Fatturazione elettronica, protezione dei dati sono temi di grande attualità anche per le aziende della filiera della distribuzione dei carburanti. Gaetano Puccia, che dirige da oltre vent’anni Intrapresa, spiega che il primo obiettivo di una software house è realizzare  programmi che diano soluzioni immediate  e intuitive a qualsiasi innovazione normativa e gestionale.

 

Le recenti variazioni normative impongono al settore petrolifero un’informatizzazione sempre più spinta e questo crea qualche ansia agli operatori. Qual è il punto di vista di una software house?

La tecnologia, e più in generale l’innovazione, crea valore quando rende semplici le cose complesse. Lavoriamo in questo settore da quasi vent’anni e abbiamo visto la tecnologia evolvere molto in fretta. Ogni cambiamento genera inevitabilmente una fase di assestamento, ma è indubbio che la tecnologia migliora l’operatività e compito di chi la produce è quello di renderla semplice. Le faccio un esempio: tutti noi usiamo WhatsApp come strumento per comunicare. E’ una tecnologia che tutti sono in grado di usare, dai ragazzini alle persone avanti con gli anni. Perché? Perché è semplice, immediata, intuitiva. Bene, nessuno si preoccupa di quanto software è stato scritto per renderla possibile, di quanto hardware c’è dentro uno SmartPhone, di quanti server ne regolano il funzionamento. Ecco, di tutto ciò si fa carico la tecnologia.

 

Questo può significare che la “soluzione” potrebbe stare in uno SmartPhone?
Non è necessariamente così. Sebbene molte nostre soluzioni siano state progettate per il Mobile e per il Cloud, ritengo che non sempre i dispositivi mobili siano lo strumento più adatto.
Pensi per esempio al tema molto attuale della fatturazione elettronica. Noi abbiamo scelto di utilizzare il terminale Eft-POS, un dispositivo già presente nel piazzale e che riteniamo essere il mezzo più comodo e rapido per riconoscere il cliente, accettare un pagamento ed emettere la fattura. Tutto il resto del lavoro viene svolto dalla piattaforma ASSO in modo completamente automatizzato.

 

Ha citato il Cloud, anche questa una tecnologia attuale. Non espone gli operatori a rischi nella gestione dei dati e, più in generale, ad attacchi informatici?
Non esiste una tecnologia sicura “per definizione” e una meno sicura. Chi si sente al sicuro tenendo tutti i dati nel PC del suo ufficio sbaglia clamorosamente.
La sicurezza informatica non è un prodotto ma un modo di lavorare. Va infatti progettata e costantemente monitorata non solo a livello di tecnologia, ma anche a livello di procedure, metodologie e flussi informativi aziendali. Lo chiarisce bene la nuova norma sulla privacy, il cosiddetto GDPR (General Data Protection Regulation), che, accogliendo una direttiva europea, entrerà in vigore il prossimo 25 maggio, forse meno “temuto” della fatturazione elettronica, ma potenzialmente più “rischioso” per le aziende.

 

Allora ogni azienda dovrà dotarsi di specialisti che si occupino di sicurezza informatica?
Ovviamente le aziende più strutturate già lo fanno, ma è impensabile che tutti possano farlo. Si tratta di scegliere i partner giusti, che diano garanzia di solidità, competenza ed esperienza, che si facciano carico della complessità e lascino gli imprenditori liberi di occuparsi del proprio core business.

 

Ma questo vuol dire che le novità non sono poi così “temibili”?
No, anzi noi cerchiamo sempre di dire ai nostri clienti che dietro ogni difficoltà è possibile individuare un’opportunità  di business.


Ci vedremo ad Oil&nonoil a Ottobre, anche per approfondire questi temi?
Certamente, non abbiamo mai mancato un’edizione, già dalla prima nel 2004 e non mancheremo nemmeno quest’anno. Abbiamo numerose e importanti novità da presentare, tra cui il primo seminario informativo che tratti di cyber security nella filiera dei carburanti.