Tir “verdi”, arrivano gli incentivi

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Per le imprese di autotrasporto di merci previsti contributi da un minimo di 2mila a un massimo di 20mila euro per singolo mezzo. Nel primo semestre le immatricolazioni di autocarri a GNL sono cresciute del 38% su base annua

Arrivano gli attesi incentivi per i tir “verdi” del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit): il decreto ministeriale del 14 agosto 2020 – Modalità di erogazione delle risorse per investimenti a favore delle imprese di trasporto merci su strada per l’annualità 2020 è stato infatti pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 236 del 23 settembre.

Le risorse finanziarie messe a disposizione ammontano complessivamente a 25,8 milioni di euro nel biennio 2019-2020 e sono destinate alle imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi attive sul territorio italiano, attualmente iscritte al Registro elettronico nazionale (REN) e all’Albo degli autotrasportatori di cose per conto di terzi.

I destinatari possono accedervi in caso di radiazione, per rottamazione, dei veicoli pesanti a motorizzazione termica fino alla classe anti inquinamento euro IV e di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 3,5 tonnellate, con contestuale acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di veicoli commerciali, nuovi di fabbrica, di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 3,5 tonnellate a trazione alternativa a metano (GNC, gas naturale compresso), gas naturale liquefatto (GNL), ibrida (diesel/elettrico) ed elettrica (full electric) ovvero a motorizzazione termica conformi alla normativa anti inquinamento euro VI.

Le risorse per la seconda annualità del biennio 2019-2020 corrispondono al 50% del totale e sono ripartite tra le diverse tipologie di intervento: 6,45 milioni di euro per l’acquisto di veicoli a trazione alternativa a metano GNC, GNL, ibrida ed elettrica; 6,45 milioni di euro per l’acquisto di veicoli conformi alla normativa euro VI. L’importo massimo ammissibile per singola impresa non può superare 550mila euro ed è esclusa la cumulabilità, per le medesime tipologie di investimenti, con altre agevolazioni pubbliche. I beni acquisiti non possono essere alienati, concessi in locazione o in noleggio e devono rimanere nella piena disponibilità del beneficiario fino a tutto il 31 dicembre 2023, pena la revoca del contributo.

A seconda dei mezzi l’entità dei singoli contributi parte da un minimo di 2mila euro per arrivare a un massimo di 20mila euro. Ad esempio, il contributo per un veicolo nuovo euro VI d ed euro 6 D Temp pari o superiori a 3,5 tonnellate e inferiore a 7 tonnellate sarà di 2mila euro mentre per un veicolo nuovo GNC, GNL, ibrido ed elettrico pari o superiore a 16 tonnellate sarà di 20mila.

Quello dei tir alimentati a GNL è un mercato in crescita, nonostante l’emergenza coronavirus. Nel primo semestre di quest’anno, secondo i dati dell’Associazione nazionale filiera industria automobilistica (Anfia), ne sono stati immatricolati 763, contro i 553 dello stesso periodo del 2019, con un incremento del 38%. La quota di questo segmento è arrivata al 7,4%.

Nello stesso semestre, inoltre, secondo la società di ricerca e consulenza per i mercati energetici e ambientali Ref-e, il consumo del GNL nel trasporto pesante terrestre si è mostrato più resiliente rispetto ad altri segmenti durante il lockdown. Ciò è dovuto sia all’incremento delle infrastrutture – 93 stazioni di servizio attive a giugno 2020 – sia alla crescita dei mezzi circolanti: oltre 3mila camion a GNL. Nel trasporto pesante il calo nel consumo di gas naturale liquefatto è stato del 20%, inferiore alle riduzioni registrate dagli altri combustibili, soprattutto per il prevalente uso, per motivi ambientali, del GNL nel trasporto di prodotti alimentari.