La Strategia Energetica Nazionale va cambiata perché è poco lungimirante e troppo incentrata sul gas: “è un documento che abbiamo fortemente criticato”. E’ questo uno dei messaggi fermi del Sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, Davide Crippa, che tra le altre cose ha la delega alla mobilità sostenibile mentre la rete carburanti la segue il sottosegretario Andrea Cioffi.

Nell’intervista che segue Crippa elenca gli obiettivi del Governo, tra questi la definizione di “misure in grado di aumentare notevolmente il contributo dei trasporti verso il raggiungimento degli obiettivi 2030 in un’ottica di decarbonizzazione dell’intera economia italiana entro il 2050”.

Crippa annuncia anche un incontro con gli operatori che “con buona probabilità” vedrà “la partecipazione oltre a questo Ministero, del MATTM – ministero dell’Ambiente – e del MIT – ministero delle infrastrutture”.

 

Il Governo vuole rivedere la Strategia energetica nazionale. Quali sono i limiti attuali? Cosa bisogna migliorare? In particolare sui carburanti, che interventi prevedete?

La Strategia Energetica Nazionale è un documento che abbiamo fortemente criticato quando è stata preparata e presentata perché incentrata in misura eccessiva su scelte di breve periodo quali lo spostamento di larga parte dei consumi sul gas. Una strategia di decarbonizzazione deve essere tale sin da subito; il gas, pur avendo dei vantaggi in termini ambientali non può proporre un effetto di “lock in” che di fatto obbliga a mantenere tale vettore per un periodo di tempo troppo lungo, non compatibile con il 2050. Sui carburanti ci aspettiamo una fisiologica diminuzione del consumo di diesel con un passaggio al GNL per il trasporto pesante su gomma e per il bunkeraggio marittimo. La mobilità elettrica e diverse forme di trasporto condiviso potranno essere una misura molto importante per migliorare la qualità dell’aria in alcune zone del nostro Paese, mi riferisco ad esempio, alla Pianura Padana dove sono ancora solo sulla carta le iniziative per uscire dalla procedura di infrazione europea. Partendo da questa emergenza possiamo finalmente stabilire una road map per l’industria italiana, così da supportare questo processo di cambiamento e diventare un laboratorio di sostenibilità a 360° pronto ad essere esportato in altre zone del pianeta.

 

Anche la mobilità è al centro del dibattito sulla “transizione energetica”. Cosa prevedete e in che tempi?

Fuori dal petrolio dal 2040, come altri paesi europei puntiamo ad introdurre limitazioni all’immatricolazione studiando modalità non invasive per le classi meno abbienti, con l’obbiettivo finale di 100% rinnovabili al 2050.

 

L’auto elettrica incontra ancora troppi ostacoli al suo decollo. In particolare manca un’adeguata infrastruttura. Perché su questo punto non si riescono a fare passi in avanti?

In realtà l’infrastruttura sta crescendo molto velocemente e senza supporto finanziario pubblico. Noi dobbiamo garantire a tutti parità di condizioni di accesso al servizio di ricarica immaginando uno strumento unico per poter ricaricare presso i vari operatori. Ovviamente si tratta di creare un sistema nuovo, che non per forza sia scollegato dal tessuto commerciale esistente ma che necessariamente dovrà avere caratteristiche innovative, anche per sviluppare interessanti sinergie con il mercato dei servizi energetici. Ad esempio, a breve, sarà possibile utilizzare i veicoli elettrici per fornire servizi alla rete che, grazie al loro alto valore, potranno contribuire a mitigare il costo di acquisto del veicolo.

 

Perché fanno fatica a decollare il trasporto pubblico, il car sharing, le piste ciclabili?

Ci aspettiamo un incremento molto forte delle modalità di trasporto dolce e condiviso. Dobbiamo lavorare con le amministrazioni locali e con gli stakeholder per introdurre anche nel nostro Paese delle misure premiali per chi decide di muoversi con queste modalità, mi riferisco in particolare al tragitto casa-scuola-lavoro.

 

Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi dal Governo sul tema mobilità sostenibile? Già siete al lavoro?

Siamo al lavoro con gli altri Ministeri interessati alla redazione del Piano Energia e Clima, il MATTM e il MIT, per definire le misure in grado di aumentare notevolmente il contributo dei trasporti verso il raggiungimento degli obiettivi 2030 in un’ottica di decarbonizzazione dell’intera economia italiana entro il 2050. All’interno di questo quadro abbiamo già pensato a delle misure di breve periodo, quali ad esempio l’elettrificazione dei servizi di trasporto all’interno degli aeroporti presentata dal MIT.

 

Avete in programma incontri con le associazioni di settore con l’intento di presentare il quadro del futuro della distribuzione dei carburanti e della mobilità?

Sì vogliamo garantire una partecipazione e un confronto con tutti gli stakeholder del settore. Il nostro Paese ha una grande tradizione in campo automotive e vogliamo garantire agli operatori un quadro chiaro e definito di medio lungo periodo al fine di facilitare le scelte industriali e di programmazione.

 

E’ previsto un incontro unico con il settore tradizionale dei carburanti – Unione Petrolifera, retisti, sindacati dei benzinai – e con la parte più green della mobilità, come rappresentanti dell’auto elettrica? Oppure ci saranno incontri separati? 

Al momento non è possibile fornire ulteriori indicazioni sulle modalità operative con cui saranno portati avanti gli incontri tematici. Questi, con buona probabilità, faranno parte delle attività di concertazione legate alla redazione del Piano Energia e Clima, che vede la partecipazione oltre a questo Ministero, del MATTM e del MIT.

 

Elena Veronelli