Idrogeno, una risorsa in via di sviluppo per decarbonizzazione e immagazzinamento

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Nell’Ue e in diversi Paesi membri, tra cui l’Italia, sono stati adottati piani strategici e si lavora a progetti per la creazione di “hydrogen valleys” e per la produzione da fonti rinnovabili

Il tema dell’idrogeno è esploso sulla scena energetica europea e nel dibattito politico negli ultimi anni: l’idrogeno infatti è considerato un’importante risorsa per decarbonizzare l‘industria pesante e il trasporto a lunga distanza di persone e merci – dall’aviazione ai camion, attraverso combustibili liquidi a base di idrogeno – e per immagazzinare energia eolica e solare per aiutare a bilanciare la rete.

Nel 2020 l’Unione europea ha varato la “Strategia per l’idrogeno”, con un finanziamento di 470 miliardi di euro, destinati a progetti di ricerca e di produzione con l’obiettivo di dotare i Paesi dell’Unione di strumenti per l’elettrolisi e produrre così entro il 2024 almeno un milione di tonnellate di idrogeno “verde”. L’importanza dell’idrogeno per portare l’Europa a zero emissioni nette di gas serra entro il 2050 ha ampio spazio anche nel pacchetto clima ed energia “Fit for 55” della Commissione europea. Nessuna proposta dedicata è stata delineata per il vettore energetico, ma sono emerse misure di sostegno nei piani per rivedere il mercato dell’anidride carbonica dell’Ue, accelerare il lancio delle energie rinnovabili e riformare il sistema europeo di tassazione dell’energia.

Diversi Paesi dell’Ue, tra cui l’Italia, hanno in programma strategie che vedono l’idrogeno come un possibile sostituto dei combustibili tradizionali. Nello specifico nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) presentato dall’Italia, l’idrogeno avrà un ruolo di primo piano, attraverso progetti flagship per l’utilizzo del vettore nei settori industriali hard-to-abate e nei trasporti, e tramite la creazione di “hydrogen valleys”, per un ammontare di 3,19 miliardi di euro. Proprio lo scorso 14 settembre Edison e Snam hanno firmato un memorandum d’intesa insieme a Saipem e Alboran Hydrogen, che già avevano sottoscritto un accordo di collaborazione lo scorso gennaio, per lo sviluppo congiunto del progetto Puglia Green Hydrogen Valley, una delle prime iniziative per la produzione e il trasporto di idrogeno verde su larga scala in Italia.

Attualmente l’idrogeno è prodotto quasi interamente nella sua forma “grigia”, tratta cioè dal gas naturale usando un processo di Steam Methane Reforming (Smr). Il processo emette molta anidride carbonica, (circa 7-9 chilogrammi per chilogrammo di idrogeno). L’obiettivo è avviare la sostituzione dell’idrogeno grigio con quello verde da elettrolisi alimentata con fonti rinnovabili. Come dimostrato dal recente protocollo d’intesa per la Green Hydrogen Valley pugliese, nel comparto a monte vi sono importanti sviluppi. Più complessa la situazione per quanto riguarda settori specifici come ad esempio i trasporti, dove l’impiego dell’idrogeno è ancora in fase sperimentale e su cui pesa, per uno sviluppo su vasta scala, la mancanza di infrastrutture, ma anche la concorrenza dell’elettrico.

Una delle novità che giungono dal comparto dell’automotive proviene da Hyundai Motor Group che lo scorso 14 settembre ha annunciato che prevede di sviluppare modelli a celle a combustibile a idrogeno di tutti i suoi veicoli commerciali entro il 2028. Hyundai Motor Group sta cercando inoltre di introdurre un “sistema di celle a combustibile di nuova generazione” nel 2023. Secondo il colosso automobilistico sudcoreano l’obiettivo è “raggiungere un prezzo di un veicolo a celle a combustibile paragonabile a un veicolo elettrico a batteria entro il 2030, un obiettivo che riguarda sia per le autovetture che i veicoli commerciali.