Secondo Unrae nel 2030 “le vendite di auto saranno composte per il 35% di auto a benzina e diesel, un altro 35% di ibride, il 15% elettriche e il 13% a gas e il restante 2% di varie trazioni, idrogeno compreso”.

 

Nelle scorse settimane, promosso da UNRAE, si è tenuto a Verona “L’Automotive Dealer Day”, che è stato particolarmente dedicato alla mobilità futura in una sempre maggiore ottica ambientale. In tale contesto non potevano mancare anche accenni alla mobilità elettrica e a gas. Ne diamo qualche flash a stralcio della relazione del Presidente di Unrae. “Su una strategia che colga gli aspetti del comparto della mobilità, emissioni, trazioni alternative, parco circolante…occorre ragionare con calma”.

Parlando del parco circolante italiano, tra i più obsoleti d’Europa, ha aggiunto: “si ritiene paradossale che si dibatta genericamente di uscita dal diesel senza considerare che sostituendo questi veicoli con dei moderni Euro 6 (o anche Euro 5), si otterrebbe una drastica riduzione sia delle emissioni climalteranti che delle concentrazioni urbane inquinanti”.

Riguardo le infrastrutture per il rifornimento delle trazioni alternative, il Presidente Crisci ha fatto notare che “se occorre supportare la diffusione della e-mobility da un lato, occorre anche favorire una maggiore diffusione dei veicoli a gas”.

Secondo Unrae la “transizione” deve procedere “non per sostituzione, ma per affiancamento” senza “proclami o favorire una unica soluzione, introducendo elementi di chiarezza nell’attuale riverbero mediatico sulla questione emissiva”. Ritornando alle previsioni sulla consistenza del futuro parco circolante, in attuazione della Dafi, al 2030 Unrae prevede che “le vendite di auto saranno composte per il 35% di auto a benzina e diesel, un altro 35% di ibride, il 15% elettriche e il 13% a gas e il restante 2% di varie trazioni, idrogeno compreso”.

Nel corso dell’evento il CNR (Istituto Motori) ha presentato uno studio dal quale è emerso che “le tecnologie motoristiche in sviluppo saranno in grado di proiettare i motori convenzionali nel prossimo decennio ad un livello di inquinamento praticamente trascurabile e il motore a combustione interna resta uno strumento strategico ed efficacie per la transizione verso una mobilità CO2 neutral e per i paesi europei”. (Da AssogasmetanoNews)