Il 2017 promette un trend di crescita per consumi e numero di distributori GNL-GNC “ancora più spinto” rispetto al 2016. Tuttavia dal punto di vista infrastrutturale in Italia “resta un gap importante, soprattutto rispetto alle altre economie europee più sviluppate”. Servirebbero inoltre “una politica ambientale più severa”, “una maggior equità fiscale rispetto ad altre fonti energetiche” e “politiche incentivanti alla produzione di bio-combustibili”. Ne parla nell’intervista che segue Massimiliano Naso, responsabile vendite Italia grandi impianti di Liquigas.

 

Come si posiziona oggi il GNL nel mercato dell’automotive in Italia?

Il recepimento da parte dell’Italia della Direttiva UE 2014/94, la cosiddetta DAFI, ha dato un ulteriore impulso alla diffusione nel nostro Paese del GNL quale carburante alternativo.

Certo, il fenomeno è appena partito, ma rispetto al 2016, anno già interessante per consumi e numero di distributori GNL-GNC attivi, il 2017 promette un trend di crescita ancora più spinto, soprattutto nel trasporto pesante.

Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio REF-E, la domanda di GNL come carburante quest’anno sarà doppia rispetto al 2016, arrivando a oltre 15.000 tonnellate tra GNL e GNC grazie ai 12 distributori (a fine 2016 se ne contavano 6), ad un parco circolante di oltre 400 mezzi immatricolati con motorizzazione GNL e circa 100 dual fuel (GNL e Diesel), oltre alla domanda relativa al trasporto leggero rappresentata dai veicoli a gas naturale compresso.

Con un occhio rivolto al medio termine, il Quadro Strategico Nazionale stima che la domanda complessiva di gas naturale liquefatto nei trasporti pe­santi possa raggiungere, nel 2030, 2,5 milioni di tonnellate/anno grazie a una rete di distribuzione alimentata da 800 stazioni di servizio. Un network sufficiente per garantire il rifornimento di una flotta di 30 mila veicoli pesanti.

Senza contare la domanda di L-CNG per trasporto leggero, che secondo la stessa stima potrebbe valere un altro milione di tonnellate all’anno.

 

Cosa servirebbe per incentivare maggiormente il settore? In Italia stanno aumentando le iniziative dal punto di vista delle infrastrutture, tuttavia c’è ancora molto da fare…

L’impegno nello sviluppo del GNL si è già concretizzato attraverso un quadro normativo più chiaro e la definizione di politiche di sviluppo dedicate. Ma dal punto di vista infrastrutturale concordo con lei: In Italia questa è una nota dolente del sistema.

Resta infatti un gap importante, soprattutto rispetto alle altre economie europee più sviluppate, relativo alla disponibilità di depositi di stoccaggio e caricazione a terra del prodotto sul suolo nazionale, che ancora penalizza fortemente uno sviluppo solido e geograficamente omogeneo del mercato del GNL, ancora poco competitivo rispetto ad altri combustibili fossili, tanto in ambito industriale/civile che nella sua distribuzione come carburante.

Inoltre auspicherei maggior attenzione a due ulteriori condizioni: da un lato, una politica ambientale più severa, con un’applicazione più rigorosa delle regole e la concessione più prudente di autorizzazioni alle emissioni in atmosfera da parte di nuovi impianti alimentati a combustibili fossili convenzionali.

In secondo luogo, ma non meno importante, una maggior equità fiscale rispetto ad altre fonti energetiche sicuramente più impattanti la qualità dell’aria e la salute umana nonché politiche incentivanti alla produzione di bio-combustibili (Bio-GPL e Bio-GNL) da diffondersi nelle principali destinazioni d’uso.

 

Quali sono le principali applicazioni del GNL nell’ambito dell’efficienza energetica?

