Semplificazioni: novità per distributori, stazioni di ricarica e serbatoi Gpl

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Nella legge di conversione del decreto diverse misure per l’energia e l’ambiente. Per sostenere la razionalizzazione della rete di distribuzione sono state prorogate le procedure semplificate per la dismissione

Sono diverse le misure per l’energia e l’ambiente contenute nella Legge 11 settembre 2020, n. 120 ovvero la conversione del cosiddetto Decreto Semplificazioni (Decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale), entrata in vigore il 15 settembre. Per quanto riguarda i carburanti e i servizi per la mobilità, vanno citate in particolare le misure a sostegno della razionalizzazione della rete di distribuzione (Art. 52 bis) e la semplificazione delle norme per la realizzazione di punti e stazioni di ricarica di veicoli elettrici (Art. 57).

Riguardo alla razionalizzazione della rete, in sostanza, vengono prorogate di altri tre anni le procedure semplificate di dismissione per gli impianti di distribuzione dei carburanti che cessano definitivamente l’attività di vendita. Le procedure semplificate – che erano state introdotte da una precedente norma (la n. 124 del 4 agosto 2017, Legge annuale per il mercato e la concorrenza, comma 115 dell’articolo 1) – saranno applicate fino al 31 dicembre 2023.

In materia di stazioni di ricarica l’ambito della semplificazione delle norme include le infrastrutture all’interno di aree ed edifici pubblici e privati, compresi quelli di edilizia residenziale pubblica; su strade private non aperte all’uso pubblico; lungo le strade pubbliche e private aperte all’uso pubblico; all’interno di aree di sosta, di parcheggio e di servizio, pubbliche e private, aperte all’uso pubblico.

L’articolo 57 prevede (al comma 6) che entro sei mesi dall’entrata in vigore del decreto i comuni disciplinino l’installazione, la realizzazione e la gestione delle infrastrutture di ricarica a pubblico accesso, stabilendo la localizzazione e la quantificazione, al fine di garantire un numero adeguato di stalli in funzione della domanda e degli obiettivi di progressivo rinnovo del parco dei veicoli circolanti, prevedendo, ove possibile, l’installazione di almeno un punto di ricarica ogni 1.000 abitanti. Per le installazioni lungo le strade pubbliche e private aperte all’uso pubblico e all’interno di aree di sosta, parcheggio e servizio, pubbliche e private, aperte all’uso pubblico, viene specificato (comma 7) che i comuni possono consentire, in regime di autorizzazione o concessione, anche a titolo non oneroso, la realizzazione e gestione di infrastrutture di ricarica anche prevedendo una eventuale suddivisione in lotti.

Il canone di occupazione del suolo pubblico deve essere calcolato sullo spazio occupato dalle infrastrutture di ricarica senza considerare gli stalli di sosta degli autoveicoli. I comuni, inoltre, possono prevedere la riduzione o l’esenzione del canone di occupazione di suolo pubblico e della tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche per i punti di ricarica, nel caso in cui gli stessi eroghino energia di provenienza certificata da energia rinnovabile. Le tariffe per la fornitura dell’energia elettrica destinata alla ricarica dei veicoli, applicabili ai punti di prelievo in ambito privato e agli operatori del servizio di ricarica in ambito pubblico, dovranno essere definite dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera), entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto, assicurando un costo dell’energia elettrica non superiore a quello previsto per i clienti domestici residenti.

Di interesse anche l’Art. 64-bis, Misure a sostegno dello sviluppo tecnologico e di semplificazione, che contiene disposizioni in merito alle verifiche dei serbatoi GPL di qualsiasi capacità, nonché dei recipienti a pressione fissi interrati, tumulati e fuori terra con capacità complessiva superiore a 13 metri cubi. In particolare, in via transitoria e in deroga alle periodicità dei controlli previsti, i proprietari dei serbatoi di GPL hanno 18 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione per comunicare all’Inail i dati delle attrezzature ancora da sottoporre a verifica tramite la tecnica di controllo basata sull’emissione acustica alla data della dichiarazione dello stato di emergenza e fino a non oltre 120 giorni dalla data di cessazione dello stato di emergenza. Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione l’Inail dovrà definire la procedura operativa per le verifiche di integrità dei serbatoi nonché i requisiti dei soggetti abilitati a effettuarle.

Vanno citate anche alcune novità che interessano i settori delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. Sono previste, infatti, anche semplificazioni per gli iter di autorizzazione di impianti Fer (Fonti di energie rinnovabili) e impianti di accumulo elettrochimico. Per gli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra sono state introdotte due eccezioni (siti di interesse nazionale e siti di discarica) per le quali sono ammessi incentivi. In materia di incentivi c’è anche la possibilità di riammissione per quelli annullati dal Gestore dei servizi energetici (Gse) a titolari di progetti già ammessi al meccanismo dei titoli di efficienza energetica (certificati bianchi). Infine, sono state inserite diverse modifiche al procedimento di valutazione di impatto ambientale per accorciarne i tempi.