A Oil&nonOil opportunità e sfide della transizione energetica

  FIERA, Oil&nonOil Verona 2021

Oil&nonOil è la rassegna di riferimento per la rete distributiva e di stoccaggio dei carburanti e per le nuove energie. Per la prima volta è insieme ad Asphaltica, salone nazionale per tecnologie e infrastrutture stradali

“Il concetto di mobilità sostenibile assume un ruolo centrale in quanto, sia a livello nazionale che europeo, coinvolge ogni sfera della vita del cittadino per cui è necessario che venga considerato sia in termini economici ma anche sociali ed ambientali”. Così la viceministra dello Sviluppo economico, Alessandra Todde, intervenuta oggi in videoconferenza al convegno inaugurale di Oil&nonOil, la manifestazione in programma fino al 26 novembre e che dal 2012 porta a Veronafiere il mondo della rete distributiva e di stoccaggio dei carburanti, delle stazioni di servizio, con uno sguardo sul futuro delle nuove energie e della mobilità alternativa.

Per la viceministra, in questo contesto “il settore automotive costituisce un pilastro dell’industria e dell’economia italiana, contribuendo al 6,2% del Pil, all’11% del fatturato dell’industria manifatturiera e contando oltre 5.000 aziende”. “Il settore – ha aggiunto – sta affrontando un insieme di criticità, che vanno dall’incremento dei prezzi, alla penuria dei semiconduttori, alle sfide poste dalla transizione ‘green’. Credo fortemente in un mondo in cui la sostenibilità ambientale sia un valore dominante, in cui le imprese investano in modelli produttivi sostenibili, rispettando il territorio e i cittadini. Lo sviluppo sostenibile è ciò che permette alla nostra generazione di soddisfare i propri bisogni, e che permetterà alle generazioni successive di poter fare altrettanto”.

Le opportunità e le sfide della transizione energetica, del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e del pacchetto Fit for 55 adottato dalla Commissione europea sono stati infatti i temi al centro del convegno che ha aperto della 16ma edizione di Oil&nonOil dal titolo “Pnrr: l’Italia tra energia e mobilità sostenibile”.

Ad aprire i lavori il vicepresidente di Veronafiere, Matteo Gelmetti. Moderati da Riccardo Pilat, fondatore di Pilat&Partners, oltre alla viceministra Todda, al convegno si sono confrontati i rappresentanti del mondo associativo e politico, tra cui tra cui Diamante Menale (Assocostieri), Flavio Merigo (Assogasmetano), Sebastiano Gallitelli (Assopetroli-Assoenergia), Silvia Migliorini (Federchimica-Assogasliquidi), Dante Natali (Federmetano), Marina Barbanti (Unem – Unione energie per la mobilità), oltre a Davide Tassi (dirigente Enav e membro del Csr Manager Network). Sono intervenuti inoltre Francesco Tufarelli, direttore generale per gli Affari europei della presidenza del Consiglio, i senatori Paolo Arrigoni e Tatjana Rojc, e il deputato Guido Germano Pettarin.

Accogliendo i presenti, il vicepresidente di Veronafiere Gelmetti ha dichiarato: “Come organizzatori di manifestazioni, sentiamo forte la responsabilità di supportare il business e la promozione delle filiere che rappresentiamo. In questo scenario di ripartenza, Asphaltica e Oil&nonOil sono per la prima volta insieme nel nostro quartiere. Abbiamo così creato un nuovo polo fieristico, dedicato interamente alla filiera stradale: dalle infrastrutture, alla distribuzione dei carburanti fino ai servizi per la mobilità. Abbiamo scelto di innovare ancora una volta e fare sintesi fra due saloni, con l’obiettivo di sviluppare le smart road del futuro, in ottica di sostenibilità economica, ambientale e sociale”.

