Carburanti, trasmissione telematica dei corrispettivi dal primo settembre

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Contrarie le associazioni dei gestori Faib, Fegica e Figisc, che hanno chiesto il rinvio della procedura

Dal primo settembre è scattato l’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi per gli impianti di distribuzione che nel 2018 hanno erogato più di 1,5 milioni di litri di benzina e gasolio destinati a essere utilizzati come carburanti per motori. Per il rinvio della data, nel contesto emergenziale dovuto all’epidemia di coronavirus, si sono espresse la Federazione autonoma italiana benzinai (Faib), la Federazione gestori impianti carburanti e affini (Fegica) e la Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti (Figisc).

Lo scorso 11 agosto con una nota congiunta inviata all’Agenzia delle Entrate, Dogane e Monopoli, le associazioni dei gestori carburanti Faib, Fegica e Figisc hanno chiesto il rinvio di tale procedura, sottolineando che la trasmissione “dovrebbe avvenire mediante il Pudm (Piano di utilizzazione delle aree demaniali marittime) e solo mediante società specializzate in materia, rendendo ulteriormente gravoso per la categoria rappresentata l’adempimento degli obblighi connessi, tenuto altresì conto che con il recente decreto legge 83 del 30 luglio 2020 è stato al momento prorogato lo stato di emergenza Covid-19 al prossimo 15 ottobre 2020”.

Le associazioni dei gestori, nello stesso comunicato, hanno anche chiesto il rinvio di tali adempimenti almeno fino al termine del 2020 con l’obiettivo di consentire alla categoria rappresentata di poter adempiere correttamente alle disposizioni anche individuando congiuntamente con le Agenzie le modalità più adeguate, non ulteriormente onerose, del resto già utilizzate per le cessioni di beni diversi dai carburanti, come disposto dal Decreto del ministero dell’Economia e delle finanze (Mef) del 10 maggio 2019.

L’obbligo di memorizzazione e trasmissione dei dati dei corrispettivi è già in essere dal primo luglio 2018 per gli impianti cosiddetti “ghost”, ovvero impianti in cui il rifornimento avviene esclusivamente in modalità di self-service prepagato. La misura riguarda, ad ogni modo, le cessioni di benzina e gasolio effettuate nei confronti dei privati ossia dei consumatori finali. Non è previsto invece l’obbligo di memorizzazione e trasmissione dei dati dei corrispettivi per gli impianti che, nel 2018, hanno erogato complessivamente benzina e gasolio, destinati a essere utilizzati come carburanti per motore, per una quantità uguale o inferiore a 1,5 milioni di litri, per i quali la misura scatterà dal primo gennaio 2021.