Mobilità a idrogeno, Eni e Air Liquid partner per lo sviluppo di infrastrutture

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Le due aziende collaboreranno a uno studio di fattibilità e sostenibilità di una rete di stazioni di rifornimento in Italia

L’idrogeno applicato alla mobilità continua a riscontrare grande interesse con sempre più aziende che scelgono di avviare progetti per sviluppare un comparto fondamentale per le politiche di decarbonizzazione dei trasporti. Il 4 novembre Eni e Air Liquide hanno annunciato una partnership con l’obiettivo di investire nello sviluppo delle infrastrutture necessarie a consentire l’espansione della mobilità a idrogeno in Italia. La società di San Donato Milanese e la multinazionale francese specializzata nella produzione di gas industriali hanno firmato una lettera d’intenti con lo scopo di favorire lo sviluppo sostenibile di un’estesa rete di stazioni di rifornimento di idrogeno sul territorio italiano.

La collaborazione includerà uno studio di fattibilità e sostenibilità per lo sviluppo della filiera dell’idrogeno low-carbon e rinnovabile a supporto del mercato dei veicoli a celle a combustibile per la mobilità pesante e leggera. I partner individueranno anche i punti strategici per il posizionamento delle stazioni di rifornimento. La partnership farà leva sulle competenze di Air Liquide nella gestione dell’intera catena del valore dell’idrogeno (produzione, trasporto, stoccaggio e distribuzione) e sull’esperienza di Eni nelle attività commerciali e nel retail unite alla sua rete capillare di stazioni di servizio. Questa collaborazione punta a promuovere lo sviluppo di tecnologie, competenze e infrastrutture per favorire la mobilità a idrogeno, valutando anche partnership con altri attori di rilievo.

Come spiegato in una nota dal direttore generale Energy Evolution di Eni, Giuseppe Ricci, “l’accordo con Air Liquide è un ulteriore passo avanti nella promozione di una mobilità sostenibile”. Secondo Ricci, “la decarbonizzazione dei trasporti deve far ricorso alla sinergia e complementarità delle tecnologie disponibili” e per questo motivo Eni ha avviato attività che vanno dal potenziamento dei sistemi di alimentazione dei veicoli elettrici alla produzione di biocarburanti, dalla distribuzione di biometano fino a quella dell’idrogeno, che è tra i prodotti utili a ridurre le emissioni su cui Eni intende accelerare”. Come indicato da Ricci, già a inizio 2022 Eni aprirà la prima stazione di rifornimento idrogeno in Italia in ambito urbano a Mestre (Venezia), cui seguirà la seconda a San Donato Milanese.

Il vicepresidente senior di Air Liquide, Pascal Vinet, ha osservato che “l’implementazione di una rete di stazioni di rifornimento di idrogeno è una pietra miliare fondamentale lungo questo percorso”, sottolineando che “l’alleanza tra un leader nell’idrogeno e una società integrata dell’energia che opera a livello globale come Eni aprirà la strada a un accesso esteso all’idrogeno in Italia”.

In base a dati della Commissione europea, l’idrogeno rappresenta a oggi il 2% dell’attuale consumo energetico europeo ed è utilizzato principalmente per produrre prodotti chimici, come plastica e fertilizzanti. Il 96% di questa produzione di idrogeno è prodotto attraverso il gas naturale, emettendo quantità significative di emissioni di anidride carbonica nel processo. Tuttavia, l’idrogeno può essere prodotto anche da energia rinnovabile. Si prevede che l’idrogeno rinnovabile (idrogeno verde o pulito) svolgerà un ruolo chiave nei settori della decarbonizzazione in cui altre alternative potrebbero essere non praticabili o più costose. Questi includono i trasporti e i processi industriali ad alta intensità energetica. L’idrogeno sarà una parte importante della strategia globale dell’Unione europa per l’integrazione del sistema energetico. Nel 2020 la Commissione ha adottato una nuova strategia dedicata all’idrogeno in Europa che riunisce diversi filoni di azione: dalla ricerca e innovazione, passando per la produzione e le infrastrutture, fino alla dimensione internazionale.