Arzà, Assogasliquidi-Federchimica: GPL e GNL hanno le carte in regola per incentivi orientati alla sostenibilità

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Tra le proposte dell’associazione misure di incentivazione per la conversione a gas di veicoli a benzina Euro 4 e Euro 5 e per la realizzazione di infrastrutture di approvvigionamento

 

Intervista a ANDREA ARZÀ, presidente Assogasliquidi-Federchimica

 

Il settore dei gas liquefatti, nonostante la continuità dell’attività anche durante il lockdwon, in quanto servizio essenziale, ha registrato un calo dei consumi, che persiste tuttora. Le imprese, tuttavia, non hanno smesso di investire, soprattutto nel GNL, e potrebbero giovarsi anche dei fondi europei se questi saranno destinati a un rilancio nel segno della sostenibilità. In un’intervista Andrea Arzà, presidente di Assogasliquidi-Federchimica, l’associazione di Federchimica che rappresenta le imprese del comparto distribuzione gas liquefatti, descrive le difficoltà del settore, evidenziando al tempo stesso le potenzialità e suggerendo alcuni incentivi. Federchimica-Assogasliquidi rappresenta le imprese impegnate in tutta la filiera dei gas liquefatti GPL e GNL e, quindi, i nostri settori svolgono un servizio di pubblica utilità relativamente alle attività di approvvigionamento di prodotti energetici. Pertanto, le nostre imprese (fin dalle prime misure di chiusura dei comuni in cosiddetta ‘zona rossa’) hanno sempre assicurato senza alcuna soluzione di continuità il rifornimento di gas GPL e GNL ai consumatori finali per i loro bisogni primari di riscaldarsi, cucinare, produrre acqua calda sanitaria e per la mobilità di trasporto leggero e pesante”, premette Arzà.

Il dirigente sottolinea poi che “le imprese hanno continuato a svolgere la loro attività – nel pieno rispetto del prescritto protocollo sulla sicurezza – con dedizione, senso di responsabilità sociale nei confronti del Paese e dei consumatori seppur tra molte difficoltà sia di ordine operativo/gestionale, sia di natura economica per gli impatti che la situazione di lockdown del Paese ha avuto in termini di contrazione della domanda dei prodotti energetici”. L’impatto del blocco, osserva il leader di Assogasliquidi-Federchimica, non ha risparmiato il comparto: “Purtroppo nei mesi più duri del lockdown abbiamo rilevato un drastico e continuo calo dei consumi di GPL e di GNL, calo che (seppure con numeri più contenuti) ancora oggi permane.

Arzà quantifica nel dettaglio i danni subiti dalla filiera: Per il settore del GPL autotrazione le perdite sono state molto consistenti (oltre il 50% nel mese di marzo rispetto a marzo 2019) con un trend negativo che permane fino ad oggi: le ultime rilevazioni del Ministero dello sviluppo economico (Mise), difatti, registrano un decremento consolidato nel periodo gennaio-agosto 2020, rispetto allo stesso del 2019, pari a circa il 23%. Per il settore del GNL lo spread fra le previsioni pre e post pandemia si attesta su valori considerevoli, nell’ordine del 25% dei consumi totali: nel dettaglio, le previsioni restituiscono un decremento dei volumi per il trasporto stradale pesante pari al 20% e perdite pari a circa il 30% nelle vendite nel canale del trasporto leggero”.

Il dirigente precisa anche che “gli impianti di stoccaggio, sia costieri che interni, nei mesi del lockdown hanno drasticamente ridotto la propria movimentazione di GPL, con picchi fino all’80% per quanto riguarda il comparto del GPL autotrazione” e che “ciò ha comportato notevoli difficoltà operative e logistiche in quanto si è dovuto procedere a una riprogrammazione completa degli approvvigionamenti dall’estero con conseguenti pagamento di penali, maggiori oneri per i noli, nonché costi operativi maggiori non compensati dai ricavi”. Invece, “gli impianti di distribuzione carburanti sia di GPL sia di GNL hanno visto crollare le proprie vendite, con significativi problemi di gestione ed aumento dell’impatto dei costi”.

Il presidente di Assogasliquidi-Federchimica, tuttavia, evidenzia anche un aspetto positivo: “Nonostante ciò, possiamo affermare che le imprese – con senso di responsabilità sociale – stanno continuando a investire soprattutto nel nascente settore del GNL e hanno confermato gli investimenti sia nelle infrastrutture di approvvigionamento sia nella rete di distribuzione. Le ultime rilevazioni dell’Osservatorio di Ref-e sul settore, difatti, confermano un incremento della rete del 12% in questo primo semestre: traino di questo sviluppo è principalmente riferibile all’infrastruttura di distribuzione asservita al trasporto stradale pesante. Rimangono stabili i depositi asserviti a piccole reti canalizzate, pari a 2 impianti”.

