Clariant produrrà biocarburanti avanzati da rifiuti agricoli o colture non commestibili

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L’azienda svizzera ha aperto un impianto in Romania. L’amministratore delegato sottolinea che la produzione risponde ai principi dell’economia circolare

Trasformare balle di paglia in etanolo sta diventando un’attività altamente redditizia in Europa. L’azienda chimica svizzera Clariant ha appena aperto un impianto in Romania per produrre i cosiddetti biocarburanti avanzati, che utilizzano rifiuti agricoli o colture non commestibili per produrre carburanti che possono essere miscelati con benzina e diesel. Una soluzione migliore dal punto di vista ambientale, rispetto all’etanolo di prima generazione attualmente sul mercato, che deriva da prodotti alimentari come lo zucchero o il mais.

Secondo l’amministratore delegato di Clariant, Conrad Keijzer, il risparmio di carbonio con il nuovo approccio renderà l’etanolo più redditizio rispetto ai processi esistenti. “Ci aspettiamo un raddoppio del prezzo rispetto a quelli di prima generazione”, ha aggiunto Keijzer, spiegando che ciò è possibile “perché è legiferato”. La tecnologia di Clariant potrebbe essere utilizzata anche nei prodotti chimici e nell’aviazione. “Questo è un primo esempio di una soluzione di economia circolare”, ha concluso l’ad.
L’azienda svizzera ha costruito l’impianto principalmente per promuovere la sua tecnologia, che ora vuole dare in licenza ad altre imprese. L’Unione europea ha fissato come obiettivo per il prossimo anno che i biocarburanti avanzati costituiscano lo 0,2% di tutti i carburanti; la percentuale dovrebbe poi salire al 2,2% nel 2030.