Secondo Lorenzo Maggioni del Consorzio  Italiano Biogas, è passeggera la crisi del metano per autotrazione e determinata anche dalla ridotta forbice tra il prezzo del diesel e quello del metano. Biogas e il biometano possono contribuire a ridurre in modo significativo anche le emissioni del settore agricolo che in Italia rappresentano oltre il 7% delle emissioni complessive di gas climalteranti.  L’Italia in grave ritardo nell’immissione in rete del biometano.

 

L’attenzione politica verso il  biometano sembra alta (vedi recente Risoluzione sul tema della mobilità sostenibile), cosa manca per la piena visibilità e il pieno utilizzo?

Stiamo attendendo la pubblicazione del nuovo decreto biometano, la cui bozza è andata in consultazione pubblica tra dicembre 2016 e gennaio 2017, e delle relative procedure applicative. Il nuovo schema di incentivazione dovrebbe finalmente sbloccare la filiera biogas-biometano, favorendo la realizzazione di numerosi impianti.

 

Quali prospettive per il bioGnl?

Alcuni associati del CIB (per esempio, Cooperativa 3A Arborea e Caviro) stanno sviluppando progetti che prevedono la produzione di bioGNL. Contemporaneamente in Italia sta aumentando l’interesse nei confronti dell’uso del metano liquefatto nel settore dei trasporti pesanti e in quello marittimo.

Riteniamo che nei prossimi anni l’Italia possa aspirare a diventare il primo produttore Europeo, sia per numero di impianti installati che di produzione annuale, di biometano, sia nella forma gassosa che in quella liquefatta.

 

La crisi che riguarda il metano per autotrazione può interessare anche il biometano?

In realtà pensiamo che il settore del metano per autotrazione non stia vivendo una vera e propria crisi. Dopo anni di crescita, probabilmente a causa soprattutto di una ridotta forbice di prezzo tra il diesel e il metano, nell’ultimo anno sono calate le vendite di autovetture a metano. Nello stesso periodo si sta assistendo ad un forte incremento dei mezzi pesanti alimentati a metano liquefatto (in questo momento ne circolano più di 500). Grazie alla spinta fornita dal biometano ed, in particolare, alla realizzazione di nuove stazioni di servizio in aree attualmente non servite, congiuntamente alle campagne di sensibilizzazione svolte da alcune case automobilistiche, riteniamo che il mercato possa presto ripartire.

 

Non sarebbe meglio stimolare prima l’autoconsumo e poi l’immissione in rete?

Con il nuovo decreto biometano, che ci aspettiamo venga pubblicato nelle prossime settimane, in realtà verranno stimolanti sia l’autoconsumo che l’immissione in rete (con il requisito che il biometano venga comunque destinato al settore trasporti).

 

Quanti sono i casi di immissione in rete di biometano? Quanti stimate saranno tra tre anni?

In Europa, attualmente, risultano operativi più di 500 impianti biometano la quasi totalità dei quali immette la propria produzione in una rete di trasporto o di distribuzione del gas naturale.

In Italia, purtroppo, siamo in forte ritardo: ad oggi solamente un impianto (Montello SpA in provincia di Bergamo) sta immettendo biometano nella rete SNAM di trasporto del gas naturale.

 

Quali vantaggi comporta  la produzione di biogas?

Il biogas e il biometano rivestono un ruolo fondamentale nella strategia del nostro Paese sul fronte della lotta al mutamento climatico in grado di determinare una transizione energetica verso un’economia a basso contenuto di carbonio fondata sulla sostenibilità e sulla circolarità nell’utilizzo delle risorse.

Prodotti da biomasse di origine agricola che si rinnovano nel tempo e che nel loro ciclo di vita hanno incorporato il carbonio presente nell’atmosfera, il loro consumo avviene evitando di liberare il carbonio sequestrato nei giacimenti di combustibili fossili, quasi senza ulteriori emissioni climalteranti.

Se prodotti secondo i principi del biogasdoneright, dato che il loro ottenimento può avvenire nel rispetto della biodiversità e della funzione di stoccaggio del carbonio svolta da foreste e dai terreni coltivati, il biogas e il biometano possono contribuire a ridurre in modo significativo anche le emissioni del settore agricolo che, come noto, in Italia rappresentano oltre il 7% delle emissioni complessive di gas climalteranti.

 

Recentemente siete entrati in NGVA Europe, con quali obiettivi ?

Continuare a supportare l’uso del gas naturale e del biometano nel settore trasporti, partendo dalla considerazione che nel periodo di transizione verso la mobilità elettrica, questi 2 carburanti rappresentino la migliore alternativa disponibile sul mercato ai combustibili tradizionali.

 

Quali sono i rapporti con i soggetti che in altri paesi europei promuovono il biogas?

Il Consorzio Italiano Biogas è tra i soci fondatori della European Biogas Association – EBA. Grazie anche alla partecipazione in alcuni progetti finanziati dall’Unione Europea, negli ultimi anni il CIB ha avviato collaborazioni con i più importanti soggetti che a livello europeo promuovono il biogas (per esempio, la tedesca Fachverband Biogas; il francese Club Biogaz, ecc.).