Sanificazione, la sfida per i veicoli tra incertezze e nuove soluzioni

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Con l’emergenza Covid 19 la sanificazione degli ambienti è diventata prioritaria per arrestare la diffusione del virus. È stata introdotta per legge e diventata obbligatoria per gli ambienti comuni, destinati al lavoro e al commercio. In questa visione, estesa anche ai veicoli, che molto spesso si trasformano in veri e propri luoghi di lavoro – si pensi al trasporto delle merci o ai veicoli impiegati per la fornitura di servizi di manutenzione – oppure vengono utilizzati per svago, attraverso contratti commerciali tra fornitori e clienti: come il noleggio o il car sharing.

Ma come affrontare questa sfida che molto spesso diventa più difficile in virtù della mobilità propria del veicolo?
È la domanda a cui ha cercato di rispondere il webinar “La sanificazione dei veicoli post emergenza Covid 19” organizzato l’11 giugno scorso da Mirumir in collaborazione con Veronafiere come tappa preparatoria ad Oil&nonOil (Verona, 21-23 ottobre 2020).

 

di DEBORAH APPOLLONI

 

Sull’onda dell’emergenza e in pieno lockdown, la risposta delle diverse realtà è stata variegata: si va dal kit “fa da te” fornito all’autista per la sanificazione del veicolo all’utilizzo di specifici dispositivi ad hoc per la sanificazione degli abitacoli, ma anche per esempio delle celle frigo dei camion. Nelle prime settimane si è comunque riscontrata una certa incertezza e confusione tra gli operatori: terminologia non univoca, procedure poco lineari e assenza di chiarezza rispetto ai prodotti da usare sono gli ostacoli riscontrati e non ancora del tutto superati.

“La materia si inquadra nel D.Lgs. 81/2008 (T.U. Salute e Sicurezza sul lavoro) – ha chiarito durante il webinar, Barbara Michini, Avvocato dello Studio legale Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partnerse deve tenere presente il Dpcm del 17 maggio che ha inglobato i protocolli sulla sicurezza sul lavoro e quello più specifico delle linee guida nel settore trasporti e logistica. Inoltre, da considerare come fonte di disciplina anche la circolare del ministero della Salute del 22 maggio scorso. Tutto questo per dire che una carenza nella sanificazione di veicoli usati per svolgere mansioni lavorative o ad uso commerciale promiscuo porta a delle sanzioni amministrative ben definite, senza contare la responsabilità penale derivata dal rischio del contagio, oltre che un onere risarcitorio sul profilo della responsabilità civile”.

Tra le categorie più coinvolte in questa sfida, compare il noleggio. “Contrariamente a quanto si possa pensare – ha spiegato Giuseppe Benincasa, presidente di Aniasa, l’associazione che rappresenta i maggiori player del noleggio e del car sharing in Italia – il problema della sanificazione ha investito durante il lockdown anche il noleggio a lungo termine che è stato molto richiesto dal settore agroalimentare per far fronte alle richieste di home delivery. Nel breve termine ogni azienda ha applicato delle soluzioni che sono state incluse nelle strategie di marketing. Diverso è il problema del car sharing per il quale il ricambio continuo degli utenti rende impossibile la sanificazione a carico dell’azienda che eroga il servizio. Abbiamo portato avanti delle mediazioni con alcune grandi città e siamo arrivati a prevedere per Roma e Milano la responsabilizzazione dell’utente che ha il compito di indossare a bordo guanti e mascherina e pulire i punti più esposti”.

Anche le grandi flotte hanno preso in considerazione diverse soluzioni per la sanificazione. “All’inizio ci siamo scontrati con molta incertezza – ha detto Gianfranco Martorelli, Presidente dell’Osservatorio Top Thousand e Fleet Mobility Manager di WIND3in particolare sui prodotti da usare: ozono o idroalcolici? Dopo la circolare ministeriale abbiamo optato per un kit con soluzioni idroalcoliche e panni monouso che il dipendente deve usare prima di prende in consegna il veicolo”.

Soluzioni analoghe a quelle adottate nel settore dell’autotrasporto, in prima linea durante l’emergenza sanitaria e il lockdown. “Per molte aziende la sanificazione non si ferma al veicolo – ha detto Stefano Quarena, membro Consiglio Direttivo di Alis, un’associazione che riunisce diversi attori della supply chain – c’è la necessità di sanificare magazzini, uffici e officine meccaniche. Come associazione abbiamo messo insieme procedure e regole a favore dei nostri associati”.

Anche il mondo del lavaggio ha dovuto affrontare il grande tema della sanificazione sia all’interno degli impianti stessi che in qualità di servizio offerto ai clienti. “Abbiamo fin dall’inizio lavorato sulle linee guida per la sanificazione – ha annunciato Marco Costamagna, Presidente di Federlavaggiche hanno il merito di dare indicazione ai nostri centri sulle procedure, mentre su prodotti e attrezzature non siamo entrati nel merito, lasciando libero il mercato”.

Auspica invece una maggiore chiarezza sia nelle procedure che sui prodotti il mondo rappresentato da Assolavaggisti. “I nostri impianti – ha assicurato il presidente Giuseppe Sperdutosi attengono alle disposizioni di legge, ma c’è bisogno di sostegno al settore, in particolare in questo momento di ripartenza”.

Un brevetto estremamente innovativo di una macchina per la sanificazione dei veicoli e degli impianti di climatizzazione è stato presentato da Domenico Fata, responsabile commerciale di Italia Service Srl, una realtà attiva da più di 30 anni proprio nel settore del lavaggio e della sanificazione.

Ha chiuso il webinar Luciano Rizzi, Exhibition Manager Agriexpo & Tecnology di Veronafiere ricordando che “Oil&nonOil, in programma ad ottobre, adotterà tutte le misure cautelative messe in campo dal complesso fieristico al fine rendere sicuro l’evento per gli espositori, i buyer e i visitatori”.

 

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