Il percorso di sviluppo e attuazione del Pnrr è stato al centro dell’intervento del direttore generale per gli Affari europei della presidente del Consiglio, Francesco Tuffarelli, il quale ha ricordato che la vera virtù del governo italiano e in generale dei governi europei sarà quella di “rendersi conto di cosa poter fare con i diversi fondi” dei Piani di ripresa e resilienza e dove allocare le diverse risorse. “Da questo punto di vista è chiaro che la nostra responsabilità è più ampia perché noi riceviamo il maggior numero risorse all’interno dell’Unione europea”, ha dichiarato Tuffarelli. Secondo Tuffarelli l’Italia è in linea con i suoi obiettivi. Infine, Tuffarelli ha ricordato che il sottosegretario Vincenzo Amendola insieme al ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha deciso di avviare una serie di audizioni presso il dipartimento per le Politiche europee della presidenza del Consiglio, per tutte le associazioni, imprese e realtà di settore che sono coinvolte dal pacchetto Fit for 55, che servirà “per creare una piattaforma nazionale e rendersi conto dell’impatto di queste misure”.

Le criticità della transizione energetica e delle sfide poste dal pacchetto Fit for 55 alla filiera della mobilità e dei carburanti sono stati invece al centro dell’intervento del senatore Paolo Arrigoni membro della commissione Territorio, ambiente, beni ambientali del Senato, il quale ha ricordato che la transizione ecologica “deve essere portata avanti con il principio della neutralità tecnologica” e coniugando “la sostenibilità ambientale con quella economica e sociale con una maggiore condivisione”. Secondo il senatore “se l’obiettivo è contrastare i cambiamenti climatici e decarbonizzare, noi dovremmo dire che il nemico è la CO2 e non le auto a combustione interna”. Il senatore Arrigoni ha aggiunto inoltre la necessità di introdurre il Life Cycle Assessment (Lca) che valuta l’impronta ambientale di un prodotto o di un servizio, lungo il suo intero ciclo di vita. “Nella transizione ecologica, che presuppone cambio di paradigma, bisogna adottare principi improntati su pragmatismo e neutralità tecnologica”, ha osservato Arrigoni.

Del ruolo rappresentato dal comparto del trasporto aereo nel percorso della transizione ecologica ha parlato invece Davide Tassi, dirigente di ENAV e Consigliere CSR Manager Network. “Nel Green New Deal gli obiettivi posti sono sfidanti con la riduzione delle emissioni del 50 per cento nel 2030 e l’abbattimento entro il 2050”, ha dichiarato Tassi, osservando che il comparto sta “investendo con più incisività” sui biofuel e carburanti a basso impatto. Tuttavia, “questa non è l’unica strategia possibile da adottare per rendere i voli più green e meno inquinanti”. In merito Tassi ha citato lo sviluppo da parte di Enav del rivoluzionario progetto Free Route che consente ad aerei con volano sopra i 9 mila metri di effettuare un percorso diretto senza dover seguire le autostrade del cielo, consentendo di ridurre di 163 milioni di chili il consumo di carburante e una riduzione della CO2 di 512 milioni di chili.

Da parte sua Marina Barbanti, direttore generale di Unem (Unione Energie per la Mobilità) ha sottolineato la necessità di avere una “visione strategica complessiva” quando si parla di transizione. “Le misure previste nel Pnrr sono parziali, limitate e rischiano di essere inefficaci per raggiungere gli obiettivi”, ha osservato Barbanti accogliendo tuttavia in modo positivo gli interventi del Piano. “Gli interventi fatti mirati, ma non tengono conto dalla situazione da cui si parte”, ha aggiunto ricordato che in Italia la mobilità è alimentata al 90 per cento da fonti fossili su cui gravita un interno sistema produttivo e distributivo. “È importante promuovere le nuove tecnologie ma è anche importante consentire un’evoluzione di quelle esistenti”, ha aggiunto, sottolineando che Unem ha presentato al governo una serie di linee progettuali che partivano dalla valorizzazione delle attuali infrastrutture promuovendo carburanti low carbon, senza però aver un riscontro. “L’auspicio è che le tecnologie dimenticate possano essere ricomprese nei successivi strumenti paralleli e che vengano individuate risorse per il loro sviluppo e la riconversione dei sistemi produttivi e distributivi”, ha concluso.

Sulla medesima linea anche il presidente di Assocostieri Diamante Menale, il quale ha sottolineato la necessità di salvaguardare la filiera industriale, ricordando il contributo di prodotti come i biocarburanti, il Gnl o il bio-Gnl. “Noi siamo da sempre attenti alle tematiche ambientali”, ha dichiarato Menale, secondo cui “non ci può essere transizione energetica senza tener conto dei prodotti gassosi che danno un contributo notevole alla transizione”.

