Sospensione della licenza di depositario autorizzato di prodotti energetici

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Tar Lazio: sospensione fino alla trattazione del merito del provvedimento di sospensione della licenza di depositario autorizzato di prodotti energetici

 

di Avv. BONAVENTURA SORRENTINO, Studio legale e tributario Sorrentino Pasca Toma

 

Si ritiene corretta e quasi scontata l’ordinanza di sospensione del provvedimento dell’agenzia delle Dogane recante la sospensione della licenza di depositario autorizzato di prodotti energetici; provvedimento che ovviamente non ha preso decisioni di merito sulla legittimità dello stesso limitandosi, come era prevedibile, a sospenderlo.

Notoriamente l’articolo 23, comma 12 del Testo Unico Accise stabilisce che “L’Agenzia delle dogane e dei monopoli verifica la permanenza delle condizioni previste dal comma 4 (n.d.r. la gestione in regime di deposito fiscale può essere, altresì, autorizzata per i depositi commerciali ) e, nel caso esse non possano ritenersi sussistenti, l’autorizzazione di cui al medesimo comma viene sospesa fino a quando non ne sia comprovato il ripristino entro il termine di un anno, alla scadenza del quale viene revocata. Contestualmente all’emissione del provvedimento di sospensione di cui al periodo precedente, viene rilasciata, su richiesta dell’esercente il deposito, la licenza di cui all’articolo 25, comma 4. 13. Per il controllo della produzione, della trasformazione, del trasferimento e dell’impiego dei prodotti energetici”.

Di estremo interesse la motivazione della sospensione del provvedimento che fissa contestualmente l’udienza per la trattazione di merito; il tribunale adito ha motivato la sospensione con la necessità di un approfondito vaglio nel merito della questione della compatibilità della normativa interna con quella comunitaria e che, nel frattempo, appare opportuno disporre la sospensione del provvedimento impugnato dovendosi ritenere, nel bilanciamento tra l’interesse alla prosecuzione dell’attività della ricorrente e il pregiudizio per l’amministrazione resistente, prevalente il primo rispetto al secondo.
Una posizione del giudice amministrativo, che con specifico riguardo alla espressa prevalenza di interesse del contribuente rispetto alla Amministrazione Finanziaria resistente, esplicita un principio che va ad aprire un varco rilevante nei più generali rapporti con le Istituzioni tributarie.
Così come si può ritenere importante evidenziare la necessità, da parte del legislatore, del rispetto anche in iniziative di contrapposizione a sistemi fraudolenti, di un equilibrio, nel regolamentare rapporti che comunque incidono pesantemente anche su realtà imprenditoriali rispettose delle leggi.