravvivere e a questo quesito le istituzioni devono dare una risposta.

 

Ormai è da circa due anni e mezzo che sta ai vertici di Assopetroli. Un bilancio di questo periodo?

È un impegno, ma anche un grande onore rappresentare le migliori aziende rete a livello privato, di tutte le Regioni, ognuna con le sue peculiarità e caratteristiche, tutte con il senso comune di appartenenza e con la passione per questo lavoro. È anche un privilegio far parte di una squadra di Presidenza di valore che sta contribuendo alla mia crescita personale e professionale. C’è spazio per chi vuole emergere, lo dico anche a chi non conosce bene la nostra associazione e ci vede come un’istituzione o un comitato tecnico cui difficilmente si possa accedere. C’è spazio per chi vuole fare, grande ricambio, pluralità e coralità. Anche quando viene il tempo di scelte difficili, quelle che ci aspettano, ma che affrontiamo insieme.