Il dibattito, gli annunci e gli investimenti sulla mobilità elettrica si rafforzano. E’ fondamentale valutare l’arco temporale e gli effetti sull’intero mondo dell’aftermarket e dei servizi all’auto. Scelte e tendenze mondiali. A Oil&nonoil il tema al centro dell’attenzione.

Il dibattito sulla mobilità elettrica passa da fiammate polemiche a periodi di ordinari annunci di installazioni, nuovi modelli, scelte pubbliche. Per ora resta un confronto in cui da una parte si punta al valore ambientale e dall’altra si sottolineano i limiti di percorrenza che impediscono all’auto elettrica di essere un vero mezzo di mobilità per le lunghe distanze. Ovviamente gli argomenti pro e contro sono più numerosi e articolati, ma, salvo le polemiche, fortunatamente non siamo al tifo.

 

Analizzare e prevedere le conseguenze

E’ comune la consapevolezza che il processo è lungo e comporta modifiche di politica industriale con ripercussioni sull’occupazione o almeno sulle figure professionali. Infine, nessuno ignora che alla crescita del parco di auto elettriche corrisponderebbe la necessità di interventi fiscali mirati a recuperare i mancati introiti derivanti dalla riduzione della vendita dei carburanti.
Indubbiamente la questione ha un valore particolare per gli operatori che si muovono nel mondo che costituisce la comunità di Oilnonoil. Imprenditori che devono prevedere e investire per offrire i nuovi servizi per le auto elettriche, ma anche per i viaggiatori che si muovono per lavoro o piacere con standard nuovi.
Importanti attività che ruotano attorno all’auto devono adeguarsi al cambiamento e anche Oilnonoil non resta spettatore impassibile, ma punta a individuare le ricadute su tutta la filiera dell’aftermarket automobilistico. Un confronto sul tema sarà sicuramente uno degli appuntamenti della manifestazione.
Le iniziative spot, più o meno sottolineate dalla stampa, non aiutano a capire se siamo alla “propaganda” o a tasselli di un piano preciso che si espande e si realizza secondo precise tempistiche.
Chiedere l’installazione di impianti ricarica nei centri urbani, annunciare punti di sosta e ricarica nei parcheggi della grande distribuzione mantiene vigile l’attenzione, ma non fornisce l’idea di una continuità, che al momento pare non esserci.

 

Scelte e tendenza
Indubbiamente i valori assoluti del parco circolante sono ancora molto bassi, ma la crescita percentuale va comunque considerata e pone interrogativi sulla  sua capacità di essere costante.
Occorre dire che il mercato europeo della mobilità elettrica è in crescita, grazie al sostegno pubblico che incentiva l’acquisto di installazioni di punti di ricarica e di veicoli elettrici.
Il mercato europeo dei veicoli elettrici – si legge sul sito www.elettricomagazine.it – è in costante crescita: nel 2017 sono state vendute 149.086 auto elettriche (BEV-Battery-Electric Vehicle) su un totale di 15.131.778 milioni di unità vendute (+ 43,6%, lo 0,9% del mercato auto totale). In Europa attualmente circolano 501.798 vetture elettriche (BEV) e circa 670 mila vetture ibride (PHEV- Plug-In Hybrid). In Italia, invece, la diffusione è ancora scarsa, nel 2017 sono state vendute 1.967 vetture elettriche (BEV) (0,1% del mercato) e 66 mila auto ibride (PHEV) (+ 71% rispetto al 2016). In Europa, paesi come Norvegia (dal 2025) e Olanda (dal 2035) hanno deciso di eliminare la vendita e circolazione dei veicoli a combustione. Molte case automobilistiche hanno deciso di non produrre più veicoli Diesel.
Nel mondo sono state vendute 800 mila di auto elettriche, ovvero +40% sul 2015, mentre in Italia ne sono state vendute solo 2.560.
La quota delle auto elettriche italiane è circa un decimo di quella degli altri grandi paesi europei.
In Italia, tuttavia, ci sono tutti i presupposti affinché le auto elettriche guadagnino spazio.
Il piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica -PNIRE ha stanziato 33,5 milioni di euro da investire nell’installazione di infrastrutture di ricarica moderne;
ENEL ha promesso di investire 100 – 300 milioni di euro per l’installazione di 7-15 mila colonnine di ricarica entro il 2021.

Alcuni comuni, province o regioni promuovono la mobilità elettrica attraverso politiche che incentivano l’acquisto di veicoli elettrici e l’installazione delle colonnine di ricarica. Trento ha incentivato a fine 2017 l’acquisto di auto elettriche o ibride plug-in con un contributo che varia da 4 a 6 mila euro; mentre La Lombardia ha stanziato fino a 1.500 euro a fondo perduto per ogni punto di ricarica installato entro la fine del 2017. Tra gli incentivi alla mobilità elettrica anche l’esenzione da 3 a 5 anni dal pagamento del bollo auto in molte regioni.

Secondo l’Electric Vehicle Outlook nel 2025 circoleranno nel mondo 11 milioni di auto elettriche che diverranno 30 milioni nel 2030.
Nel 2025 il 50% del parco circolante elettrico si muoverà in Cina. Nel 2040 il 55% delle auto vendute sarà elettrico e  33% del parco mondiale sarà rappresentato da auto elettriche.