Batterie, l’industria dell’auto chiede all’Ue norme praticabili e più flessibilità

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L’Associazione dei costruttori europei di automobili concorda con gli obiettivi delle proposte della Commissione ma evidenzia in un rapporto il rischio di una moltiplicazione dei regolamenti che potrebbe rallentare l’innovazione del settore e la decarbonizzazione

Serve maggiore flessibilità per preparare adeguatamente i produttori e le catene di approvvigionamento alle nuove normative sulle batterie per i veicoli elettrici proposte dalla Commissione europea, evitando i rischi di moltiplicare i regolamenti. È quanto emerge da un rapporto, pubblicato lo scorso 6 ottobre dall’Associazione dei costruttori europei di automobili (Acea). Nel documento, l’Acea premette che la proposta di regolamento europeo sulle batterie per veicoli elettrici avrà un ruolo centrale nella futura decarbonizzazione dei veicoli termici. Tuttavia, secondo l’Associazione, l’attuale proposta della Commissione mostra diverse carenze che potrebbero ostacolare il potenziale di innovazione delle case automobilistiche europee, portando a un rallentamento del processo di elettrificazione e quindi a compromettere gli obiettivi climatici dell’Ue”. L’aumento ed estensione dei requisiti potrebbe anche minare gli attuali sforzi per migliorare l’accessibilità dei veicoli elettrificati per i cittadini europei, e quindi avere la conseguenza indesiderata di impedire un rapido rinnovo della flotta di veicoli elettrici.

“Le batterie devono diventare durevoli, efficienti e sicure, afferma Acea. “Accogliamo con favore il fatto che la Commissione europea riconosca che i requisiti specifici devono essere rivisti al momento dell’attuazione per determinarne l’adeguatezza”. Tuttavia, si legge nel documento, si “dovrebbe evitare una doppia regolamentazione ingombrante” e dovrebbe esserci maggiore flessibilità per preparare adeguatamente i produttori e le catene di approvvigionamento”. Secondo l’Acea, “il produttore deve avere il diritto di organizzare la gestione dei rifiuti del suo prodotto”.

Nel documento Acea inserisce anche alcune raccomandazioni tra cui quelle di garantire un’implementazione praticabile delle normative; favorire le normative internazionali esistenti; sviluppare un test standardizzato per lo stato di salute; utilizzare in modo efficiente le risorse per promuovere la circolarità in qualsiasi catena del valore; chiarire ruoli e responsabilità dei produttori nella responsabilità estesa del produttore (Epr); considerare altre metodologie di calcolo dell’impronta carbonica; evitare la doppia regolamentazione sui requisiti di riutilizzo e rigenerazione; rivedere i requisiti di informazione e rendicontazione; riconoscere il lavoro in corso sulla due diligence; utilizzare definizioni coerenti per la raccolta dei rifiuti di pile; considerare l’impatto delle disposizioni sugli appalti pubblici verdi; mantenere la soglia di due kilowattora per le batterie dei veicoli elettrici; rivedere la definizione di batterie per autoveicoli.

Il 10 dicembre 2020 la Commissione ha presentato una proposta di regolamento concernente le batterie e le scorie derivanti che abroga la direttiva 2006/66/CE. La proposta ha tre obiettivi: rafforzare il funzionamento del mercato interno (compresi prodotti, processi, rifiuti di pile e materiali riciclati), garantendo parità di condizioni attraverso una serie di norme comuni; promuovere un’economia circolare e ridurre gli impatti ambientali e sociali in tutte le fasi del ciclo di vita della batteria. Il regolamento proposto stabilirebbe requisiti obbligatori per tutte le batterie immesse sul mercato dell’Unione europea, ossia batterie portatili, batterie per autoveicoli, batterie per veicoli elettrici e batterie industriali.

Tali requisiti riguardano la sostenibilità e la sicurezza, nonché l’etichettatura e le informazioni, coprendo un’ampia gamma di aspetti: restrizioni all’uso di sostanze pericolose, in particolare mercurio e cadmio; norme sull’impronta di carbonio; obiettivi obbligatori di contenuto riciclato per cobalto, piombo, litio e nichel; parametri di prestazione e durata; rimovibilità e sostituibilità dei dispositivi portatili batterie; sicurezza dei sistemi di accumulo dell’energia delle batterie fisse. La proposta include inoltre requisiti per la gestione del fine vita delle batterie. Fissa, ad esempio, nuovi obiettivi di raccolta per i rifiuti di pile portatili (65% nel 2025 e 70% nel 2030), e stabilisce i requisiti per facilitare il riutilizzo delle batterie industriali e dei veicoli elettrici come accumulatori stazionari di energia. Definisce anche obblighi degli operatori economici legati a requisiti di prodotto e schemi di dovuta diligenza e prevede la realizzazione di un sistema di scambio elettronico delle informazioni sulle batterie, con la creazione di un “Battery Passport”. La proposta contiene anche disposizioni sugli appalti pubblici verdi obbligatori, sulla valutazione della conformità, sulla notifica degli organismi di valutazione della conformità, sulla vigilanza del mercato e sugli strumenti economici.