Ciò non toglie, secondo Arzà, che le prospettive a breve termine siano ancora incerte: “Il quadro è ancora complesso anche perché è difficile fare previsioni sull’andamento della crisi sanitaria e degli eventuali e non auspicati ulteriori provvedimenti di chiusura”. Il dirigente auspica, poi, un impiego virtuoso dei fondi europei: “Le risorse economiche di cui il nostro Paese potrà beneficiare nell’ambito del Recovery Fund comunitario (o di eventuali altri strumenti che venissero individuati e utilizzati) riteniamo debbano sostenere il rilancio e la crescita dei settori produttivi che non solo rappresentano un’eccellenza nazionale ma che sono fortemente orientati alla sostenibilità ambientale intesa non solo in termini di decarbonizzazione ma anche di miglioramento della qualità dell’aria, tema questo oggetto di importanti studi ed approfondimenti per i suoi collegamenti anche con le dinamiche di diffusione del coronavirus”. “In quest’ottica siamo convinti che i settori del GPL e del GNL abbiano tutte le carte in regola per poter fare affidamento su politiche incentivanti, che promuovano l’utilizzo delle risorse energetiche ambientalmente sostenibili”, afferma il presidente di Assogasliquidi-Federchimica.

Parlando delle iniziative messe in atto, Arzà rileva delle lacune: “Purtroppo ad oggi ancora non sono stati adottati strumenti specifici e questo, a nostro avviso rappresenta, un vulnus proprio per il tessuto produttivo del nostro Paese. Basti pensare alle eccellenze nazionali rappresentate dalle imprese del nostro settore che sono leader mondiali nella componentistica dei motori dei veicoli a GPL e gas naturale”. Riguardo alle proposte del settore, “quello che Assogasliquidi-Federchimica ha sottoposto all’attenzione di governo e Parlamento è la necessità che vengano previste apposite misure con respiro almeno triennale e che partano da subito per un sostegno economico ai cittadini che decidono di convertire a GPL o gas naturale le loro auto a benzina e diesel”.

“La nostra proposta di incentivazione – spiega Arzà – ha come obiettivo la conversione a gas di veicoli a benzina Euro 4 e Euro 5, garantendo un incentivo (per singolo veicolo) di 600 euro per la conversione di veicoli a GPL e di 900 euro per la conversione di veicoli a metano. Effettuando un’analisi sullo storico delle conversioni a gas si evince che la misura proposta garantirebbe la conversione di circa 363mila veicoli, oltre 300 mila in più rispetto a quelli che si avrebbero da uno scenario tendenziale, con rilevanti vantaggi dal punto di vista ambientale quantificabili in una riduzione di circa 7,5 tonnellate di NOx, circa 120 mila tonnellate di CO2, circa 1,3 tonnellate di particolato PM2.5 e di circa una tonnellata di PM10 nel periodo considerato nell’intervento normativo proposto”. “Ovviamente l’effetto ambientale positivo rimarrà consolidato anche negli anni successivi allo specifico intervento con una riduzione media annua pari ad oltre 38 mila tonnellate di CO2, oltre 2 tonnellate di NOx, circa 0,5 tonnellate di PM2.5 e circa 0,3 tonnellate di PM10”, aggiunge.

“Per quanto riguarda poi il settore del GNL – prosegue Arzà – riteniamo necessario che nel più breve tempo possibile e, anche in questo caso, utilizzando al meglio le risorse derivanti dal Recovery Fund si possa addivenire a provvedimenti concreti volti a prevedere misure di sostegno fiscali e/o economiche per gli investimenti delle imprese nella realizzazione delle infrastrutture di approvvigionamento del GNL (depositi small scale LNG e impianti di microliquefazione), al fine di evitare che l’attuale situazione, e la conseguente crisi di liquidità, comportino un blocco delle iniziative che, invece, assumono rilievo fondamentale in termini di raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano nazionale energia e clima in materia ambientale e di sicurezza energetica”.

Secondo il presidente di Assogasliquidi-Federchimica “risulta altresì fondamentale l’introduzione di misure di sostegno alla cantieristica navale e alle imprese armatoriali impegnate nella conversione del naviglio in sistemi alimentati a GNL, in relazione agli obiettivi di miglioramento ambientale dei carburanti ad uso marittimo, attraverso agevolazioni fiscali (quali crediti di imposta) e riduzione di tasse per i servizi portuali”. Assogasliquidi-Federchimica sta lavorando per poter garantire che le misure sopra indicate possano divenire operative nel più breve tempo possibile, nella consapevolezza che gli sforzi fin qui posti dalle nostre imprese in questo particolare periodo debbano trovare giusta compensazione in un supporto da parte delle istituzioni, con il comune obiettivo di garantire una ripresa del nostro Paese che risulti pronta, efficace e ambientalmente sostenibile”, conclude Arzà.