Balboni, presidente Federmetano: “Il comparto ha la potenzialità necessaria per superare l’emergenza”

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Per la leader dell’associazione di categoria il gas naturale per autotrazione è una risposta immediata ed efficace alla richiesta di una mobilità ecologicamente ed economicamente sostenibile, ma servono strategie di lungo periodo

 

Intervista a LICIA BALBONI, presidente di Federmetano

 

Anche il comparto del metano per autotrazione è stato investito dalla crisi Covid-19. Ora sta registrando segnali incoraggianti, ma per il futuro è necessaria una visione lungimirante per sfruttarne le grandi potenzialità. Così Licia Balboni, presidente di Federmetano, inquadra la situazione dopo i difficili mesi del lockdown, convinta che, con una strategia adeguata, il settore possa avere un ruolo importante nella ripresa e nella trasformazione dell’economia nel segno della sostenibilità. La presidente dell’associazione di categoria dei distributori di gas metano per auto evidenzia innanzitutto l’impatto sulle vendite: “Le stringenti misure circa la mobilità delle persone, adottate per fronteggiare l’emergenza sanitaria, hanno avuto ripercussioni sulle vendite dei punti vendita di CNG, con cali del 95%, con conseguente azzeramento dei ricavi a fronte di immutate spese di gestione del personale. Personale che ha dovuto presidiare gli impianti, poiché giova ricordare che la vendita del gas naturale per autotrazione rientra tra le attività di servizio di pubblica utilità”. “Una situazione di criticità – prosegue Balboni – a cui Federmetano ha cercato di porre rimedio, rivolgendosi agli enti preposti, tra cui il Ministero dello sviluppo economico (Mise) e il Ministero dell’economia e delle finanze (Mef), per tutelare e salvaguardare gli operatori del settore, chiedendo misure straordinarie su presidi medici (Dpi), fiscalità (versamento contributi dipendenti dilazionato), nonché la cancellazione della Cg per i distributori stradali per i 60 giorni da metà marzo a metà maggio, che stiamo tuttora chiedendo a gran voce all’Autorità”.

La dirigente ricorda anche le cifre negative delle immatricolazioni: “Basti pensare che a marzo 2020 sono state toccate punte del -73% rispetto allo stesso mese del 2019 e ad aprile 2020 si è arrivati al -97,5% (dati Unrae – Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri). Una flessione più che fisiologica, dato il blocco dell’economia reale a livello mondiale, che ha riguardato tutto il settore automotive”. Tuttavia, “gradualmente, in concomitanza con la ripresa delle attività, si è assistito a un risveglio del mercato, tanto da registrare ad agosto 2020 un +11,9% dell’immatricolato a CNG rispetto ad agosto 2019”. Per Balboni si tratta di “un importante segnale di ripresa per un settore di cui il nostro paese è leader europeo”. “Parliamo di una filiera produttiva che conta 20mila occupati e quasi due miliardi di fatturato (dati Anfia – Associazione nazionale filiera industria automobilistica, aggiornati al 2017) e di una rete distributiva che comprende 1.385 punti vendita (dato aggiornato ad agosto 2020) e la cui crescita negli ultimi 10 anni ha segnato un +5% anno su anno, permettendo di rifornire il 2% circa del parco circolante italiano (l’equivalente di circa 1.070.000 veicoli a gas naturale, dati Aci – Automobile club d’Italia 2019)”, precisa.

La presidente di Federmetano ritiene che il comparto “per quanto sia da tutelare e valorizzare ulteriormente, è di per sé dotato della potenzialità necessaria per superare l’emergenza sanitaria in atto e i suoi drammatici risvolti economici”. “Credo che il CNG possa avere un ruolo di primo piano nello scenario che si sta delineando, essendo una risposta immediata ed efficace per chi chiede una mobilità sostenibile non solo ecologicamente, ma anche economicamente, afferma Balboni, per poi elencare le ragioni del grande potenziale. “Oltre agli ormai noti benefici ambientali (fino al 90% in meno di polveri sottili e fino a -75% di NOX) che l’utilizzo del CNG in autotrazione comporta, soprattutto se parliamo di biometano (emissioni di Co2 negative), è fondamentale ribadire l’economicità di questo virtuoso carburante. Sono a disposizione oggi auto performanti che permettono di percorrere 100 chilometri con 3,50 euro. Non dimentichiamo che la resa calorica di un chilogrammo di metano equivale a 1,5 litri di benzina, 1,3 di gasolio e ben 2 litri di GPL”, spiega. “Bisogna poi considerare – continua Balboni – il minor costo di acquisto dei veicoli a metano rispetto ad altre trazioni a basso impatto ambientale, oltre alla possibilità di convertire, attraverso kit aftermarket, auto con altre alimentazioni in vetture a CNG. Pertanto il cittadino ha la possibilità di usufruire di un mezzo certamente più ecologico con una spesa contenuta, obiettivo fondamentale in momenti storici come il presente in cui vi è grande incertezza, e la trasformazione aftermarket può essere un modo per traguardare la sostenibilità ecologica ed economica.

