“Il settore è pronto a traguardare gli obiettivi sulla riduzione delle emissioni inquinanti. Stiamo parlando di un ulteriore impegno di svariati miliardi di euro”. Claudio Spinaci, presidente Unione Petrolifera, non ha dubbi sul ruolo chiave che l’industria petrolifera ha nella sfida ambientale. Tuttavia sulla transizione energetica avverte: “Se si vuole realmente perseguire un cambiamento sostenibile, non penalizzante per le imprese ed i cittadini, occorre promuovere il confronto sulle tecnologie più efficienti e sul loro reale livello di maturità, liberandoci da qualsiasi pregiudizio”.

Nell’intervista che segue Spinaci parla poi dell’evoluzione della rete carburanti nel prossimo futuro, dell’accordo tra gestori e UP sul contratto di commissione e del protocollo d’intesa con la Protezione Civile sulla gestione di eventi emergenziali e le difficoltà di approvvigionamento dei prodotti petroliferi.

 

La Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il decreto legislativo sulla riduzione delle emissioni inquinanti. Come e quanto l’Unione Petrolifera può contribuire?

Devo anzitutto dire che Unione Petrolifera ha partecipato attivamente al lungo e complesso lavoro di stesura e recepimento della Direttiva, fornendo ai Ministeri interessati il proprio contributo tecnico per far sì che le misure fossero di concreta attuazione e, soprattutto, il più efficaci possibile. Va dato atto al Ministero dell’Ambiente di avere lavorato con impegno per raggiungere questo risultato che offre un quadro di riferimento organico e completo per gli operatori. L’industria petrolifera si è sempre molto impegnata sul tema della riduzione delle emissioni inquinanti e lo dimostrano gli investimenti degli ultimi anni – 21 miliardi di euro negli ultimi 20 anni – che hanno permesso di ridurre dell’80-90% le emissioni e migliorare sensibilmente la qualità dei carburanti che usiamo ogni giorno. Oggi i nostri impianti sono all’avanguardia da un punto di vista tecnologico e con le più basse emissioni in Europa e nel Mondo. Nei prossimi anni si dovrà investire ancora per adeguare l’assetto produttivo delle raffinerie alle nuove sfide ambientali, continuando al contempo a garantire un approvvigionamento sicuro e affidabile con i migliori standard operativi possibili. Grazie agli investimenti effettuati negli ultimi anni e a quelli già programmati e in via di esecuzione, il settore è pronto a traguardare gli obiettivi che la Direttiva propone. Stiamo parlando di un ulteriore impegno di svariati miliardi di euro.

 

In generale come si pone l’Unione Petrolifera di fronte alla “transizione energetica”?

Come ho avuto modo di ribadire in occasione della nostra ultima Assemblea annuale che si è tenuta a fine giugno, Unione Petrolifera si è posta al centro dell’evoluzione in atto agendo come forza trainante. La sfida del downstream petrolifero è mantenere, al tempo stesso, una struttura industriale integra in grado di rispondere prontamente alle esigenze dei consumatori. Noi siamo già partiti mettendo a disposizione tutte le nostre conoscenze tecnologiche e capacità di ricerca, parlando di evoluzione energetica senza fare “marketing” dell’energia. Siamo in cammino da molto tempo. Le tecnologie esistenti sono oggetto di costante progresso e sviluppo. Se si vuole realmente perseguire un cambiamento sostenibile, non penalizzante per le imprese ed i cittadini, se si vogliono vincere le sfide ambientali senza retrocedere dagli standard di vita raggiunti, occorre promuovere il confronto sulle tecnologie più efficienti e sul loro reale livello di maturità, liberandoci da qualsiasi pregiudizio.

 

Come prefigura le stazioni di servizio tra dieci anni, sia da un punto di vista di prodotto – auto elettrica, carburanti alternativi – sia da un punto di vista della struttura del punto vendita – non oil, self, digitalizzazione?

