E-fuels, i carburanti “ponte” per la decarbonizzazione a breve termine

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Compagnie aeree, navali e petrolifere, corrieri e case automobilistiche stanno mostrando un crescente interesse per i combustibili sintetici ecologici, che potrebbero assicurare una transizione sostenibile per il sistema industriale e infrastrutturale

Lo sviluppo dei carburanti sintetici ecologici, i cosiddetti “e-fuels” (elettrocombustibili) sta vivendo una rapida crescita: sono sempre più, infatti, le aziende che avviano progetti sperimentali per sfruttare quella che può essere considerata una “risorsa ponte”, in grado di conseguire gli obiettivi di decarbonizzazione nel breve periodo, affiancandosi a forme di motorizzazione elettrica ed ibrida.

Il ciclo di produzione è ancora in fase di sviluppo e risulta tuttora molto costoso, soprattutto per l’impiego su vasta scala e in settori ad alto consumo di carburante, come quello del trasporto marittimo. La tecnologia alla base degli e-fuels non è nuova. Quasi un secolo fa, gli scienziati tedeschi Franz Fischer e Hans Tropsch inventarono un metodo, noto come sintesi Fischer-Tropsch, che mescola il monossido di carbonio con l’idrogeno per creare petrolio sintetico, mediante un processo di elettrolisi alimentato con energia elettrica generata da fonti rinnovabili. A differenza dei combustibili convenzionali gli e-fuels non rilasciano anidride carbonica aggiuntiva e sono inoltre compatibili con i motori a combustione interna, consentendo sia l’alimentazione di veicoli, aeroplani e navi odierne sia l’utilizzo delle infrastrutture di rifornimento esistenti.

Diverse compagnie aeree, spedizionieri di merci e società petrolifere hanno già progetti pilota in corso per produrre carburanti sintetici o stanno sperimentando miscele tra e-fuels e combustibili convenzionali. Nella tecnologia stanno investendo anche i produttori di automobili, alcuni dei quali affermano che gli e-fuels potrebbero consentire di mantenere le autovetture più vecchie sulla strada, insieme ai veicoli elettrici e ibridi, rispettando gli obiettivi di decarbonizzazione in una transizione che sia sostenibile per il sistema industriale e infrastrutturale.

Alcuni colossi petroliferi stanno scommettendo sugli e-fuels. In Spagna, Repsol sta investendo 60 milioni di euro nella costruzione di un impianto di combustibili sintetici che utilizzi l’anidride carbonica catturata da una vicina raffineria di petrolio a Bilbao. L’impianto, che dovrebbe entrare in funzione nel 2023, produrrà 50 barili di e-fuels al giorno durante la fase pilota, per poi espandere la produzione per la distribuzione commerciale di carburante sintetico per il settore dei trasporti. La statunitense ExxonMobil si è impegnata a investire tre miliardi di dollari fino al 2025 in tecnologie a basse emissioni come la cattura e lo stoccaggio del carbonio.

Gli e-fuels hanno suscitato anche l’interesse delle case automobilistiche, come Porsche, che con Siemens Energy, Enel, ExxonMobil, Gasco ed Enap sta lavorando alla costruzione dello stabilimento industriale per la produzione di un carburante sintetico in Cile, a Punta Arenas, primo impianto commerciale integrato al mondo per la produzione di carburanti sintetici. Nell’aviazione, a gennaio, Klm Royal Dutch Airlines ha alimentato un volo commerciale da Amsterdam a Madrid con carburante sintetico. L’aereo utilizzava carburante normale miscelato con 500 litri di cherosene sintetico prodotto dal Royal Dutch Shell. Sempre nel settore dell’aviazione anche Airbus sta esaminando il carburante sintetico mentre cerca di sviluppare il primo aereo commerciale a zero emissioni al mondo, che potrebbe essere in servizio entro il 2035.

L’ultima compagnia a investire nel settore è il colosso danese del trasporto marittimo Maersk che lo scorso 23 settembre ha annunciato un investimento in Prometheus Fuels, una startup con sede nella Silicon Valley che ha sviluppato una tecnologia per la cattura diretta di anidride carbonica nell’aria volta alla produzione efficiente di carburante per la navigazione a zero emissioni. Maersk si è unito a un team di investitori che include Bmw e Metaplanet. L’investimento di Maersk punta allo sviluppo e-fuels che includono alcoli prodotti da energie rinnovabili. Come ha spiegato Morten Bo Christiansen, responsabile della decarbonizzazione del gruppo A.P. Moller-Maersk, “Prometheus Fuels sta sviluppando una tecnologia molto interessante e innovativa per produrre e-fuel a base di carbonio dalla cattura diretta di CO2 nell’aria. Ci si aspetta che gli elettrocarburanti svolgano un ruolo chiave per la decarbonizzazione del trasporto marittimo e, se ridimensionata con successo, la tecnologia di Prometheus Fuels affronterà un vincolo chiave per gli elettrocarburanti a base di carbonio: la competitività dei costi della cattura diretta dell’aria”.