Illegalità in auge, tra nuove misure e nuove proposte

  ARTICOLI

Punto nevralgico per il settore della rete carburanti è il fenomeno dell’illegalità. Un tema su cui si discute da molto tempo senza riuscire a trovare soluzioni adeguare, sia per le differenti, e spesso contrastanti, posizioni in campo dei diversi operatori sia per lo scarso interesse dimostrato finora dalla politica. Tuttavia, negli ultimi giorni l’argomento è tornato particolarmente in auge, sotto la spinta di un rinnovato impegno da parte dell’Esecutivo per combattere con più energia questa piaga. La manifestazione Oil&nonoil (23-24 ottobre, Roma) sarà quindi il campo neutro per confrontarsi nuovamente, trovare soluzioni, dialogare e, si auspica, collaborare costruttivamente. Alla questione è stato dedicato un intero convegno “La piaga dell’illegalità, la ferita dell’abusivismo contrattuale” (a cura di Faib, mercoledì 23 ottobre, dalle 11 alle 12.30). Ma, certamente, il tema aleggerà un po’ in tutte le tavole rotonde, vista l’importanza intrinseca del fenomeno e viste le rilevanti novità proprio di questi ultimi giorni.

Nella notte tra martedì e mercoledì, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al dl fiscale e al Ddl bilancio, i due provvedimenti che compongono la manovra di bilancio per il 2020. Due testi approvati con la formula “salvo intese”, su cui quindi si interverrà ancora nei prossimi giorni. Tra le misure contenute in particolare nel dl fiscale troviamo il rafforzamento delle norme contro le frodi carburanti, grazie al quale il Governo stima di recuperare un gettito di circa 1,1-1,3 miliardi di euro, di cui 100-200 milioni dall’introduzione di meccanismi informatici sui depositi dei carburanti e 400-910 milioni di accise evase.

“In considerazione del perdurare di talune situazioni fraudolente nel settore commerciale in argomento e dell’elevata fiscalità complessiva a cui i prodotti carburanti e combustibili in questione sono sottoposti in quanto soggetti anche al regime dell’accisa, pare indispensabile rafforzare l’efficacia delle citate disposizioni antifrode (l’articolo 1, commi da 937 a 959, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 – legge di bilancio per l’anno 2018, ndr) attraverso l’adozione di specifiche norme volte a prevenire l’insorgenza di ulteriori e diversi fenomeni di frode fiscale anche in ambito accisa”, si legge nella relazione tecnica.

I principali interventi contemplati nel testo attuale sono quindi: l’inibizione delle lettere di intento con l’eccezione degli autotrasportatori di merci e persone attivi su tratte internazionali; l’accelerazione sull’obbligo di Das telematico; la restrizione delle deroghe al pagamento anticipato dell’Iva; l’allargamento ai depositi dai 3.000 mc in su del sistema Infoil; un inasprimento delle pene con confisca per equivalente anche ai reati in materia di accise.

Le nuove disposizioni non piacciono tuttavia alle organizzazioni sindacali. Faib, Fegica e Figisc/Anisa hanno così annunciato uno sciopero generale di due giorni (6 e 7 novembre) degli impianti di rifornimento carburanti, sia sulla rete ordinaria che autostradale, con concentramento a Roma sotto il Parlamento. Secondo le tre associazioni, infatti, “Governo e Agenzia delle Entrate da una parte, le compagnie ed i retisti dall’altra, continuano ad adottare provvedimenti il più delle volte disorganici, confusi e dall’applicabilità altamente problematica per una rete di vendita non ammodernata, mantenuta male e dall’esito incerto”. Nel mirino in particolare la fatturazione elettronica, la trasmissione telematica dei corrispettivi e l’introduzione dell’Isa in sostituzione degli studi di settore. In questo contesto, “i gestori continuano a pagare un conto salatissimo di comportamenti tanto illegali quanto ingiustificatamente tollerati”, prosegue il comunicato. Le tre associazioni, tra l’altro, in questi giorni hanno fatto emergere anche un altro aspetto del fenomeno: il 60% dei contratti di gestione attivi sulla rete carburanti è abusivo, dato che contribuisce all’evasione contributiva.

Questo dell’illegalità è un problema che tutti vogliono affrontare e risolvere, tuttavia ognuno ha la propria proposta e non è facile mettere insieme le varie esigenze spesso inconciliabili. Tra le varie posizioni in campo abbiamo Assocostieri che ha presentato un vero e proprio “decalogo” per combattere le frodi nella distribuzione carburanti, partendo da “due direttrici: una top down che punta alla sterilizzazione dell’uso uso distorto delle dichiarazioni di intento e una bottom up che punta a mantenere l’attenzione su destinatari registrati e depositi commerciali”. Assopetroli e gestori spingono invece sulla necessità di prevedere la totale inibizione dell’utilizzo delle lettere d’intento nel settore dei carburanti. Assopetroli e Assoindipendenti hanno anche proposto di applicare al settore dei carburanti il reverse charge, che trasferirebbe in capo ai gestori l’obbligo di pagare l’Iva. L’idea però non convince l’Unione Petrolifera, la quale sottolineato piuttosto l’importanza della digitalizzazione della filiera e l’avvio della sperimentazione del Das telematico.

Federconsumatori sottolinea la necessità di un’azione combinata: tracciare tutta la filiera, effettuare maggiori controlli, aumentare le sanzioni per gli illeciti, affidare ai Comuni il compito di effettuare verifiche sul campo, estendere a tutti l’obbligo della fattura elettronica.

A grandi linee, queste sono solo alcune delle idee e strategie in campo. La manifestazione Oil&nonoil, e in particolare il convegno “La piaga dell’illegalità, la ferita dell’abusivismo contrattuale”, sarà quindi l’occasione per riconfrontarsi e trovare nuove idee comuni.