Francesco Molari, presidente Sacim, guarda al futuro con prudenza, senza rinunciare a innovazione e alleanze. Il mercato italiano, nonostante si sia ridotto il numero dei fabbricanti di cisterne, non garantisce i numeri necessari per il rientro dagli investimenti. Prodotti sempre adeguati alle necessità dei trasportatori e delle società petrolifere di qualsiasi dimensione

La Sacim si avvia a compiere il secolo di vita, continuando a operare con la tradizionale attenzione alla qualità, senza smettere di scrutare il futuro, puntando sull’innovazione e la ricerca di nuovi mercati.
Francesco Molari, presidente della società di Cesena, guarda con particolare attenzione i mercati esteri “che rappresentano il 70% del nostro fatturato”, ma non trascura di destinare importanti risorse alla innovazione, per meglio rispondere alle normative e alle richieste della clientela che si occupa di diversi tipi di trasporto.
Non è facile per nessuno operare nel settore dei veicoli cisterna per il trasporto di prodotti liquidi su strada, mare e ferrovia, perché progettazione e costruzione devono avvalersi delle tecniche più avanzate, impiegando materiali e componenti di alta qualità, affidabilità e durata nel rispetto delle normative vigenti.

 

Ing. Molari il settore può dirsi fuori dalla crisi?
I dati del primo trimestre 2018 sono migliori di quelli dell’anno precedente, ma non bisogna farsi ingannare. Sono risultati legati agli incentivi, hanno anticipato il rinnovo del parco mezzi, ma quando verranno meno, prevedo un calo graduale. Mi preoccupa il fine anno. Non siamo in un periodo di sviluppo, ma onestamente abbiamo superato quello delle gravi difficoltà.
Negli ultimi anni i fabbricanti di cisterne per il trasporto liquidi si sono ridotti di numero e il mercato consente a ognuno di noi di raccogliere quel che resta di una domanda crollata del 50%. E’ difficile tornare ai vecchi valori commerciali, anche per quel che sta cambiando nella distribuzione dei carburanti: restringimento dei consumi, riduzione dei punti da rifornire…
I “numeri” possiamo realizzarli nei mercati esteri, in Italia conta molto il mercato delle sostituzioni in un parco mezzi che è divenuto obsoleto a causa della crisi.

 

Il cambiamento della struttura della rete (meno compagnie, sempre più indipendenti che coprono aree geografiche specifiche), può spingere alcuni operatori a pensare di avere un parco cisterne aziendale per rifornire la propria rete?
Sono valutazioni che si possono fare, ma non in astratto, bisogna ragionare con i dati. Valutare l’investimento, i tempi di rientro, il rischio…Quando concorrono alcuni fattori favorevoli conviene farlo, e conosco operatori che hanno fatto il passo, ma nell’ambito di scelte strategiche. Le compagnie hanno esternalizzato il servizio di distribuzione, e anche se questa scelta non è un’indicazione, significa sicuramente qualcosa con cui misurarsi.

 

Cosa state progettando per un mercato che comunque sta cambiando, anche indipendentemente dal calo dei consumi?
La ricerca di maggiore sicurezza per noi è una costante, inizia dalla sicurezza nel ciclo produttivo interno a cui dedichiamo molte risorse per la protezione dei nostri dipendenti e prosegue con l’attenzione a chi trasporta, consapevoli dei prodotti che vengono movimentati con i nostri mezzi. Cerchiamo ovviamente anche soluzioni che rispondano alle esigenze dei clienti specializzati nel trasportano carburante. Due anni fa abbiamo presentato, proprio a Oil&nonoil, in collaborazione con Transadriatico, Click&Find e Sampi,  il semirimorchio “io CALOZERO”. Il progetto è nato per rendere sicuro il trasporto ed evitare possibilità di azioni illegali, quale la sottrazione di prodotto. Calozero è un sistema altamente innovativo che permette di sigillare la merce caricata tramite circuiti in fibra ottica che ne assicurano e certificano la manomissione.

Il sistema tele-controllato fornisce in tempo reale tutte le informazioni necessarie al monitoraggio del semirimorchio cisterna e della merce caricata (dal punto di carico fino all’ultima consegna) ed è in grado di contabilizzare i cali termici, sia in locale con cartellino che in remoto via Web.

 

Sta crescendo il trasporto di GNL…
Siamo attenti ai cambiamenti, ma per mutare le linee produttive occorre un tipo di domanda che al momento non c’è.  Noi costruiamo, per esempio, cisterne per il rifornimento aereo, siamo pronti a differenziare, abbiamo le potenzialità progettuali e produttive, ma è necessario che  esista la prospettiva di rientrare dall’investimento.

 

Un futuro che richiede continua attenzione…
Sicuramente, credo che noi imprenditori dobbiamo far sviluppare le aziende anche con alleanze che ci consentano di affrontare meglio e con più competenza i mercati esteri.