Franchi (Assogasliquidi): lotta all’illegalità, conferma quadro fiscale, più comunicazione

GPL: spingere ancora di più nella lotta alla illegalità, confermare il quadro fiscale ed utilizzare la comunicazione per far conoscere meglio le sue caratteristiche peculiari in termini di compatibilità ambientale, versatilità di uso e capillarità sul territorio; GPL automotive: definire misure di promozione della mobilità verso carburanti alternativi; GNL aumentare i punti di approvvigionamento in Italia. Secondo Francesco FranchiPresidente di Assogasliquidi, è questa la ricetta che può fare da volano al mercato del Gpl e del Gnl. In ogni caso – precisa il Presidente – “la direttiva Dafi va nella direzione giusta”.

Franchi, classe 1958, è dirigente di Eni R&M e ha lavorato in Cam Petroli e Atriplex/AgipFuel. Ai vertici di Assogasliquidi dal 2015, è anche Presidente in sede Ue del Liquid Gas Europe (Associazione Europea del GPL).

Nonostante i consumi di Gpl e GNL stiano crescendo, ancora ci sono degli ostacoli a un vero e proprio decollo. Quali sono i principali e come si possono eliminare?

Il GPL e il GNL sono prodotti energetici definiti come “alternativi” dalla direttiva cosiddetta DAFI, proprio in relazione alle loro positive qualità ecologiche che li rendono in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e di polveri sottili. Pertanto – a nostro avviso – si deve fare di più per garantire un loro maggiore sviluppo. Il mercato del GPL – seppur consolidato – ha sicuramente molte potenzialità: per sfruttarle al meglio è necessario per il settore della combustione spingere ancora di più nella lotta alla illegalità, confermarne il quadro fiscale e utilizzare la comunicazione per far conoscere meglio le sue caratteristiche peculiari in termini di compatibilità ambientale, versatilità di uso e capillarità sul territorio; per il settore del GPL automotive – che ormai può contare su una rete diffusa e su tecnologie impiantistiche di elevato livello – risulta fondamentale poter giungere alla definizione di misure di promozione della mobilità verso carburanti alternativi, quali appunti il GPL e il GNL. Per il settore del GNL l’attuale ostacolo è ancora dato dalla mancanza di punti di approvvigionamento in Italia, anche se su tale aspetto molti sono i progetti, gli iter amministrativi in corso e, di conseguenza, gli investimenti che le Imprese hanno già messo in campo.

Dopo un anno dalla sua entrata in vigore si può dire che la direttiva Dafi va nella direzione giusta? 

Sicuramente sì. Non solo la direttiva europea è stata lungimirante e positiva nel cogliere le opportunità offerte dai carburanti alternativi, ma ancora di più il decreto italiano di recepimento (il D. Lgs. 257/2016) che ha consentito al nostro Paese di disporre di norme e linee guida coerenti, omogenee e con una visione di insieme che indica traiettorie chiare agli imprenditori.

Può elencarci gli aspetti che rendono vantaggioso l’uso del Gpl e del GNL?

Il GPL è un combustibile ecologico, versatile in quanto utilizzabile per gli usi domestici di riscaldamento, di cottura cibi e di produzione di acqua calda sanitaria, per le piccole industrie, l’agricoltura e le attività artigianali, così come per gli usi innovativi (alimentazione barbecue, tosaerba, riscaldatore piscine, etc.) e soprattutto disponibile in tutte le parte del territorio nazionale anche laddove non arriva il metano; negli usi di autotrazione è un prodotto ecologico con il quale si può circolare anche nelle giornate di blocco del traffico, economico e ormai capillarmente diffuso.

Il GNL è una soluzione energetica votata per gli impieghi industriali, il trasporto stradale pesante – e nella forma LNG-CNG anche per quello leggero – e come carburante per la navigazione, così come per far fronte ai bisogni energetici delle reti isolate.

Da tempo il settore carburanti è attanagliato dal fenomeno dell’illegalità. Nonostante se ne parli molto e si cerchi di intervenire, non lo si riesce a debellare. Come mai?

Per quanto riguarda il nostro comparto, Assogasliquidi è ormai da tempo impegnata in una azione di contrasto alla illegalità nel settore del GPL uso combustione. Gli strumenti messi in campo si caratterizzano per un forte impegno di collaborazione con le amministrazioni (MISE, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e Ministero dell’Interno) in termini di supporto anche di formazione. Alcuni positivi interventi portati avanti dagli organi di controllo nel 2017 e nei primi mesi del 2018 ci confortano nel ritenere che risultati positivi in termini di lotta all’illegalità possono essere raggiunti ma solo con la collaborazione e il coordinamento di tutti gli attori coinvolti.

Per sconfiggere questa piaga il ministero dello Sviluppo economico ha aperto alla possibilità di una modifica del dlgs 128/2006 per renderlo più efficace. In particolare, su cosa bisognerebbe intervenire?

Si tratta di analizzare le esperienze maturate in questi 12 anni di attuazione delle disposizioni per rendere coerente il quadro normativo con l’esigenza di avere sul mercato solo operatori seri e rispettosi delle norme, introducendo, se necessari, correttivi che riescano a garantire una migliore efficacia delle attività di verifica e controllo.

Procedono i lavori sul nuovo sistema informatico di rilevazione dei dati per il monitoraggio. Tra gli obiettivi c’è quello di rendere i dati più affidabili e tempestivi. E’ soddisfatto del lavoro svolto finora su questo punto?

Assogasliquidi ha fornito ogni supporto al MISE per giungere alla definizione di uno strumento di rilevazione al passo con i tempi, di facile accesso e, soprattutto, agevolmente utilizzabile per gli obiettivi di verifica e controllo del rispetto delle norme. Penso che il MISE abbia lavorato in questa direzione e, pertanto, ritengo che l’obiettivo possa essere raggiunto.

Quali sono le prospettive in Italia per il Gpl e il Gnl, nella rete ma anche nell’extra-rete?

Lo sviluppo dei due prodotti è strettamente connesso alla definizione di un quadro politico, istituzionale e normativo che punti sui diversi prodotti alternativi, non su un’unica soluzione energetica, bensì su un mix di prodotti e tecnologie sostenibili -tra cui appunto i prodotti gassosi- in un’ottica di piena applicazione del principio di neutralità tecnologica che è posto alla base della DAFI.

Un anno fa è stato nominato Presidente dell’AEGPL (Associazione europea del gpl). Qual è il quadro Europeo del settore?

Innanzitutto permettetemi di sottolineare che la nostra Associazione europea ha deliberato nell’ultima Assemblea di maggio il cambio del nome da AEGPL a Liquid Gas Europe: si tratta di una iniziativa che ha come obiettivo anche quello di rafforzare la nostra associazione in un quadro europeo che è sicuramente molto complesso ed articolato. I recenti accordi raggiunti dalle Istituzioni comunitarie in tema di rinnovabili ed efficienza energetica pongono obiettivi molto sfidanti: in questo quadro è particolarmente importante che la voce del settore da noi rappresentato sia presente nel dibattito, portando all’attenzione delle istituzioni – sia a livello comunitario sia dei singoli Stati membri – le opportunità offerte dal nostro prodotto in termini di contribuzione al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni.