“Crediamo nello sviluppo del settore del metano liquido (GNL)” e “continuiamo a lavorare per garantire al Paese una maggiore diffusione delle infrastrutture per la distribuzione di questo combustibile pulito ed efficiente per i trasporti”. Bruno Cassinelli, dell’unità CNG Development di Snam, è ottimista sul futuro del settore in Italia: per questo la società continua, dopo il memorandum con FCA e IVECO, “a portare avanti altre iniziative, con aziende e istituzioni, per consentire uno sviluppo reale del metano e biometano per autotrazione”. Il tutto con la promessa di impegnarsi proprio nelle zone che richiedono maggiori interventi nelle infrastrutture, come le Regioni del sud del Paese.

 

È passato esattamente un anno dalla firma, al ministero dello Sviluppo economico, del memorandum con FCA e IVECO per favorire lo sviluppo del gas naturale come carburante per autotrazione. A giugno l’accordo è stato “rinnovato” a Bologna. Un bilancio di questo primo periodo? Come va avanti la collaborazione?

L’accordo ha permesso di lavorare insieme ai colleghi di FCA e Iveco su molti aspetti. Sono stati organizzati diversi incontri presso istituzioni, locali e regionali, in cui è stato illustrato e sostenuto il metano come soluzione immediatamente disponibile che permette una consistente riduzione di CO2 e il quasi azzeramento degli altri principali inquinanti come PM e NOx.

Sono stati organizzati anche alcuni eventi, come quello da lei citato del G7 Ambiente a Bologna, in cui abbiamo coinvolto giornalisti, associazioni di categoria e istituzioni e affrontato importanti tematiche come la decarbonizzazione, i vantaggi del metano e del biometano per autotrazione e premiato le regioni virtuose che hanno raggiunto importanti obiettivi ecologici e ambientali grazie all’impiego del gas naturale.

La partnership ha anche permesso di individuare alcune aree, a livello nazionale, in cui lo sviluppo di infrastrutture per la distribuzione del gas naturale, sia in forma liquida che gassosa, può dare uno slancio decisivo al metano.

 

Avete in programma altre iniziative in questo senso?

Stiamo portando avanti altre iniziative, con aziende e istituzioni, per consentire uno sviluppo reale del metano e biometano per autotrazione. Continuiamo a lavorare per garantire al Paese una maggiore diffusione delle infrastrutture per la distribuzione di questo combustibile pulito ed efficiente per i trasporti.

 

Che rete carburanti vedete in Italia tra vent’anni? Quale sarà il rapporto tra auto a metano, a biometano, auto a benzina/diesel e auto elettrica? Che consumi prevedete?

 La nostra migliore previsione dello scenario che ci sarà tra vent’anni si potrebbe riassumere in tre numeri: 4.000, 30% e 10 miliardi.

Al 2040 prevediamo che il numero di stazioni che erogheranno gas naturale, sia in forma liquida che compressa, saranno più di 4.000, con un parco circolante di veicoli a metano che si attesterà intorno a 10 mln e consumi che raggiungeranno oltre i 10 mld di mc di gas naturale.

Ovviamente ci sono alcuni driver fondamentali per aiutare questa crescita: la diffusione di infrastrutture di rifornimento, la revisione di alcune normative, specialmente quella legata all’erogazione del gas naturale in modalità self-service e lo sviluppo di una gamma di veicoli per rispondere a tutte le necessità, private e commerciali.

 

Il Sud recupererà gradualmente il gap con il resto del Paese?

Il nostro piano di sviluppo per la realizzazione di 300 stazioni che erogano il gas naturale riguarda l’intero Paese. L’impegno maggiore verrà applicato proprio nelle zone che richiedono maggiori interventi nelle infrastrutture, cioè nelle aree in cui le stazioni di servizio del gas naturale non sono presenti o sono presenti con minor concentrazione.

 

Vantaggi e svantaggi di un’auto a metano rispetto a una elettrica?

Preferiamo non considerare “rivali” le due alimentazioni, ma piuttosto complementari. Le auto a metano, tuttavia, rappresentano oggi una tecnologia sicura e matura, oltre a rappresentare un fiore all’occhiello per l’Italia, leader europeo per mezzi circolanti (oltre 1,1 milioni). Ma più in generale, tutta la filiera del metano rappresenta una risposta immediata alla mobilità sostenibile. La rete di stazioni di servizio che erogano metano sono in continua crescita e la previsione è di raddoppiarle, anche grazie al contributo di Snam, nei prossimi 10 anni.

La diffusione del metano per autotrazione, inoltre, non richiede interventi infrastrutturali alla rete dei metanodotti mentre per quanto riguarda le auto elettriche, a oggi, ancora non si conoscono i costi di adeguamento del sistema e i tempi per garantire una rete di colonnine di ricarica adeguata. Oltre al tema economico, è importante valutare anche l’impatto ecologico delle due tipologie di mezzi, a metano ed elettrico, considerando però l’intero ciclo well to wheel. Da questo punto di vista le auto a metano producono meno inquinamento rispetto alle elettriche considerando i processi di produzione e smaltimento dei veicoli.

Altro tema importante è il biometano: carburante naturale, programmabile e compatibile al 100% sia con la rete di trasporto che con le auto a metano oggi in circolazione.

Alimentare un’auto a metano utilizzando esclusivamente biometano permetterebbe di ridurre drasticamente le emissioni inquinanti, con risultati paragonabili ad un’auto elettrica alimentata con energia prodotta da fonti 100% rinnovabili.

 

La ricetta per agevolare la diffusione delle auto a metano?

Se mi permette una risposta simpatica, parto dagli “ingredienti” per la diffusione dei veicoli a metano:

  • 500gr di semplificazione delle procedure per il rifornimento in modalità self-service
  • 200gr di semplificazione del processo di revisione delle bombole
  • Una bustina di accesso alle Zone a Traffico Limitato
  • Un pizzico di velocizzazione del processo per l’ottenimento delle autorizzazioni comunali per la costruzione di impianti di rifornimento a metano
  • qb di incentivi per l’acquisto di veicoli

 

Mescolare tutti gli ingredienti e cuocere lentamente controllando, di tanto in tanto, che vi siano parcheggi agevolati ed esenzione al pagamento del bollo auto.

Al termine della cottura, servire con incentivazioni per la realizzazione di impianti di produzione di biometano, in particolare da biomassa agricola.

 

 Di recente Snam è entrata a far parte di Assogasliquidi. Come mai questa scelta?

Snam è entrata a far parte di Assogasliquidi perché crediamo nello sviluppo del settore del metano liquido (GNL) e il nostro ingresso potrà permetterci di sviluppare sinergie con le aziende che stanno investendo in questo settore, facendo sistema per metanizzare le strade italiane.