Stazioni di servizio, le bonifiche al centro della modernizzazione della rete

  Carburanti, FIERA, Innovazione tecnologica, Mobilità sostenibile, Oil&nonOil Verona 2020

Un convegno di Oil&nonOil ha fatto il punto sulle nuove tecnologie disponibili e i problemi aperti nella dismissione degli impianti e nel ripristino ambientale dei siti

La modernizzazione della rete di distribuzione dei carburanti, tanto più urgente nel nuovo contesto determinato dalla pandemia di coronavirus, è stata la questione centrale dell’ultima edizione di Oil&nonOil, che si è svolta la scorsa settimana a Veronafiere per la parte espositiva in presenza e online per quanto riguarda il programma convegnistico. Diversi appuntamenti sono stati dedicati alla razionalizzazione e all’ammodernamento della rete e in questa prospettiva è emerso come elemento cruciale quello della dismissione degli impianti. L’unem, Unione Energie per la Mobilità, ha organizzato un convegno sul tema “Le chiusure delle stazioni di servizio e il ripristino ambientale”, introdotto dalla sua responsabile ambiente e salute, Donatella Giacopetti, e dal suo responsabile dei rapporti con le istituzioni e gli enti locali, Massimiliano Giannocco, che ha delineato un quadro dell’evoluzione della rete a partire dall’Anagrafe degli impianti e dalla Dafi, la Direttiva europea per le infrastrutture necessarie allo sviluppo dei combustibili alternativi.

Giovanni Favale, program manager di Eni Rewind, la società del gruppo Eni che dal 2016 opera nel campo del risanamento ambientale di siti petrolchimici dismessi, ha illustrato l’applicazione di tecnologie innovative alle stazioni di servizio. Federico Galbusera, specialista salute, sicurezza e ambiente di Tamoil Italia, ha evidenziato i nodi ancora da sciogliere. Luca Caratto, amministratore delegato di Ecotherm, azienda attiva nel settore delle tecnologie e dei servizi integrati per la tutela dell’ambiente, si è soffermato sulle sfide della riqualificazione ambientale e della sostenibilità. Infine, Ciro Cervizzi, specialista salute, sicurezza e ambiente di Stantec, colosso internazionale della consulenza e progettazione ingegneristica, ha immaginato la stazione di servizio del futuro.

Nel suo intervento, Favale ha descritto alcune delle nuove tecnologie attualmente impiegate, come la Surfactant Enhanced Remediation (Ser): su 45 interventi progettuali in corso, ha sottolineato il rappresentante di Eni Rewind, ben 29 si avvalgono di tecnologie innovative. A fronte dell’innovazione tecnologia persistono, tuttavia, problemi radicati: come ha affermato l’ad di Ecotherm Caratto, vi sono interlocutori a livello di enti locali con approcci diversi, non solo tra regione e regione, ma anche tra un comune e l’altro. “Questo è un elemento che non si può trascurare e sul quale dobbiamo lavorare affinché l’approccio sia uniforme”, ha sostenuto Caratto, la cui azienda ha maturato una notevole esperienza in 1.500 procedimenti ambientali, il 75% dei quali riguardanti i punti vendita di carburanti. Il dirigente ha invocato, invece, una maggiore sinergia tra tutti gli attori coinvolti.

Per Galbusera di Tamoil, inoltre, servono strumenti come l’analisi del rischio per passare da una visione dell’economia lineare a una circolare che consenta di usare le risorse in maniera ottimale e di ridurre la produzione di rifiuti. In particolare, una delle possibilità più importanti è quella del monitoraggio diretto del “soil gas”. Nonostante le incertezze, per Cervizzi è comunque possibile avere un’idea dell’evoluzione della stazione di rifornimento, che andrà di pari passo con la tendenza alla diversificazione delle fonti energetiche e allo sviluppo dei carburanti alternativi. Per il manager di Stantec le stazioni del futuro dovranno soddisfare consumatori più esigenti e si passerà da un modello di business basato sul veicolo a uno basato sul cliente.

Complessivamente dal confronto è emersa l’importanza di trovare soluzioni per azioni mirate rispettose della salute umana e dell’ambiente e improntate ai principi dell’economia circolare. Il ripristino ambientale degli impianti di carburante si è imposto anche come un aspetto essenziale ai fini della razionalizzazione della rete, insieme alla necessità di chiarimenti normativi, di un maggiore controllo delle situazioni di illegalità e di una ridefinizione dei rapporti contrattuali nella distribuzione. Solo con la realizzazione delle bonifiche, per le quali servono fondi, si potrà avere un vero ammodernamento della rete.