La manifestazione (9-11 ottobre Veronafiere) è l’appuntamento di riferimento di tutta la filiera  “dei carburanti, dei servizi e delle energie per la mobilità”. Oil&nonoil-Stoccaggio e Trasporto Carburanti è un momento di confronto tra idee e  proposte di nuove soluzioni tecnologiche. Occasione di affari tra aziende che puntano sull’innovazione e migliaia di operatori specializzati che ricercano efficienza e risparmio. Già numerose le manifestazioni di interesse ad esporre.

Elena Amadini, dirigente di Veronafiere, segue Oil&nonoil con l’attenzione dovuta a un settore interessato dai grandi cambiamenti che riguardano l’ambiente, i modi di muoversi per lavoro o per piacere, le scelte politiche e la costante capacità di proporre innovazione nella fornitura di servizi irrinunciabili.

 

Quali novità preparate per la prossima edizione di Oil&nonoil?

Credo sia utile indicare subito la data di Oil&nonoil: 9-11 ottobre nel quartiere di Veronafiere. Prima di parlare delle nostre novità, desidero accennare alla soddisfazione nel vedere l’elevato numero di espositori, storici e nuovi, che chiedono di prenotare il loro spazio per ottobre. Le aziende che espongono a Oil&nonoil sanno che incontreranno operatori e imprenditori interessati specializzati, in grado di decidere sulla conduzione dei propri affari. In questi giorni apriamo le iscrizioni, forti del trend positivo delle ultime due edizioni. L’apertura delle iscrizioni coincide con l’applicazione di tariffe promozionali che consentono apprezzabili risparmi. La ripresa e l’attenzione sono due segnali che confortano la nostra convinzione di superare ampiamente i risultati della passata edizione Veronese; nel 2016 la manifestazione ha registrato 140 espositori e oltre 4300 operatori.

 

Quindi, come vi preparate a rispondere a questa positiva manifestazione di interesse?

Oil&nonoil, nel suo alternarsi annuale tra Roma e Verona, ha adottato formule diverse per meglio rispondere alle esigenze degli espositori, dei visitatori e delle associazioni di settore. Si tratta di una manifestazione particolare che vive dell’innovazione tecnologica, della domanda di migliaia di imprenditori, ma è influenzata dalle scelte politiche e dalle dinamiche del complesso mercato dell’energia.  Organizzare questa manifestazione è costruire un servizio di comunicazione, formazione, informazione e attualità di cui esiste una trama consolidata da arricchire e adeguare costantemente.

A Verona la fiera ospiterà espositori leader di tutte le merceologie che rappresentano la filiera della distribuzione e di quelle che, di edizione in edizione, hanno puntato su Oil&nonoil per proporre carburanti alternativi e soluzioni di mobilità innovative. Vogliamo continuare a far interagire le proposte produttive e le riforme che accompagnano l’ammodernamento della rete, che riguarda la quotidianità di milioni di automobilisti. Non si può parlare di rinnovamento se non ci sono le soluzioni tecniche che consentono nuove forme di pagamento, se le stazioni non offrono nuovi carburanti o aree di ricarica e non si arricchiscono di nuovi servizi.

 

Qualcosa già si muove e a ottobre sarà un ottimo momento per i primi bilanci.

La transizione in atto nella rete è grande e significativa. Non ci coglie di sorpresa e siamo pronti a operare con i nuovi protagonisti. A fine agosto dovremmo avere la fotografia del settore con l’anagrafe della rete  e la chiusura degli impianti incompatibili. Nel mentre, sotto la spinta degli obiettivi internazionali di riduzione dell’inquinamento, si allarga  l’utilizzo del metano nel suo stato liquido (GNL) e gassoso (GNC). Non ignoreremo la crescita graduale dell’elettrico, inquadrandone vantaggi e limiti e impatto per gli investimenti della rete. Dopo il piano per la produzione di veicoli elettrici annunciato da Volkswagen, non possiamo non avere un focus sugli effetti che avrà sui servizi alla mobilità.

I nuovi protagonisti della rete sono gli imprenditori indipendenti, che sempre più  acquistano consapevolezza del loro fondamentale ruolo, si organizzano, si alleano, cercano di creare piattaforme di condivisione, e sono portatori di una cultura imprenditoriale nuova, agile, che crede nell’innovazione e si concentra sui bisogni dell’utente finale.

Il numero delle compagnie petrolifere che operano sul mercato italiano si è più che dimezzato rispetto a dieci anni fa, la rete “respira” grazie a centinaia di piccoli imprenditori convinti che il business non stia solo nei margini sui carburanti. A ottobre, molto probabilmente, si potranno  analizzare le scelte delle società che hanno animato il mercato nell’ultimo anno, e si inizierà anche a capire quali risultati ottengono le società che gestiscono migliaia di impianti che intendono valorizzarli implementando nuove politiche per lo sviluppo del non-oil e dei servizi.

 

Il non oil è un sogno rimasto non realizzato…

Non siamo all’anno zero. Il 63% dei lavaggi è nelle stazioni di servizio ed è in aumento l’attività dei bar. Noi da sempre cerchiamo di non trascurare il tema, ma la mancata affermazione del non oil  in Italia  è  frutto di molti fattori endogeni ed esogeni.  In molti paesi europei, tra cui la Germania, le chiusure dei negozi e della grande distribuzione in certi orari e giorni fanno della stazione di servizio un punto di riferimento per acquisti di prima necessità; in Italia questo non poteva e non può accadere. In qualche modo a questo ritardo ha contribuito anche la passata rigidità degli orari  delle stazioni di servizio. Ora ci sono le condizioni per cambiare il quadro e sfruttare nuove opportunità. Ci vuole progettualità, servono vie nuove: noi siamo l’appuntamento in cui le voci si uniscono, si possono intrecciare esperienze  e si possono presentare istanze comuni alla politica.

Desidero formulare qualche considerazione sul non oil che, invece, funziona. La filiera del lavaggio dà forti segni di ripresa e noi vogliamo offrire all’industria l’opportunità di incontrare gli investitori più attivi: alcune aziende di lavaggio hanno già richiesto lo spazio espositivo. Mentre all’attività di bar e ristorazione vogliamo dedicare momenti di promozione e confronto, per valutare e dare segnali concreti.

 

Prevede sempre una forte attività convegnistica?

Per noi “formazione e informazione” non sono uno slogan, ma una delle colonne portanti della manifestazione. Nei tre giorni di fiera offriremo oltre trenta appuntamenti tra convegni seminari e workshop.  A Roma, lo scorso anno, un visitatore su due ha seguito gli incontri. L’attenzione all’attualità è elevata come la richiesta di informazioni tecniche.

Non abbasseremo l’attenzione dal tema della legalità, per valutare se i provvedimenti di contrasto assunti a fine 2017 siano riusciti a smorzare un fenomeno preoccupante per le infiltrazioni criminali e per gli imprenditori onesti, seriamente danneggiati dalla concorrenza sleale. Su questo tema abbiamo il sostegno e l’apporto di tutte le associazioni di settore.

Centri studi, media partner, singoli esperti  ci aiuteranno a creare un programma ben focalizzato sulle questioni tecniche, normative e di valutazione degli indirizzi di sviluppo del settore.