Carlo Gavotto, presidente della Mix, azienda di progettazione e costruzione di autolavaggi, è soddisfatto dei risultati raggiunti e per il futuro punta sulle tecnologie innovative e su impianti in grado di garantire un ampio ventaglio di prestazioni. Grande attenzione all’assistenza. A Oil&nonoil 2018 la presentazione al pubblico di retisti e lavaggisti di importanti novità

 

Ci fa una radiografia del settore in questo momento?

Il primo danno che individuo nel corpo del settore in Italia è quello di vendere puntando sul prezzo e non sulla qualità, lo constato ogni volta che mi scontro con i miei concorrenti, troppo spesso il contratto che si chiude è quello con il prezzo più basso e non quello più articolato, ricco di servizi, ma che immancabilmente costa di più. Sono fermo nell’idea che chi più spende, meno spende. Per il nostro settore quello di puntare sul prezzo è un grande errore, ma questo vale per ogni comparto economico. L’impianto di lavaggio migliore e più performante è quello che incorpora una serie di soluzioni tecnologiche che lo rendono più costoso, ma nello stesso tempo lo rendono adeguato a offrire servizi e prestazioni che gli impianti con prezzo basso non possono offrire.

 

Dopo gli anni più duri c’è ripresa della produzione e delle vendite o quello degli impianti di lavaggio è ancora un mercato debole?

Lo scorso anno il nostro Gruppo (Mix+DeGaMa) ha fatturato tredici milioni di euro e abbiamo ottenuto un milione e centomila euro di utile. Per il 2018 spero di ripetere il risultato. Non credo che ci sia una ripresa, ma stiamo assistendo a una stabilizzazione. Oggi il nostro obiettivo è confermare i risultati dell’anno precedente.

 

Si fanno pochi impianti nuovi, si sono fermate le sostituzioni, cosa non tira?

Stimo che al massimo tutto il settore venda 700 macchine, ma probabilmente arrotondo per eccesso. Mi riferisco ai portali, i box di lavaggio sono esclusi. E’ difficile individuare una causa precisa, ma posso presumere che ci siano in questo momento, nel mercato Italiano, alcune preoccupazioni nel fare nuovi investimenti.

 

È cambiato qualcosa nella figura dell’investitore?

Sicuramente sono mutati i modi dell’investitore, i primi contatti e la richiesta di prezzo avvengono via internet e quando il cliente vuole valutare il preventivo, ne ha già tre o quattro nel cassetto… Non visita l’azienda, non approfondisce e con questo sistema finisce per scartare gli impianti che hanno un prezzo più elevato e, alla fine, va a visionare quelli che costano di meno, lasciando per strada le proposte di maggior valore.

 

Ci sono novità tecnologiche?

Posso ovviamente dire cosa abbiamo realizzato noi. Abbiamo realizzato un doppio portale molto particolare e lo abbiamo installato presso un retista veneto, la Vega Carburanti.  È un impianto che lava anche con acqua calda, usando le spazzole, o solo l’alta pressione. È una pista robotizzata. Ci sono tre ugelli che seguono il profilo dell’auto e sostituiscono la vecchia lancia. Abbiamo raggiunto un basso consumo di acqua che scaldiamo e “spariamo”  miscelata con prodotto chimico come in una pista ad alta pressione. È una traslazione della nostra lunga esperienza nelle piste. Recentemente sono venuti a vedere l’impianto investitori di Dubai che hanno apprezzato sia il risparmio idrico sia il fatto che possono ottenere l’acqua calda utilizzando il solare termico.

 

Mix è stata tra le prime aziende a fare assistenza 24 ore su 24 e anche da remoto…

Crediamo nell’assistenza, i nostri impianti hanno la possibilità di diagnosi a distanza, mi pare una soluzione logica, che dà vantaggi ai clienti e rende efficace il nostro lavoro. Non è pensabile avere su un furgone un intero impianto smontato, e i modelli sono tanti… È funzionale che sia la macchina a indicarti qual è il problema e, se non riusciamo a riparare il guasto da remoto, questo sistema mette in condizione il tecnico di intervenire già col pezzo da sostituire. Senza questa diagnosi, il tecnico dovrebbe andare due volte con costi e tempi raddoppiati, con disappunto del cliente. Abbiamo calcolato che i clienti senza contratto di assistenza finiscono per spendere di più. I nostri impianti sono dotati di software di alta tecnologia che controllano anche la riduzione dei consumi. Sono sistemi che garantiscono anche le detrazioni fiscali previste dalla normativa su Industria 4.0

 

Oil&nonoil è l’appuntamento di riferimento per i retisti indipendenti che stanno accrescendo il loro peso nella gestione della rete. A Verona presenterai qualcosa di particolare per loro?

Stiamo per lanciare una proposta particolare e la presenteremo con forza a Verona, spero di poter avere molte investitori e lavaggisti interessati alla nostra “nuova proposta” e di poterla spiegare nel nostro stand a Oil&nonoil.

 

Cosa sta cambiando nei sistemi di pagamento?

Oggi puoi avere un sistema di pagamento che costa 1.500 euro o una cassa che costa 10.000.  Le casse richiedono anche l’assistenza perché spesso subiscono atti vandalici, quindi bisogna puntare su soluzioni nuove. A me piace molto il barcode che consente di acquistare un singolo lavaggio o un certo numero. Credo che i pagamenti con chiavi precaricate o con la telefonia mobile abbiano vantaggi di tipo diverso, ma le valutazioni deve farle il lavaggista.