Smart working, all’orizzonte cambiamenti duraturi per la mobilità

  Carburanti, FIERA, Mobilità sostenibile, Oil&nonOil Verona 2020

Il binomio storico tra lavoro e rifornimento si è indebolito a causa della pandemia mentre i consumi di energia sono aumentati in altri ambiti. La domanda di carburanti potrebbe spostarsi in modo strutturale dal trasporto delle persone a quello delle merci. Questi gli scenari emersi da un convegno di Oil&nonOil

L’epidemia di coronavirus ha rivoluzionato gli spostamenti casa-lavoro, una rivoluzione che a sua volta ha avuto un forte impatto sui consumi di energia. La diffusione dello smart working potrebbe diventare un fenomeno strutturale, con ripercussioni sulla mobilità e sulla domanda di carburanti. Ciò vuol dire che il settore si trova di fronte a nuovi rischi, ma anche a nuove opportunità. Di tutto questo si è discusso nel convegno “Smart working, come cambia la mobilità? Gli effetti sulla domanda di carburanti”, che si è tenuto la settimana scorsa nell’ambito della 15ª edizione di Oil&nonOil a cura di Quotidiano Energia. Il convegno, moderato dalla direttrice della testata Romina Maurizi, è stato introdotto da Roberto Degl’Innocenti, della società di consulenza Oil & Energy Consulting, che ha illustrato i possibili scenari futuri della rete nazionale al servizio del trasporto di merci e persone. Sono poi intervenuti Marina Barbanti, direttrice generale di Unione energie per la mobilità (unem); Luisa Di Vita, direttrice della comunicazione di Nissan; Sebastiano Gallitelli, segretario generale di Assopetroli-Assoenergia; Alessio Raccagna, direttore affari istituzionali per il Sud Europa di Lime, azienda specializzata nello sharing di biciclette e monopattini elettrici, e Massimo Marciani, presidente del think tank della logistica Freight Leaders Council.

Complessivamente dal confronto, pur nella difficoltà di fare previsioni, sono emerse alcune indicazioni. Una convinzione condivisa è che alcuni cambiamenti siano destinati a durare. Inoltre, è stato sottolineato che l’emergenza Covid interagirà con dinamiche già in atto nel settore dei carburanti nel determinare i nuovi orizzonti. Tra questi potrebbe esserci uno spostamento della domanda dei carburanti tradizionali dal trasporto di persone al trasporto merci e una diffusione della micro-mobilità. Per le auto la situazione è particolarmente complessa, perché l’evoluzione dipenderà da diversi fattori come il rinnovo del parco circolante e degli impianti di rifornimento.

Come ha riconosciuto Gallitelli, intervistato a margine del convegno, le restrizioni imposte ai movimenti durante il lockdown hanno aggravato una riduzione dei consumi di carburante che è stata costante negli ultimi dieci anni, spingendo il settore della distribuzione a ripensare la rete. “Abbiamo sperimentato una fase che è stata uno stress-test su attitudini testate e da ottimizzare”, ha spiegato Gallitelli osservando che la pandemia ha di fatto provocato il venir meno di “un binomio storico tra lavoro e rifornimento”, parzialmente sostituito dal nuovo “binomio casa-lavoro”. Lo smart working ha di fatto spinto il comparto a misurarsi con una nuova quotidianità.

Nel trimestre marzo-maggio – ha ricordato il segretario generale di Assopetroli-Assoenergia – la riduzione media dei consumi di carburante si è attestata al 60%, con punte del 70% in alcune località. Nello stesso periodo si è registrato un aumento del consumo di energia in altri ambiti, come di quello del gasolio da riscaldamento e di quello utilizzato a fini commerciali: durante il lockdown i trasporti delle merci sono aumentati, con un’impennata della soglia di acquisti online (+31% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso). Gallitelli ha sottolineato, infine, che a settembre, sulla spinta degli incentivi, il tasso di auto elettriche e ibride ha raggiunto il 25% del mercato, il maggiore mai registrato. “Questi risultati e queste evidenze misurate nei mesi scorsi diventeranno in parte strutturali ma ci impongono di fare interventi che portino a modificare in particolare la rete dei distributori, ha sintetizzato Gallitelli, denunciando una rete di punti vendita “sovradimensionata rispetto alla domanda” ed evidenziando la necessità di un ammodernamento.

Anche per Barbanti stanno emergendo tendenze di lungo termine per quanto riguarda i consumi di carburante. “Sicuramente siamo in una fase congiunturale, con un 2020 molto faticoso e un 2021 che non si prevede migliore”, ha detto la direttrice generale di unem, che ha sottolineato il ruolo svolto dal lavoro a distanza. Nel complesso l’impatto dello smart working sulla mobilità “è stato del 50%”, ha affermato la dirigente ricordando che in Italia, in media, il 30% degli utenti utilizza l’auto per motivi lavorativi, altrettanti per il tempo libero, il 35% circa per necessità familiari. Se lo smart working riduce la circolazione, a maggior ragione continuerà a pesare sul settore aereo (il 30% dei consumi di settore sono per business), oltre ad avere un impatto sociale generale, ha concluso Barbanti.

Da parte sua, il presidente del Freight Leaders Council, Massimo Marciani, ha sottolineato che la mobilità elettrica è una valida soluzione per alcune tipologie di servizi logistici, tra le quali senza dubbio la distribuzione urbana di collettame, il gas è più facilmente implementabile sui trasporti di lunga percorrenza grazie alla rete già ben articolata di distributori e alle tecnologie italiane sufficientemente sviluppate”. Per Marciani, “in ogni caso, un approccio integrato e misto potrebbe essere la soluzione migliore per il caso italiano. E per il futuro puntiamo senza indugio sull’idrogeno. Il cambiamento climatico dovuto all’emissione di gas serra è ormai entrato a far parte delle politiche delle nazioni o delle organizzazioni sovranazionali con gli accordi multilaterali (Kyoto del 1997, Parigi del 2015, COP25 del 2019). L’Europa comunitaria si è data l’obiettivo di ridurre a zero le emissioni entro il 2050. Come step intermedio si è imposta di attuare la distribuzione delle merci nelle principali metropoli europee a zero emissioni entro il 2030. Fra 10 anni dunque. Come dimostrano i dati raccolti nell’ambito del Think Tank della Logistica la progressiva elettrificazione del trasporto dell’ultimo miglio, seppur con difficoltà ancora irrisolte è in qualche modo possibile nei tempi richiesti, mentre per il trasporto pesante di lunga percorrenza l’elettrificazione dei veicoli non sembra essere neppure all’orizzonte. Inoltre, aggiunge Marciani, “perché non si parla più di idrogeno come possibile soluzione a questo particolare segmento del mercato?”. Al di là delle scadenze, infine, c’è un’unica e superiore finalità da non trascurare: il sistema energetico, oltre a garantire criteri di sostenibilità ambientale, pur importantissimi, deve permettere lo sviluppo e il mantenimento di un’alta qualità della vita e dei livelli di servizio che attualmente vengono assicurati dai sistemi convenzionali. Ecco perché, in questo momento, l’approccio integrato e misto – elettrico e gas – sembrerebbe quello più facilmente percorribile nel nostro Paese, ha concluso Marciani.