L’associazione ci rende soggetti, e non oggetti, dei mutamenti

  Carburanti, Tecnologia

Gaetano Basile è una delle figure storiche di Assopetroli, per anni unico aderente siciliano, ha attraversato e contribuito alle scelte che hanno rappresentato “gli interessi e le ragioni”delle medie e piccole imprese del settore della distribuzione dei carburanti e dei combustibili

Quasi cinquant’anni di ininterrotta presenza in Assopetroli fanno di Gaetano Basile una delle memorie storiche delle battaglie e dello spirito con cui sono state condotte. Lungimirante fece e fa del confronto e della necessità di scambiare esperienze e visioni uno degli elementi costitutivi delle sue scelte imprenditoriali. Disponibile e cordiale, è una delle figure che può offrire fatti e sensazioni di un lungo percorso.

In che anno e cosa l’ha spinto ad aderire ad Assopetroli?

Entrai in Assopetroli nel 1972, all’epoca era Presidente dell’associazione Giuseppe Del Bo. Fui il primo ed unico in Sicilia per molto tempo. Ero alla ricerca di un confronto costruttivo con altri operatori del settore; desideravo condividere esperienze, opinioni e prospettive a un livello più ampio che non si limitasse all’orizzonte locale in cui operavo ma avesse un respiro nazionale. Contemporaneamente ritenevo (e ritengo) produttivo far parte di una realtà che per sua costituzione possa vigilare sugli interessi della categoria. Il nostro è un settore frammentario, ci sono operatori più grandi, operatori più piccoli, ma in concreto rimaniamo sempre piccole e medie imprese. L’unico modo per tutelarci è unirci e creare gruppi coesi.

Come sta avvenendo il passaggio generazione nella sua azienda: quali sono gli elementi positivi e quali i passaggi critici?

Circa un anno fa ho donato le azioni dell’azienda alle mie due figlie, Elena e Chiara, le quali prima di lavorare con me hanno avuto esperienza del mercato operando presso società petrolifere e associazioni del settore. Indipendentemente dal tipo di business, per tutte le aziende di piccole e medie dimensioni a conduzione familiare il passaggio generazionale rappresenta un momento delicato, le nostre aziende non sfuggono a questa dinamica. A mio avviso un punto critico, tipico dei nostri tempi, è l’imprevedibilità. Per molti anni il nostro è stato un settore dalle dinamiche chiare e ridondanti, oggi l’evoluzione tecnologica, i cambiamenti politici nazionali ed internazionali, la transizione energetica e la minaccia dell’illegalità porgono ai nostri figli un futuro più incerto e, appunto, imprevedibile.

Quanto conta l’esperienza nella gestione di una società come la sua?

L’esperienza ha indubbiamente un valore, per questo oggi continuo a dare il mio contributo nella conduzione dell’azienda, nonostante i capelli bianchi. Essa si tramuta in un vantaggio oggettivo nel dialogo con i gestori e con le autorità del settore.

Ricorda un periodo particolarmente difficile per l’associazione ?

Internamente all’associazione ricordo alcuni cambi dirigenziali che non sono avvenuti in maniera indolore. Fortunatamente il desiderio di coesione è stato più forte di qualsiasi contrasto. Oggi vedo le difficoltà dell’associazione nell’affrontare temi critici come quelli dell’illegalità e della concorrenza sui prezzi. Penso che su queste tematiche si giocherà gran parte del nostro futuro imprenditoriale.

C’è stato un periodo in cui se non ci fosse stata Assopetroli sarebbe stato difficile far affermare le ragioni delle piccole e medie aziende della distribuzione dei carburanti e dei combustibili?

Non ritengo ci sia stato un periodo preciso e definito, piuttosto penso che ogni quinquennio abbia avuto le sue sfide e per ognuna di essere il ruolo di Assopetroli è stato nevralgico, che si parli di inquinamento ambientale o bonifiche, di razionalizzazione della rete o regolamentazioni del settore. Su questo e su molto altro Assopetroli ha rappresentato tutti noi presso le dovute istituzioni, portando avanti i nostri interessi o semplicemente le nostre ragioni.

Quale ritiene sia stato maggiore risultato dell’associazione nel corso della sua lunga storia?

In primis l’aver portato, in tante occasioni, dinanzi alle istituzioni un unico interlocutore che rappresentava tutti noi, con proposte concrete e atteggiamento partecipativo. Nello specifico mi viene in mente il percorso fatto per passare, negli anni 80, dai prezzi amministrati all’attuale libertà di offerta, oppure, più recentemente il supporto dato per giungere ad una razionalizzazione della rete.

Quale visione ha del futuro del settore e del ruolo di Assopetroli-Assoenergia?

La transizione energetica apre scenari nuovi e, come dicevo prima, imprevedibili. Il futuro ci porterà a un mercato diverso, con nuovi carburanti, nuovi mezzi di trasporto e nuove tecnologie. Senza realtà come Assopetroli-Assoenergia potremmo perdere la visione dall’alto delle cose, rischiando di rimanere oggetti del cambiamento e non soggetti. Per essere sempre attori di questo mercato sarà necessario agire ad un livello nazionale e condividere soluzioni per il futuro.