Mosa (Snam): GNL, bio-Gnl, metano, biometano, i nuovi protagonisti della rete

  Autolavaggio, Intervista

Nell’intervista che segue Paolo Mosa, Chief Commercial, Regulation & Development Officer di Snam, fa il punto sui vari carburanti “sostenibili” ad oggi presenti sul mercato (CNG e GNL, bio-Gnl, metano, biometano) e illustra le opportunità di Snam nella nuova rete carburanti che si sta giù delineando: una rete volta ad “accrescere ulteriormente la produzione italiana di gas rinnovabile a zero emissioni di CO2 destinato ai trasporti”.

In particolare, relativamente al Gnl, i camion alimentati con questo carburante crescono a doppia cifra ogni mese: gli autocarri che circolano in Italia sono oggi più di 1.600. E, quanto all’infrastruttura, sul territorio nazionale è attiva una cinquantina di stazioni che riforniscono GNL, ma il numero sta crescendo ancor più velocemente dei veicoli.

Per Mosa il GNL “rivoluzionerà tutto il mondo della logistica: non solo trasporto pesante, ma anche treni e soprattutto navi”. Così Snam sta guardando soprattutto alla micro-liquefazione, una tecnologia che potrà rendere disponibili non solo maggiori quantitativi di GNL, ma anche Bio-GNL.

di Elena Veronelli

 

Qual è il quadro del GNL per il trasporto pesante? Quanti sono i camion che lo utilizzano e a quanto ammontano le stazioni di rifornimento?

Il GNL è l’unica soluzione tecnologica immediatamente disponibile per la mobilità sostenibile sui mezzi pesanti. I camion alimentati con questo carburante economico ed ecologico crescono a doppia cifra ogni mese: solo nel trimestre gennaio-marzo 2019 si sono registrate più del doppio delle immatricolazioni rispetto allo stesso periodo del 2018 e gli autocarri che circolano in Italia sono oggi più di 1.600. Al momento sul territorio nazionale è attiva una cinquantina di stazioni che riforniscono GNL, ma il numero sta crescendo ancor più velocemente dei veicoli. E’ segno che gli operatori del settore stanno puntando su CNG e GNL per la mobilità del presente e del futuro. Si tratta della via più efficace ed economica per abbattere le polveri sottili e ridurre notevolmente le emissioni di CO2.

 

Prospettive e obiettivi futuri sul GNL per il trasporto pesante?

Siamo certi che il GNL sarà protagonista della transizione energetica. La sua domanda è in costante crescita a livello globale e il suo utilizzo rivoluzionerà tutto il mondo della logistica: non solo trasporto pesante, ma anche treni e soprattutto navi. In quest’ambito Snam sta guardando soprattutto alla micro-liquefazione, una tecnologia che potrà rendere disponibili non solo maggiori quantitativi di GNL, ma anche Bio-GNL, cioè biometano liquefatto prodotto a partire da rifiuti organici e scarti agricoli. Bio-GNL e biometano consentiranno di accrescere ulteriormente la produzione italiana di gas rinnovabile a zero emissioni di CO2 destinato ai trasporti.

 

Quali sono i vostri progetti sul metano compresso? Quante stazioni volete realizzare? Dove in particolare?

Intendiamo supportare la crescita del numero di stazioni CNG e GNL in tutta Italia con un piano che prevede circa 300 aperture nei prossimi anni, tramite accordi con operatori del settore come Eni, Gruppo Api e Tamoil, ma anche con altre realtà radicate sul territorio. La finalità è far crescere la rete distributiva in maniera capillare, raggiungendo aree con meno copertura e migliorando anche il servizio di erogazione agli utenti tramite l’utilizzo delle più avanzate tecnologie sul mercato. Proprio con questa finalità abbiamo acquisito nel 2018 un’azienda italiana, Cubogas, che esporta in tutto il mondo soluzioni innovative per le stazioni a CNG.

 

A marzo scorso è stato approvato il decreto per promuovere l’uso del biometano e degli altri biocarburanti avanzati nel settore dei trasporti. Vede già qualche riscontro positivo? Che prospettive ha aperto per il settore?

Abbiamo ricevuto in questi mesi oltre 900 di richieste di allacciamento da parte di imprese che vogliono immettere biometano nella nostra rete. Una decina di questi impianti sono già collegati. L’Italia ha un grande potenziale di produzione di biometano, che può non solo aiutarci a raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione nella fase di consumo, ma anche contribuire a ridurre in modo significativo le emissioni del settore agricolo grazie alle sue caratteristiche carbon-neutral.

 

Come vedete la mobilità urbana ed extraurbana del futuro?

Crediamo che metano e gas rinnovabile siano parte integrante di una strategia di lungo termine. Per essere pienamente sostenibile, la mobilità a zero emissioni deve avere un approccio “duale”, utilizzando in modo complementare biometano ed elettrico a seconda delle reali esigenze di mobilità e delle caratteristiche del vettore energetico che le deve soddisfare. L’elettricità potrà rifornire la circolazione all’interno delle smart city, per piccoli e continui percorsi quotidiani, mentre il biometano permetterà spostamenti più ampi, favorendo i trasporti e la logistica, dal trasporto su gomma a quello marittimo. Ricordiamoci che il gas è anche una valida fonte di produzione di energia elettrica, oltre a consentire di “stoccarla” a costi più bassi.

 

Il self aiuterà?

Naturalmente il self-service contribuirà a rendere il rifornimento di metano ancora più semplice e maggiormente fruibile. Questo può essere un valido impulso per tutti coloro che stanno ipotizzando l’acquisto di una nuova auto a CNG, ma anche un grande vantaggio per il milione di veicoli a gas già oggi circolanti in Italia.

 

Come considera l’offerta delle case automobilistiche?

Riscontriamo una crescente domanda di veicoli a gas naturale. Il fatto che alcune case abbiano deciso di puntare proprio sul metano per spingere le vendite e stiano ottenendo ottimi risultati ce lo conferma. In questo periodo di globale incertezza che stanno vivendo tutti i marchi automobilistici, il metano può garantire continuità e sicurezza dal punto di vista dei risparmi ma anche dell’impatto ecologico, che sta diventando sempre più un valore aggiunto per molti utenti, soprattutto grazie all’avvento del biometano.