A Roma la prima stazione di servizio al mondo con asfalto al grafene

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La pavimentazione contiene l’additivo Gipave messo a punto da Iterchimica. La tecnologia, interamente italiana, è studiata per migliorare le performance in termini di resistenza, durata e sostenibilità, riducendo costi ed emissioni

È stata inaugurata a Roma il 29 settembre la prima stazione di servizio al mondo con asfalto al grafene Gipave. Si tratta di un additivo di ultima generazione progettato per la costruzione di pavimentazioni stradali più durature, sicure ed ecosostenibili. Il “supermodificante polimerico” è un prodotto italiano: è stato messo a punto dall’azienda bergamasca Iterchimica, specialista degli additivi per asfalti fondata nel 1967 e presente in oltre 90 paesi, in un processo di ricerca e sviluppo durato tre anni al quale hanno collaborato l’Università degli Studi di Milano Bicocca per l’analisi del ciclo di vita, G.Eco (gruppo A2A) per la fornitura delle plastiche dure e Directa Plus, che ha fornito il grafene.

Il grafene è un materiale costituito da uno strato di carbonio dello spessore di un atomo (monoatomico) isolato nel 2004 dai fisici dell’Università di Manchester Andrej Geim e Konstantin Novoselov, vincitori del premio Nobel per la fisica nel 2010 per la loro scoperta. Questo materiale sottilissimo, trasparente, impermeabile, resistente e versatile ha aperto nuovi orizzonti per le nanotecnologie.

Il Gipave contiene grafene e una plastica da recupero appositamente selezionata, che a oggi non rientra nella filiera del riciclo ma è destinata agli impianti di termovalorizzazione. Il principale vantaggio offerto da questo additivo, come confermato dai test effettuati finora, è il conferimento all’asfalto di una maggiore resistenza, sia al carico sia alle escursioni termiche. La pavimentazione, pertanto, sarà meno soggetta alla formazione di buche e durerà più a lungo, con benefici per la sicurezza e una riduzione dei costi di manutenzione.

Inoltre, dal punto di vista ambientale, le pavimentazioni realizzate con Gipave consentiranno il recupero di una specifica tipologia di plastica dura e potranno essere riciclate al 100% nei successivi cicli produttivi, con un risparmio di materie prime e una riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

La stazione di rifornimento inaugurata nella capitale, sulla via Ardeatina, è di Q8 e si estende su un’area complessiva di 2.000 metri quadrati. I lavori sono stati eseguiti dall’impresa romana A.S. Appalti Stradali. Alla cerimonia di inaugurazione è intervenuta Federica Giannattasio, amministratrice delegata di Iterchimica, azienda che appartiene per il 90% alla sua famiglia e per il restante 10% a Vito Gamberale, che ne è presidente.

“Si tratta di una tecnologia interamente made in Italy che permette di realizzare pavimentazioni high tech, green e altamente resistenti con un risparmio economico e una riduzione di CO2 in atmosfera”, ha sottolineato Giannattasio. Per l’area di servizio è stato recuperato un ton di plastiche riciclate il cui mancato incenerimento ha evitato, secondo le stime, circa 82 chilogrammi di CO2 equivalente. Inoltre, l’aumento della vita utile della pavimentazione potrebbe ridurre le emissioni inquinanti fino al 70%.

Il Gipave ha trovato applicazione per la prima volta in una stazione di servizio, ma è stato precedentemente impiegato in dieci campi prova sia in Italia, ad esempio per vie di rullaggio negli aeroporti di Roma-Fumicino e Cagliari-Elmas, sia all’estero, a Curbridge e Dartford, nel Regno Unito. Il prodotto, inoltre, è stato donato per il fondo stradale, lungo 1.067 metri, del nuovo ponte di Genova San Giorgio.