Aie, governi e aziende sempre più impegnati a investire sull’idrogeno

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L’ultimo rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia segnala un aumento dei Paesi che hanno elaborato piani strategici e una crescita globale degli investimenti: 37 miliardi di dollari dal settore pubblico e 300 miliardi da quello privato

I Paesi con strategie per l’idrogeno hanno impegnato almeno 37 miliardi di dollari per lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie del vettore energetico, mentre il settore privato ha annunciato investimenti aggiuntivi per 300 miliardi di dollari. È quanto emerge dal rapporto Global Hydrogen Review 2021 pubblicato il 4 ottobre dall’Agenzia internazionale per l’energia (Aie). Nel documento, viene sottolineata la crescita dell’impegno dei governi dal 2019, anno della pubblicazione del rapporto speciale sul futuro dell’idrogeno per il G20. Come osservato dall’Agenzia, all’epoca solamente Francia, Giappone e Corea avevano strategie per l’idrogeno, mentre quest’anno ben 17 governi hanno pubblicato le loro strategie e oltre 20 hanno annunciato pubblicamente che stanno lavorando in questa direzione. A ciò si aggiunge l’interesse mostrato da numerose aziende che stanno cercando di sfruttare le opportunità di business. “Sono in corso progetti pilota per produrre acciaio e prodotti chimici con idrogeno a basse emissioni di carbonio, con altri usi industriali in fase di sviluppo. Il costo delle celle a combustibile che funzionano a idrogeno continua a diminuire e le vendite di veicoli a celle a combustibile sono in crescita”, ha precisato l’Aie.

L’Aie ha sottolineato che gli investimenti in progetti dedicati all’idrogeno sono in aumento “ma sono necessari ulteriori sforzi per ridurre i costi e incoraggiare un uso più ampio in tutti i settori”. In base alle stime dell’Agenzia, per portare il settore dell’idrogeno su un percorso coerente con l’obiettivo di azzerare le emissioni nette globali entro il 2050 servirebbero 1.200 miliardi di dollari di investimenti da qui al 2030. Pertanto, l’Aie ha invitato i governi “a muoversi più velocemente e in modo più deciso su una vasta gamma di misure politiche per consentire all’idrogeno a basse emissioni di anidride carbonica di realizzare il suo potenziale per aiutare il mondo a raggiungere emissioni nette pari a zero, sostenendo la sicurezza energetica”. Per l’Aie attualmente la produzione globale di idrogeno a basse emissioni di anidride carbonica ha un costo non ancora competitivo e il suo utilizzo in settori promettenti come l’industria e i trasporti rimane limitato, “ma ci sono segnali incoraggianti che sia sull’orlo di un significativo calo dei costi e di una diffusione crescita globale”.

L’Aie ha evidenziato le caratteristiche che rendono l’idrogeno un ottimo vettore per la produzione di energie: è leggero, immagazzinabile e ad alta densità energetica, e il suo utilizzo come combustibile non produce emissioni dirette di inquinanti o gas serra. Il principale ostacolo all’uso estensivo dell’idrogeno a basse emissioni di carbonio, invece, resta il costo della sua produzione. Infatti, la produzione dall’acqua richiede grandi quantità di elettricità o l’uso di tecnologie di cattura dell’anidride carbonica se prodotto da combustibili fossili. Ad oggi praticamente tutto l’idrogeno prodotto proviene da combustibili fossili senza cattura del carbonio, con emissioni di anidride carbonica stimate in 900 milioni di tonnellate, equivalenti alle emissioni combinate del Regno Unito e dell’Indonesia. Secondo l’Aie sono quinti “necessari investimenti e politiche mirate per colmare il divario di prezzo tra l’idrogeno a basse emissioni di carbonio e l’idrogeno ad alta intensità di emissioni prodotto da combustibili fossili. A seconda dei prezzi del gas naturale e dell’elettricità rinnovabile, produrre idrogeno da fonti rinnovabili può costare da due a sette volte di più rispetto a produrlo da gas naturale senza cattura dell’anidride carbonica. Tuttavia, per l’Agenzia, con i progressi tecnologici e le economie di scala, il costo della produzione di idrogeno con l’elettricità solare fotovoltaica può diventare competitivo con l’idrogeno prodotto con gas naturale, come indicato nella Roadmap to Net Zero per il 2050 della stessa Aie.

Nel rapporto è emerso anche che la capacità globale degli elettrolizzatori, che producono idrogeno dall’acqua utilizzando l’elettricità, è raddoppiata negli ultimi cinque anni, con circa 350 progetti attualmente in fase di sviluppo e altri 40 progetti nelle prime fasi di sviluppo. “Se tutti questi progetti fossero realizzati, la fornitura globale di idrogeno dagli elettrolizzatori – che crea emissioni zero a condizione che l’elettricità utilizzata sia pulita – raggiungerebbe otto milioni di tonnellate entro il 2030. Si tratta di un enorme aumento rispetto al livello odierno di meno di 50 mila tonnellate, ma rimane ben al di sotto degli 80 milioni di tonnellate richieste nel 2030 nel percorso Aie per azzerare le emissioni entro il 2050”, si legge nel testo.

L’Aie ha osservato che nel 2020 l’idrogeno è stato impiegato soprattutto nell’industria e negli impianti di raffinazione. Tuttavia, secondo l’Agenzia, l’idrogeno può essere utilizzato nei settori della chimica, della siderurgia, dell’autotrasporto a lungo raggio, del trasporto marittimo e dell’aviazione. Attualmente, secondo l’Agenzia, il problema principale è che l’azione politica è ancora concentrata sulla produzione di idrogeno a basse emissioni di anidride carbonica, mentre i passaggi corrispondenti necessari per creare domanda in nuove applicazioni del vettore sono limitati. “Consentire un maggiore uso dell’idrogeno nell’industria e nei trasporti richiederà misure politiche molto più forti per promuovere la costruzione dei necessari impianti di stoccaggio, trasmissione e ricarica”, ha sottolineato l’Aie.

Infine, l’Aie ha formulato una serie di raccomandazioni per un’azione a breve termine oltre alla semplice mobilitazione di investimenti in ricerca, produzione e infrastrutture. Per l’Agenzia i governi potrebbero stimolare la domanda e ridurre le differenze di prezzo attraverso la determinazione del prezzo dell’anidride carbonica, le quote e il fabbisogno di idrogeno negli appalti pubblici. Inoltre, è necessaria la cooperazione internazionale per stabilire standard e regolamenti e creare mercati globali dell’idrogeno che potrebbero stimolare la domanda nei Paesi con un potenziale limitato di produzione di idrogeno a basse emissioni di anidride carbonica e creare opportunità di esportazione per i Paesi con grandi forniture di energia rinnovabile o grande potenziale di stoccaggio di anidride carbonica.