Obiettivo “Hydrogen Valley”, lavori in corso dalla Lombardia alla Sicilia

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Sono sempre di più in Italia le realtà interessate a costruire sul proprio territorio un ecosistema dell’idrogeno. I progetti coinvolgono compagnie e amministrazioni, in linea con le strategie nazionale ed europea

Sono sempre di più le realtà in Italia che potrebbero trasformarsi in “Hydrogen Valley”, ovvero sviluppare sul proprio territorio un ecosistema che includa sia la produzione sia il consumo di idrogeno e che combini ricerca, usi industriali, civili e mobilità sostenibile.

Lo sviluppo del vettore idrogeno, nello specifico di “idrogeno verde”, è tra le priorità dell’Unione europea. A luglio l’Ue ha presentato la propria strategia per lo sviluppo di questa risorsa con l’obiettivo di arrivare a 10 milioni di tonnellate entro il 2030 e a una quota del 13% nel mix energetico europeo entro il 2050.

Negli ultimi mesi varie località e strutture italiane hanno avviato progetti in linea con la strategia nazionale per l’idrogeno e con il Recovery Plan europeo.

Il Masterplan 2035 dell’aeroporto di Malpensa, la strategia di sviluppo per i prossimi 15 anni che sarà presentata entro la metà di ottobre, prevede tra gli obiettivi l’impiego di aerei a idrogeno. Lo scalo lombardo potrebbe diventare quindi il fulcro di una “Hydrogen Valley”. L’argomento è stato discusso durante un incontro avvenuto lo scorso 20 settembre tra la Regione Lombardia e i vertici della Società Esercizi Aeroportuali (Sea), secondo i quali partirà presto un progetto pilota.

In Lombardia esiste già un piano operativo nell’ambito del trasporto ferroviario in Val Camonica lungo l’asse Brescia-Iseo-Edolo, dove da fine 2020 ha preso il via il progetto “H2iseO” di Fnm e Trenord che prevede la riconversione della linea non elettrificata, attualmente percorsa con treni a diesel, con locomotrici con trazione ibrida elettrica-idrogeno.

Tra le grandi imprese che più stanno puntando sullo sviluppo dell’idrogeno vi è Snam, che lo scorso maggio ha annunciato l’avvio dell’Hydrogen Innovation Center, la cui prima sede sarà inaugurata a Modena, nell’ambito di un accordo di collaborazione tra la compagnia e l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.

Nel Centro Italia, l’Enea ha dato il via lo scorso marzo al progetto per una Hydrogen Valley presso il Centro di ricerche di Casaccia, situato a 25 chilometri a nord-ovest di Roma, con l’obiettivo di creare il primo incubatore tecnologico italiano per lo sviluppo della filiera. I fondi, circa 14 milioni di euro, vengono da Mission Innovation, iniziativa globale cui partecipano 24 Paesi e la Commissione europea con l’obiettivo di accelerare l’innovazione nel campo dell’energia pulita e affrontare i cambiamenti climatici.

In Umbria, il Comune di Terni ha lanciato il progetto Hydra – Hydrogen technologies deployment for a revolution in transport applications insieme ad Ast, Atc & Partners Mobilità e BusItalia, utile alla realizzazione dell’infrastruttura di stoccaggio e rifornimento dell’idrogeno entro il 2023.

Sono invece quattro le Regioni – Sicilia, Piemonte, Puglia e Sardegna – che si sono candidate per ospitare il Centro nazionale di alta tecnologia per l’idrogeno e che già vedono iniziative o progetti per lo sviluppo del vettore.
La regione Sicilia è stata tra le prime manifestare il suo interesse lo scorso marzo e il 17 luglio ha lanciato durante il “Manifesto per l’idrogeno” in occasione dell’evento Catania 2030 – Expo green del Mediterraneo.
La Regione Piemonte è tra le poche in Italia ad avere costruito e sostenuto la creazione di una filiera idrogeno che vede già imprese e centri di ricerca già impegnati in progetti e più di 3.000 metri quadrati di aree dedicate e già attive.
In Puglia lo scorso 14 settembre Edison e Snam hanno sottoscritto un accordo con Saipem e Alboran per lo sviluppo di tre impianti di produzione di idrogeno verde nelle aree di Brindisi, Taranto e Cerignola, una delle prime iniziative per la produzione e l’utilizzo di idrogeno verde su larga scala in Italia.
In Sardegna verrà invece finanziato il progetto per il potenziamento del collegamento ferroviario Alghero centro‐Alghero aeroporto, con la realizzazione di un impianto di produzione di idrogeno e materiale rotabile per la linea Sassari‐Alghero‐scalo di Fertilia.
Lo scorso 23 settembre il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, ha firmato il decreto che assegna alle Regioni 1,55 miliardi di euro del Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e Resilienza (Pnrr) e che comprende anche comprende 140 milioni di euro il progetto del potenziamento della rete ferroviaria sarda.