Teseo Bastia, amministratore delegato di Rete spa, solida società piemontese con 60 impianti, illustra il percorso di sviluppo basato sulla business unit “Blu”. Attenzione a GNL e biometano, senza trascurare l’elettrico. Alla ricerca di un nuovo format per il non-oil food e non food.

Rete spa ha un programma di investimenti che prevede di affiancare, entro la fine di quest’anno, all’impianto GNL già funzionante, altre tre nuove stazioni in modo da servire tutta l’Area Torinese e del Piemonte Orientale. Teseo Bastia, amministratore della società, crede fortemente nell’innovazione tecnologica e nello sviluppo mobilità alternativa ed ecosostenibile.

 

Ci illustra i passaggi salienti della più che trentennale storia di Rete Spa?
Rete nasce 32 anni fa a Torino ed è una società storica nel panorama petrolifero piemontese ed italiano. Abbandonato il settore Extra-rete, nel corso degli anni la società è cresciuta puntando alla rete mediante continue acquisizioni, incorpori di aziende del settore e investimenti strategici e innovativi, con forte e continua attenzione all’ambiente; ad oggi è uno dei maggiori operatori privati italiani e leader in Piemonte. Con un network di oltre 60 stazioni di servizio e due aree autostradali, Gran Bosco Est e Ovest, sulla A-32 Torino-Bardonecchia, architettonicamente senza eguali.

 

Avete creato “Blu”, una specifica business unit, per la distribuzione del metano liquido, gassoso e del biometano; un ramo di azienda innovativo per i carburanti alternativi. Cosa prevede il vostro programma di crescita e rinnovamento che si sviluppa in controtendenza rispetto alla immobilità del settore della distribuzione dei carburanti?
Il progetto di ‘Blu” e gli investimenti che ne accompagnano l’introduzione sono il risultato di una programmazione che arriva da lontano. Nel 2010 Rete Spa, insieme a Vanzetti Engineering, realizzò la seconda stazione alimentata a GNL in Italia a Poirino (To).
Noi ci abbiamo creduto allora, abbiamo imparato dall’esperienza di questi anni e oggi riteniamo che il mercato sia pronto per concretizzare altri importanti progetti ai quali abbiamo lungamente e faticosamente lavorato.
Entro il 2018 saranno quattro i punti di rifornimento di L-CNG / LNG, e ulteriori due nel prossimo anno. In primis creeremo il servizio nell’intera cintura torinese, ad oggi sprovvista.
Stiamo lavorando per avere una filiera davvero virtuosa, il target che si pone Blu è di poter rifornire i mezzi sulle sue stazioni con biometano, prodotto direttamente o in partnership.
Per i prossimi anni Blu si dà l’obbiettivo di monitorare e sviluppare le tipologie di rifornimento delle nuove forme di mobilità che riteniamo sane.

 

Il valore ambientale del GNL è riconosciuto, ma il rinnovamento del parco dei mezzi pesanti è oneroso. Quali scelte occorrono per incoraggiare gli investimenti delle società di trasporto in mezzi a GNL?
Va dato atto che il programma di incentivi varato dal Governo italiano a cavallo tra il 2017 e il 2018 ha aiutato a ridurre notevolmente il gap in termini di costo di acquisto. Così come va altrettanto riconosciuto che le ultime generazioni di veicoli abbiano introdotto un livello di innovazione tecnologica estremamente elevato, con performance pari o superiori ai veicoli diesel e autonomie che garantiscono percorrenze ben oltre i 1.000 km.
In ultimo, anche la rete di distribuzione stradale ha registrato una crescita notevole, raddoppiando di fatto il numero di stazioni attive nell’ultimo anno. Quest’ultimo aspetto, ovvero il consolidamento di una rete di distribuzione capillare e funzionale alle esigenze dei trasportatori, riteniamo possa rappresentare un elemento determinante per la definitiva affermazione del GNL in ambito autotrazione.
Crediamo però che realisticamente l’unico modo per rinnovare il parco mezzi con alimentazione diversa dal gasolio sia la graduale riduzione del rimborso delle accise.

 

Quale spazio avrà l’elettrico nelle stazioni Blu?
Guardiamo all’elettrico con curiosità e interesse. Il mercato è ancora in una fase embrionale, c’è molta confusione. Occorre, dal nostro punto di vista, non sottovalutare il fatto che la mobilità elettrica si affermerà nei prossimi anni e conquisterà una quota significativa del mercato auto e, di conseguenza, farsi trovare pronti e sviluppare un’offerta in linea con questo trend senza cedere però a iniziative che abbiano un carattere meramente “propagandistico”.
Detto questo, il progetto “Blu” è orientato alle nuove forme di mobilità.

 

Con la linea Blu guardate al futuro: quali scelte intendete compiere sulle stazioni della vostra rete per modernizzarla e ottenere margini significativi?
Già negli anni scorsi abbiamo investito sulla nostra rete sotto il profilo della modernizzazione e dell’adeguamento tecnologico, non solo in un’ottica di risparmio economico ma coerentemente con l’impegno assunto in termini di riduzione dell’inquinamento.
Tra l’altro, abbiamo dotato tutte le nostre stazioni di sistemi di illuminazione a led con notevoli risparmi ed efficienze. Abbiamo in programma di estendere l’installazione di impianti fotovoltaici (già presenti su alcune delle nostre stazioni) per la produzione di energia elettrica per cercare di rendere autonomo il punto vendita.
In linea generale, siamo orientati verso le nuove tecnologie: sulle nostre stazioni abbiamo introdotto nuove forme di pagamento che ci hanno permesso di intercettare nuovi target di clienti e altri sviluppi faremo nel prossimo periodo.
In ultimo, tema che ritengo di particolare importanza strategica, abbiamo condotto un faticoso e impegnativo progetto di remotizzazione alla gestione che ha coinvolto oltre metà dei nostri punti vendita, con una società del gruppo che si occupa solo di questo.
Un programma che ci permette oggi di approcciare il mercato con reattività e dinamicità, ottimizzando l’offerta, rendendola sempre più differenziata e in linea con le richieste del mercato.

 

Pensate gradualmente di spingervi oltre i confini piemontesi sia con Blu sia acquisendo o convenzionando impianti tradizionali?
Abbiamo l’ambizione di crescere e affermarci anche oltre il nostro territorio di riferimento. Da questo punto di vista, è nostro obiettivo consolidare la leadership nel Nordovest del Paese e in quest’ottica stiamo valutando delle opportunità in altre regioni.

 

Quali attività non-oil avete sviluppato e su quali ritenete sia utile investire?
Il non-oil è sempre stato un tema ostico nel nostro settore.
Crediamo però che il giusto format, calibrato nel contesto territoriale in cui opera, con delle figure operative di qualità, funzioni, che sia un bar, un lavaggio o un minimarket.
Stiamo attualmente operando in un’ottica di ristrutturazione complessiva della nostra offerta non-oil (food e non-food), riconfigurando il nostro formato con l’obiettivo di rendere più efficace e attrattiva la nostra attuale offerta, nonché di sviluppare degli accordi quadro con i principali fornitori di prodotti food e non food.