Oggi abbiamo sicuramente una struttura distributiva eccessivamente polverizzata che continua a perdere efficienza. Per tanti anni si è parlato di razionalizzazione ed ammodernamento e credo che oggi abbiamo un’occasione unica per trasformare i nostri punti vendita in veri e propri “Punti Vendita Energia per la Mobilità”. Luoghi dove offrire ai nostri clienti la fuel mix più adeguata all’evoluzione dei motori e nuove forme di mobilità, dove sarà possibile rifornirsi non solo di benzina e gasolio con le loro evoluzioni tecnologiche, ma anche di gas, gnl, energia elettrica. La digitalizzazione degli impianti sarà un altro elemento di sviluppo che permetterà di offrire servizi sinora impensabili e soprattutto permetterà di combattere il fenomeno dell’illegalità che ha caratterizzato questi ultimi anni e che ha fortemente alterato l’evoluzione della Rete. Logicamente ciò richiede ingenti investimenti e siti idonei. Alla base di ciò dovrà perciò esserci una sensibile riduzione del numero dei punti vendita. Sarà inoltre necessario promuovere una maggiore collaborazione operativa tra soggetti meno strutturati per creare efficienza.

 

Finalmente è andato a buon fine il complesso negoziato avviato tra gestori e UP per la tipizzazione del contratto di commissione. Alla fine della trattativa i sindacati hanno riconosciuto le capacità e la costanza dell’Unione Petrolifera nel dialogare positivamente. Si apre una nuova era fatta di collaborazione?

È vero, è stato un negoziato lungo complesso, a volte anche aspro, dove però non è mai mancata la volontà, da parte di tutti, di giungere ad una soluzione positiva. Direi che alla fine l’obiettivo è stato raggiunto fornendo al settore un nuovo strumento per cogliere le nuove opportunità del mercato. Al momento abbiamo pre-siglato una bozza di accordo che è stata inviata all’Antitrust per acquisire i loro suggerimenti e per escludere qualsiasi rischio di criticità sotto il profilo concorrenziale. Si tratta di un “accordo quadro” che per la sua attuazione richiederà un preventivo recepimento negli accordi aziendali di secondo livello a cui sono stati demandati tutta una serie di importanti aspetti. Questo allo scopo di rendere flessibile la nuova tipologia contrattuale per rispondere a specifiche esigenze delle singole realtà aziendali. Credo si tratti di un passo in avanti importante nei rapporti tra le parti che spero possa portare all’avvio di una nuova stagione di collaborazione viste le sfide che il settore ha davanti.

 

Nei giorni scorsi avete sottoscritto un protocollo d’intesa con il Dipartimento della Protezione Civile per avviare una collaborazione per la prevenzione e gestione di eventi emergenziali che determinano difficoltà di approvvigionamento dei prodotti petroliferi. Può illustrarci nel dettaglio di cosa si tratta?

Si tratta di un’iniziativa volta a rendere più rapido ed efficace l’intervento dei gruppi di soccorso in caso di emergenze e calamità naturali. Il Protocollo, sottoscritto nel luglio scorso, prevede infatti l’attivazione di un Gruppo di coordinamento tra Dipartimento della Protezione Civile e Unione Petrolifera, naturalmente con il coinvolgimento delle Aziende associate, che agevoli la circolazione dei veicoli di rifornimento utili alla gestione emergenziale nelle aree interessate, con procedure standardizzate per il l’approvvigionamento dei prodotti petroliferi ai mezzi e alle attrezzature necessarie alle operazioni di soccorso. In pratica, si tratta di procedure utili a velocizzare e semplificare le interazioni tra Protezione Civile e le Aziende Petrolifere in situazioni di emergenza. L’intesa prevede, inoltre, l’organizzazione di attività di formazione per gli operatori della Protezione Civile volte ad approfondire la conoscenza degli impianti produttivi e logistici del settore petrolifero e della loro gestione in caso di emergenza. Il supporto che le nostre Aziende hanno assicurato in caso di eventi calamitosi è sempre stato tempestivo e rilevante, questa iniziativa si inserisce nello spirito di miglioramento continuo che il nostro settore persegue da sempre, anche nel campo della responsabilità sociale.