Settimana europea della mobilità, 80 città italiane e centinaia di iniziative a “emissioni zero”

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Si è chiusa l’edizione 2020, dedicata al tema della neutralità carbonica. La manifestazione ha puntato anche sugli insegnamenti tratti dal lockdown per migliorare gli spostamenti e la vita negli spazi urbani

Sono 80 le città italiane che dal 16 al 22 settembre hanno partecipato alla Settimana europea della mobilità, l’iniziativa che dal 2002 promuove la mobilità pulita e il trasporto urbano sostenibile per migliorare la salute pubblica e la qualità della vita. Il tema dell’edizione 2020 è stato “Emissioni zero, mobilità per tutti”, con riferimento all’obiettivo dell’Unione europea di azzerare le emissioni di anidride carbonica entro il 2050, come dichiarato da Ursula von der Leyen, presidente della Commissione, nella presentazione del Green Deal. L’edizione di quest’anno, inoltre, non si è sottratta alla sfida del coronavirus, cercando di fare tesoro dell’esperienza vissuta per il futuro. Tra le risorse della campagna 2020 ci sono, infatti, i “Dieci insegnamenti tratti dal lockdown per una migliore mobilità urbana”, messi a punto dall’organizzazione, che coinvolge la Commissione, un coordinamento di reti di città europee e un coordinamento di rappresentanti di ministeri e agenzie nazionali.

Gli “insegnamenti” sono probabilmente l’elemento distintivo dell’edizione di quest’anno e il primo è che “lo spazio pubblico è prezioso” e che è importante gestire le città pensando alle persone più che alle auto. Al secondo posto c’è il riconoscimento del valore dei lavoratori essenziali, tra i quali ci sono proprio i dipendenti dei trasporti pubblici e tutti coloro che contribuiscono alla nostra mobilità. “L’invisibile è diventato visibile” è il terzo insegnamento: ovvero i tassi di inquinamento acustico e atmosferico sono scesi a livelli senza precedenti e abbiamo percepito aria più pulita e spazi urbani meno rumorosi, situazione che, almeno in parte, potrebbe essere mantenuta. Strettamente collegati al precedente sono i due successivi: il quarto insegnamento è che “il nostro mondo stava correndo troppo”, letteralmente; si può rallentare imponendo limiti di velocità nelle aree urbane a 30 chilometri orari. Il quinto è che “la salute delle vie respiratorie e uno stile di vita attivo ora sono più importanti che mai”.

Il “decalogo” prosegue con tre punti dedicati al lavoro, alla scuola e alle tecnologie. “Lavorare da casa è diventato normale e possibile”, ma ciò non vale per tutte le occupazioni e servono soluzioni per una ripresa sicura. Servono anche alternative più sostenibili per accompagnare i bambini a scuola. Gli strumenti digitali sono fondamentali per un uso efficiente dei sistemi di trasporto, ma devono essere accessibili a tutti. Gli ultimi due insegnamenti, infine, riguardano gli acquisti online, con i loro aspetti positivi ma anche negativi, e la vulnerabilità di alcuni gruppi di persone, con l’esortazione a costruire città senza barriere.

Nell’anno della pandemia, non potevano mancare gli eventi online. Tuttavia, sono state centrali le iniziative concrete sul territorio: come di consueto, la manifestazione ha offerto alle città partecipanti l’opportunità di presentare alternative per la mobilità e ai cittadini la possibilità di esplorare le strade in modo diverso e di sperimentare e valutare soluzioni pratiche per affrontare le sfide urbane del traffico e dell’inquinamento atmosferico.

In occasione della Settimana europea della mobilità sono state organizzate attività specifiche, oppure sono state implementate misure permanenti o ancora sono state indette giornate senza auto. Alcuni comuni hanno lavorato in tutte e tre le direzioni. E così sono stati inaugurati servizi di trasporto, piste ciclabili, postazioni di ricarica, zone pedonali, aree senza barriere architettoniche. Sono stati illustrati piani, strategie e progetti. C’è chi ha proposto test drive gratuiti di monopattini elettrici e auto ibride ed elettriche; c’è chi ha puntato su programmi specifici per i bambini. E poi ancora sono state organizzate passeggiate e ciclopasseggiate, tavole rotonde, conferenze, presentazioni di libri e mostre.