Il Gas Naturale Liquefatto (GNL) è un gas combustibile efficiente per definizione: essendo costituito per una percentuale variabile dal 90% al 99% di metano e caratterizzato da un elevato potere calorifico, permette di trasportare e stoccare una consistente riserva di energia in poco spazio. E’ ideale per tutte le aziende non allacciate alla rete del metano, ma che hanno un significativo e costante fabbisogno energetico annuale, senza rilevanti picchi stagionali. Grazie alle sue caratteristiche, il GNL garantisce massimi guadagni di efficienza perché richiede minori costi di manutenzione degli impianti rispetto all’olio combustibile o gasolio, minimizzando il rischio di fermi macchina, che incidono significativamente sull’efficienza dei processi produttivi. Il GNL è inoltre l’unico combustibile che consente di realizzare impianti di cogenerazione e trigenerazione, ideali per produrre energia elettrica e calore utilizzando un’unica fonte energetica.

 

Liquigas è molto attiva nella diffusione del GNL per utilizzo industriale e reti isolate. Che prospettive vedete in questo segmento?

In Italia sono ancora molti i Comuni che non sono raggiunti dalla rete del metano, circa 1300 per un totale di 4 milioni di abitanti, incluse aree in cui sono attive molte imprese. Questo rappresenta sicuramente un bacino di interesse per lo sviluppo del GNL, garantendo un approvvigionamento energetico efficiente, sicuro e, soprattutto, sostenibile. Il GNL infatti ha emissioni di CO2, NOX SO2 e particolati (PM2,5 e PM10) nettamente inferiori rispetto agli altri combustibili, inoltre non inquina suolo, sottosuolo e falde acquifere. Rappresenta quindi una soluzione ideale per le imprese che si danno obiettivi ambiziosi di sostenibilità ambientale, un tema molto sentito anche dai consumatori finali e che può rappresentare un vantaggio competitivo rilevante.

Richiamando ancora il QSN, nel 2030 si prevede la conversione di combustibili fossili convenzionali a GNL per oltre 2 milioni di tonnellate di prodotto equivalente negli usi industriali e oltre mezzo milione in quello civile.

 

E nel mercato domestico nazionale avete progetti?

IL GNL costituisce una soluzione concreta per l’alimentazione di reti canalizzate al servizio di centri abitati, la cui realizzazione è anche prevista dagli orientamenti della Direttiva DAFI e nel chiarimento del Ministero dello Sviluppo Economico del 9 agosto 2016 riguardo comuni non metanizzati. Liquigas da anni rappresenta un operatore chiave nella realizzazione e gestione di reti canalizzate in Italia – attualmente gestiamo reti a GPL al servizio di oltre 190 Comuni, su tutto il territorio nazionale, che non sono serviti dalla rete del gas metano – su cui ha una expertise specifica di primo piano.

Le reti canalizzate alimentate a GNL costituiscono una soluzione di grande rilievo per i centri abitati off-grid e, di conseguenza, rappresentano un ambito a cui guardiamo con interesse.

 

Quali sono i prossimi obiettivi di Liquigas? A quali mercati guardate maggiormente per il futuro?

Siamo stati tra le prime realtà ad aver introdotto il GNL in Italia, grazie all’appartenenza al Gruppo internazionale SHV e possiamo vantare un posizionamento unico sul mercato dell’approvvigionamento e distribuzione di questo combustibile per clienti industriali. Basti sottolineare che attualmente gestiamo l’approvvigionamento di 12 impianti industriali a GNL sui 17 (fonte: REF-e “La filiera degli usi finali del GNL in Italia”, 2016) totali presenti e attivi nel nostro Paese.

In virtù del nostro posizionamento, siamo particolarmente attenti a tutti gli sviluppi del mercato e alle nuove opportunità che da esso possono scaturire. In particolare la distribuzione del GNL attraverso le reti canalizzate al servizio di utenze domestiche e attività commerciali, così come la fornitura di prodotto in ambito autotrazione.

Con riferimento a quest’ultimo, la nostra offerta tecnico-commerciale è rivolta in particolare alle piattaforme logistiche della GDO, le flotte dedicate tanto al trasporto pubblico quanto a quello merci ovvero agli operatori di servizi, insomma a tutti quegli attori che strategicamente scelgono di rinnovare il parco mezzi da Gasolio a GNL, per aumentare competitività e sostenibilità del proprio modello logistico.