La presidente di Federmetano invoca una visione ad ampio raggio e soluzioni che abbiano effetto nel lungo periodo”. A suo parere “la parola chiave nell’utilizzo dei fondi provenienti dall’Unione europea deve essere neutralità tecnologica, diverse trazioni possono coprire diverse necessità di spostamento”. “L’emergenza di oggi – prosegue – è il punto di partenza per riflessioni e azioni volte a definire la mobilità di domani. Una consapevolezza che abbiamo visto essere condivisa anche da molti operatori del settore, che hanno continuato a investire in una tecnologia che ha rivoluzionato negli ultimi anni un settore vitale per il paese, mi riferisco al trasporto merci e alla sua virata verso l’LNG (gas naturale liquefatto), direzione peraltro presa anche dal trasporto pubblico locale (TPL)”.

Secondo la rappresentante dei distributori di gas metano per auto “la lungimiranza di alcuni imprenditori ha consentito alla comunità di proseguire lungo la strada verso la mobilità sostenibile in un momento, come quello attuale, in cui l’incertezza economica rischia di rallentare processi necessari per il bene di tutti”. Per citare un caso, “a tal proposito lo scorso luglio, a soli due mesi dalla fine del lockdown, abbiamo assistito alla presentazione da parte di T-Per municipalizzata di Bologna di 31 nuovi bus a LNG, prodotti da Industria Italiana Autobus. Un esempio di come sostenibilità ambientale, accessibilità e valorizzazione del Made in Italy siano i principi da seguire per condurre con successo l’Italia verso la ripresa economica”. “Allo stesso modo – sottolinea Balboni – la crescita della rete LNG non si è arrestata di fronte alla pandemia, recentissime aperture hanno portato il numero di punti vendita sul territorio nazionale a 79, a cui se ne aggiungono altri 37 in progetto. Sabato 5 settembre, inoltre, abbiamo avuto il piacere di essere presenti all’inaugurazione ufficiale del 70mo distributore di Lng di proprietà di Bertelli Carburanti, nostro associato, in attività già da maggio e realizzato da BRN-Bernardini, azienda che rappresenta un’eccellenza italiana e che annoveriamo tra i nostri soci sostenitori.

La leader dell’associazione di categoria li definisce “esempi di imprenditorialità virtuosa sia per l’ambiente sia per l’assetto economico del paese. Inoltre, “se parliamo di salvaguardia e valorizzazione del territorio il bio-CNG e il bio-LNG, eccellenti esempi di economia circolare, assumono oggi più che mai un ruolo di primo piano”. “Il biometano combustibile 100% rinnovabile e totalmente Made in Italy è oggi l’unico mezzo di propulsione con bilancio di CO2 negativo se analizzato nel completo ciclo di vita (‘life cycle assessment’). Considerando il modello ‘From Well-to-Wheel’, il biometano – sia compresso sia liquefatto – consente una riduzione complessiva delle emissioni di CO2 che può andare dall’80% fino al 180% (rispetto ai carburanti tradizionali), quando si utilizza rispettivamente gas rinnovabile generato da FORSU (Frazione organica del rifiuto solido urbano) o da reflui zootecnici, poiché in questo processo il metano che sarebbe altrimenti rilasciato in atmosfera viene recuperato e utilizzato”, spiega Balboni. “Una vera rivoluzione che garantirebbe all’Italia indipendenza energetica a chilometro zero, in un circolo virtuoso che permette allo scarto di trasformarsi in nuova energia”, sintetizza.

“In un momento come quello attuale, in cui le certezze vengono meno, le persone hanno bisogno di una guida per orientarsi e che le aiuti a fare le migliori scelte possibili”, sostiene Balboni, sottolineando l’importanza dell’aspetto culturale e menzionando alcune iniziative avviate. Federmetano si adopera per la diffusione della cultura del gas naturale per autotrazione, un’attività volta a sensibilizzare cittadini, imprese e decisori politici sui vantaggi ambientali ed economici del CNG, bio-CNG, LNG e bio-LNG. La mission dell’associazione non è solo informare ma anche formare, non a caso stiamo promuovendo l’uso di biometano attraverso il progetto culturale Biometano, dalla terra per la terra, rivolto primariamente alle scuole e alle aziende del settore, che si rivelerà strategico per traguardare gli obiettivi sulla mobilità indicati dall’Ue per il 2030 e il 2050”, racconta Balboni. La presidente di Federmetano si sofferma anche sul costante confronto “con le istituzioni, il governo centrale e gli specifici ministeri”, di cui è un esempio l’audizione di Federmetano al Senato, lo scorso 10 settembre.

Tuttavia, conclude, “ciò rischia di non essere sufficiente”. Per Balboni “è necessario che i decisori politici mettano in atto strategie di lungo periodo che possano sostenere gli imprenditori del settore e risolvere criticità che affliggono il paese da anni. “Penso ad esempio al rinnovo dell’obsoleto parco circolante italiano, in tal senso certamente i recenti incentivi per l’autotrasporto sono un’opportunità importante. Sarebbe però auspicabile che questi divenissero parte di un sistema più strutturale, che garantisca agli operatori un sostegno a lungo termine”, suggerisce la rappresentante dei distributori di metano per autotrazione. “L’emergenza sanitaria ci ha insegnato che ragionare in termini del ‘qui e ora’ indebolisce l’economia e mina le sorti di un paese. Strategia, lungimiranza e una visione di ampio respiro sono necessarie per individuare strumenti concreti, evitando così un collasso socio-economico e trasformando una crisi in un’opportunità di crescita”, conclude Balboni.