Da Assopetroli-Assoenergia l’appello a rendere la transizione energetica graduale tenendo conto dell’impatto sociale

  Carburanti, Innovazione tecnologica, Mobilità sostenibile, NEWS & INTERVISTE

L’aumento dei prezzi dell’energia ha cause strutturali ed è frutto di anni di politiche che hanno disincentivato gli investimenti nel settore del petrolio e del gas. Dal convegno “Neutralità carbonica: qual è il prezzo per l’Italia” organizzato da Assopetroli-Assoenergia è emerso con chiarezza che la transizione deve essere graduale ed è possibile solo se vi sono indicazioni affidabili sullo scenario che si andrà ad affrontare

La transizione energetica deve essere graduale e deve tenere conto dell’impatto sociale che avrà. Questo è il messaggio emerso dal convegno “Neutralità carbonica: qual è il prezzo per l’Italia” che è stato organizzato lo scorso 20 ottobre da Assopetroli-Assoenergia in occasione della assemblea generale. All’evento sono intervenuti tra gli altri: il presidente di Assopetroli-Assoenergia, Andrea Rossetti; il sottosegretario del ministero della Transizione ecologica, Vannia Gava; il direttore affari pubblici di Eni, Lapo Pistelli; la responsabile delle relazioni istituzionali di Anfia, Fabrizia Vigo; il rappresentante permanente presso le Organizzazioni internazionali a Parigi, ambasciatore Antonio Bernardini. Dagli interventi è emerso come la filiera petrolifera e quella delle auto a combustione devono poter partecipare alla transizione energetica nei trasporti. Il rischio, altrimenti, è che la stessa transizione vada incontro a un fallimento. In particolare, il presidente di Assopetroli, Rossetti, ha delineato, parlando dell’attuale crisi degli approvvigionamenti energetici e dei conseguenti rincari, come l’Italia si trovi di fronte “per quanto riguarda la componente strutturale dei prezzi dell’energia in una situazione di scarsità desiderata frutto di una stratificazione di politiche che negli anni hanno disincentivato gli investimenti nell’oil and gas e che determinano che l’offerta non è in grado di rispondere alla domanda”. Secondo Rossetti, nella dimensione micro-economica che riguarda la distribuzione dei carburanti, “siamo di fronte ad una situazione di rincaro potentissimo” che genera conseguenze anche sul comparto distributivo, “fortemente negative”. Nel suo intervento, Rossetti ha voluto sottolineare il grande problema della tassazione sui carburanti che incide fortemente sull’andamento dei prezzi con l’importo fisso dato dall’accisa e da quello invece percentuale dato dall’Iva. Proprio in questo momento di rincari, genera, secondo Rossetti una fonte di aumento del gettito erariale consistente. “Resta importante concentrarsi sulla dimensione strutturale delle commodity”, ha aggiunto Rossetti, secondo cui il caro energia ripropone la difficoltà di intervenire sull’abbattimento dei sussidi ambientalmente dannosi (Sad), che si è cercato di affrontare. “Intervenire in un momento come questo aumentando l’accisa sul gasolio tendendo ad allinearla con quella sulla benzina è una manovra a dir poco intempestiva e di assai difficile sostenibilità economica”, ha dichiarato il presidente di Assopetroli. “Il tema va affrontato in un’ottica non solo graduale ma anche tesa a non penalizzare le fasce più deboli della popolazione”, ha aggiunto.

Passando al comparto distributivo all’ingrosso, si tratta di un settore in difficoltà in questa situazione, secondo il presidente di Assopetroli. Infatti, gli operatori non incassano prima di 90/120 giorni e hanno un’esposizione media di 3,5 miliardi di euro al mese ai quali si sommano circa 5 mln di oneri finanziaria e altri 5 milioni di rischio credito. Rossetti ha proseguito il suo intervento ricordando l’incertezza di policy che si è ormai incardinata nel mercato. “Abbiamo bisogno di un contesto normativo e regolatorio fiscale che sia più affidabile, più certo, che non scoraggi gli investitori nel fronteggiare il proprio lavoro, anche in un’ottica di trasformazione”, ha affermato Rossetti. “La transizione richiede la riconversione industriale che si può fare soltanto se ci sono delle indicazioni affidabili sullo scenario che andremo ad affrontare”, ha aggiunto. “Altre indicazioni di policy sono il no agli aumenti di accisa e cautela nella revisione dei cosiddetti sussidi ambientalmente dannosi, cosiddetti perché i livelli di tassazione italiana sono tali da incorporare tutte le esternalità ambientali sia l’inquinamento locale, sia l’emissione di gas climalteranti”. Infine, Rossetti ha affermato che “la tassazione e i suoi effetti regressivi ci devono chiamare anche ad una responsabilità su quelli che sono gli impatti sociali”. “Se la transizione viene fatta trascurando questo aspetto non si fa da nessuna parte”, ha affermato il presidente di Assopetroli, ricordando che questo “non è un problema che riguarda questo o quel settore produttivo”. Se non c’è consenso della popolazione, ha dichiarato, “questo percorso si incaglierà e non otterremo risultati che invece tutti dobbiamo perseguire e salvaguardare”.

Nel suo intervento il sottosegretario del Mite, Gava, ha ricordato come sia necessario salvaguardare allo stesso tempo l’economia del Paese e la tutela dell’ambiente. “Il Mite ha cambiato identità, si è ingrandito ma ha cambiato filosofia: se vogliamo fare un lavoro di squadra dobbiamo dialogare con il mondo dell’impresa per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione”, ha affermato. Secondo la Gava, “le strategie non sono attuabili da un giorno all’altro, dobbiamo salvaguardare l’economia del paese e la tutela dell’ambiente e raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti in sede europea”. Tuttavia “non possiamo premere troppo sull’acceleratore altrimenti ci schiantiamo”, ha osservato. Dev’essere la tecnologia a farci uscire da questa impasse, frutto di investimenti e ricerca. Il nostro compito è semplificare le procedure, dire a chi investe dall’estero che lo può fare, riducendo i tempi della parte autorizzatoria”, ha dichiarato il sottosegretario. “La prossima settimana ci sarà un Consiglio dei ministri europei straordinario sui rincari dell’energia ma già ci si sta ponendo in modo diverso sul pacchetto Fit For 55. Anche con il dire di voler stoppare al 2035 le auto fossili rischiamo di incentivare l’economia di altri Paesi quando abbiamo il 56% del parco auto al di sotto dell’Euro 4, per questo dico aiutiamo la nostra industria, aiutiamolo a svecchiare il parco auto e nel frattempo mettiamo dei fondi per aiutare la transizione, ha concluso il sottosegretario Gava.