L’intermodalità come strumento per una transizione green, le proposte di Alis

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L’associazione chiama il settore dei trasporti a confrontarsi sulla sfida della sostenibilità ed esorta il governo a rendere strutturali gli incentivi Marebonus e Ferrobonus e a introdurre misure a sostegno del rinnovo delle flotte

Trasporti, logistica, sostenibilità: si è articolata intorno a questi temi la tre giorni di incontri e conferenze B2B organizzata dal 1° al 3 luglio a Sorrento (Napoli) da ALIS – Associazione logistica dell’intermodalità sostenibile, un’occasione per gli attori di settore di tornare a confrontarsi, dopo la lunga sosta obbligata a causa della pandemia di coronavirus, in prospettiva di una ripresa tutta da costruire. L’appuntamento, a vocazione trasversale e inclusiva, ha riunito intorno ai tavoli di lavoro rappresentanti del mondo imprenditoriale e delle istituzioni, in un confronto dove gli obiettivi di competitività, efficienza e sostenibilità – ma anche di trasformazione digitale ed empowerment femminile – promossi per la ripartenza del sistema produttivo italiano hanno trovato nuova linfa nel quadro delle opportunità offerte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), nella cui attuazione le green e blue economies sono chiamate a giocare un ruolo protagonista.

Alis è pronta a ripartire, dopo la fase emergenziale che già dallo scorso anno ha colpito le nostre abitudini quotidiane e la nostra economia, per dare un segnale concreto e positivo al rilancio effettivo del Sistema Paese, consapevoli anche della grande opportunità data dall’approvazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ha detto il presidente, Guido Grimaldi, annunciando l’edizione di quest’anno, ospitata come da tradizione all’Hilton Sorrento Palace e alla quale hanno partecipato anche leader politici, delegati del mondo accademico e della ricerca, rappresentanti delle istituzioni italiane e comunitarie. L’appuntamento è stato anche l’occasione per presentare alcuni studi di settore, come quello realizzato da Alis insieme alla piattaforma Ricerca sul sistema energetico (Rse) sulla sostenibilità, e per assistere a panel focalizzati su “Un anno di emergenza: trasporto e logistica motore della ripresa”, “Trasporti e logistica green come pilastri del Sistema Paese”, “Il network dei porti per lo sviluppo del mediterraneo”, o ancora “La transizione green del sistema portuale tra Europa e semplificazione”.

Nella prospettiva delineata dall’ambiziosa agenda climatica fissata nell’European Green Deal per fare dell’Europa il primo continente a impatto zero entro il 2050, a Sorrento Grimaldi ha ricordato che nell’ambito del Pnrr italiano Alis ha proposto di rendere strutturali le misure incentivanti Marebonus e Ferrobonus: stimoli che rappresentano una vera e propria best practice italiana a livello europeo, prevedendo l’aumento delle risorse attraverso uno stanziamento di cento milioni all’anno per ciascuna misura. Un intervento di tale portata, ha spiegato, “permetterebbe così di continuare il virtuoso percorso di conversione modale dal tutto strada a mare e ferro, consentendo di spostare i camion dalle autostrade e determinando grandi risparmi di emissioni inquinanti, minore usura per le nostre strade, ma soprattutto meno incidenti e più sicurezza”. Una proposta che punta tutto sulla scelta dell’intermodalità, così come quella – sempre firmata Alis – di introdurre incentivi fino a un massimo del 30%, di cui una parte a fondo perduto, per il rinnovo delle flotte. “Il nostro cluster ha consentito un vantaggio economico in termini di risparmio di costi pari a circa 2,5 milioni di euro per chilometro”, ha spiegato Grimaldi, ricordando che il dato è stato censito dallo studio Alis insieme a S.R.M. Studi e ricerche per il Mezzogiorno, centro collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo e specializzato sull’economia del Meridione e le tematiche legate all’economia marittima, per un valore di due miliardi di euro di abbattimento del costo di esternalità in un anno.

Un punto d’ombra è stato infine evidenziato nel settore turistico, da sempre uno dei motori della nostra economia e nel quale circa 350mila posti di lavoro sono andati persi nell’ultimo anno. Grimaldi ha segnalato che nonostante prima della pandemia il settore contasse 1,3 milioni di occupati, valendo ben il 13% del prodotto interno lordo, nel periodo pandemico le aziende di trasporto connesse al turismo “non hanno ricevuto alcun ristoro”. Una constatazione che tocca più da vicino le aziende meridionali, ha proseguito Grimaldi, il quale pur apprezzando la “forte attenzione rivolta nel Piano nazionale di ripresa e resilienza al Sud, a cui è destinato circa il 45% delle risorse stanziate per le opere infrastrutturali”, sottolinea che nel 2020 “proprio il Mezzogiorno, che rappresenta ben il 34% della popolazione nazionale, ha ricevuto aiuti minori rispetto al Centro-Nord in considerazione dei ristori emanati nei vari decreti e, soprattutto, in misura meno proporzionale rispetto alla popolazione e al reddito medio pro-capite”. La frattura è oggetto di attenzione per l’associazione di categoria, che invita a rivedere le scelte governative, nella convinzione che “lo sviluppo vero del nostro Paese passa necessariamente per quello del Mezzogiorno”.