Oil&nonoil si conferma unico riferimento del settore

Retisti, responsabili di compagnie petrolifere, lavaggisti, trasportatori, gestori questo il composito pubblico di operatori che ha incontrato le aziende espositrici e ha seguito convegni e seminari dal 9 all’11 ottobre scorso a Veronafiere. La presenza di numerose industrie del lavaggio e del trasporto ha contribuito a dare maggiore vivacità alla manifestazione.

 

Oltre 4.500 operatori specializzati, con arrivi da tutta Italia, più di 150 marchi presenti negli spazi espositivi cresciuti del 20 per cento; 22 convegni e workshop in programma, sono i numeri che confermano la buona riuscita della tredicesima edizione di Oil&nonoil, svoltasi a Veronafiere dal 9 all’11 di ottobre.

Nei tre giorni è passata tra gli stand della manifestazione tutta la filiera legata alla distribuzione dei carburanti, alla mobilità alternativa e al segmento del “non-oil” che comprende l’offerta di servizi complementari nelle stazioni di rifornimento.

Il tema della transizione e dei mutamenti strutturali e organizzativi che essa richiede è stato il filo che ha unito le proposte espositive, le domande dei visitatori e gli approfondimenti dei convegni.

La necessità di cambiare con gradualità è condivisa dalle diverse componenti del mondo delle energie, dei carburanti e dei servizi per la mobilità. Un universo composito che sostiene l’occupazione, sviluppa ricerca, risponde agli sforzi collettivi di attuazione della mobilità sostenibile, continuando a garantire il trasporto delle merci e delle persone.

Il gas naturale nelle sue diverse declinazioni è stato al centro delle analisi e delle valutazioni che lo indicano come elemento essenziale per la transizione energetica. Per il trasporto merci crescono gli investimenti per la realizzazione delle stazioni di servizio di erogazione del metano liquido – ora 26, 30 entro la fine dell’anno – concentrate soprattutto nel Nord Italia. Per il trasporto privato, alla crescita costantante della rete, per un periodo non ha risposto con pari convinzione l’industria automobilistica, immettendo nuovi modelli anche in classi medio alte. Dal biometano, carburante assolutamente pulito, ci si attende una crescita rapida con valori di assoluto rilievo, in grado di soddisfare una buona parte della domanda.

Oil&nonoil guarda al futuro, ma l’evoluzione del mercato, il miglioramento dei servizi e della gestione e lo sviluppo delle aziende sono stati gli elementi portanti della manifestazione, che ha sì approfondito gli aspetti imprenditoriali della diffusione della mobilità elettrica, ma si è concentrata soprattutto sui pagamenti elettronici, il futuro del diesel, la fatturazione, il miglioramento e l’ampliamento dei servizi. Oil & non oil ha anche affrontato il tema della illegalità, che non solo sottrae ingenti risorse al fisco, ma rischia di mettere in crisi le aziende che agiscono nel riaspetto delle regole della concorrenza.

Siamo soddisfatti del risultato di questa edizione –  ha commentato Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – perché conferma il continuo trend di crescita della rassegna dal 2012, soprattutto dal punto di vista qualitativo della parte espositiva, dei contenuti e dei buyer presenti. Oil&nonoil, senza dimenticare i bisogni attuali del settore, è diventata ormai riferimento nazionale per quell’imprenditoria che guarda sempre più ai nuovi modelli di mobilità sostenibile come GNL ed elettrico”.

Il successo della tredicesima edizione è dovuto anche alla significativa presenza in fiera del trasporto e del lavaggio.

Sono due segmenti che, usciti cambiati dalla crisi, con il numero dei protagonisti ristretto, restano elementi dinamici del settore, alla ricerca di rinnovamento e interpretazione del futuro delle rete.

Per il lavaggio è stato riproposto l’appuntamento con l’Oscar dell’autolavaggista, che consente di premiare imprenditori che conducono con professionalità le imprese e rispondono con creatività alle esigenze dei clienti (vedi notizia successiva)

Nel pubblico di operatori che ha animato la manifestazione spicca l’elevato numero di retisti provenienti da tutta Italia. Gli espositori hanno colto il loro dinamismo imprenditoriale. La rete è magmatica, sta cercando la forma e le soluzioni per occupare i sempre maggiori spazi che le compagnie lasciano liberi. Non esiste una risposta unica e definitiva al “che fare?”, ma non mancano le proposte e gli orientamenti, come emerge dal sondaggio condotto da Oil&nonoil e presentato nel convegno ”I nuovi protagonisti della rete distributiva: strumenti e strategie per crescere”.

Centinaia di manager scrutano il futuro e si interrogano sulle scelte da compiere, sulle strategie da adottare sulle alleanze da mettere in atto e vedono in Oil&nonoil l’appuntamento per confrontarsi con l’innovazione e valutare le proprie strategie.