Il deputato Guido Germano Pettarin, membro della commissione Bilancio, tesoro e programmazione ha posto l’accento sulla necessità per l’Italia rispettare le tempistiche del Pnrr mettendo in campo tutte le risorse entro il 2025 e aver effettuato la rendicontazione entro il 2026. Secondo Pettarin, energia e mobilità sono elementi strettamente collegati che vanno affrontati nella medesima modalità con rapidità. Nel suo intervento, il deputato ha ricordato come a livello europeo si sta cercando di trovare linee comuni su mix energetico e tassonomia che ad oggi sono ancora differenti da Paese a Paese. “Quadro ci porta senza alcun dubbio a dover lavorare insieme di più facendo in modo che i singoli Paesi e Ue operino come un’unica realtà per mettere a fattore comune le forze per affrontare debolezze”, ha dichiarato.

Da parte sua la senatrice Tatjana Rojc ha voluto ricordare che “una transizione di queste proporzioni deve essere intesa come una ridefinizione di ampi segmenti della società, quindi dai fornitori alle imprese ai lavoratori ai distributori, che saranno messi di fronte a qualcosa di epocale”. Dunque “nessun approccio semplicistico, ma un progetto per fasi chiare e concordate con tutti gli attori”. Soffermandosi sul settore del gas, la senatrice, membro della commissione Affari esteri, ha ribadito che “la questione dell’energia, oggi in particolare, coinvolge in maniera importante anche la politica estera del nostro Paese”. Tracciato un quadro sul “rafforzato protagonismo della Russia”, le recentissime sanzioni Usa contro Nord Stream 2, le tensioni tra la Polonia e la Bielorussia e le “ambizioni espansionistiche” della Turchia nel Mediterraneo orientale e in Libia, Rojc ha indicato come “l’intreccio tra oil&gas, fenomeno delle migrazioni e politica estera chieda prese di posizione chiare, coerenti e conseguenti”.

Sul tema del Pnrr e Fit for 55 la posizione Federchimica-Assogasliquidi è che i prodotti della filiera rappresentata dai gas liquefatti debbano e possano essere parte della soluzione del problema della decarbonizzazione, che non può essere realizzata soltanto attraverso una sola fonte energetica. Per Silvia Migliorini, direttore di Federchimica-Assogasliquidi servono “indicazioni chiare delle Istituzioni nazionali già dalla prossima Legge di Bilancio con apposite misure di supporto alla domanda ed un cambio di rotta in relazione a quanto oggi contenuto nel pacchetto ‘Fit for 55’, al fine di fornire chiari segnali alle imprese chiamate e pronte ad investire su soluzioni sempre più decarbonizzate”.

Il segretario generale di Assopetroli-Assoenergia, Sebastiano Gallitelli, ha invece espresso la sua preoccupazione per il pacchetto Fit for 55 in discussione nelle commissioni parlamentari, che indirettamente prevede nei prossimi anni l’esclusione del motore endotermico (alimentato a benzina e gasolio). “Per noi una minaccia che può rappresentare una deriva al mancato ammodernamento del comparto distributivo”, ha sottolineato. “Gli operatori rischiano di disinvestire e non mantenere più gli asset che hanno a disposizione”, ha aggiunto. “Dobbiamo tenere conto di questo e pretendere che si lavori verso una riorganizzazione e un ammodernamento organico e accompagnato attraverso interventi pubblici con regole chiare per dare un orizzonte sufficiente agli operatori per programmare i propri investimenti”, ha affermato Gallitelli.

Sull’importanza del Bio-metano nell’accompagnare la transizione e allo stesso tempo rispondere agli obiettivi dell’Unione europea si è soffermato il presidente di Assogasmetano, Flavio Merigo, il quale ha voluto far notare come tale risorsa non sia stata adeguatamente presa in considerazione per quanto riguarda la mobilità. “Chiediamo che ai veicoli alimentati a biometano sia riconosciuto Lo stato di veri veicoli a zero emissioni come avviene in Norvegia e Svezia”, ha osservato Merigo.

Secondo il presidente di Federmetano, Dante Natali, serve un lavoro coordinato su neutralità tecnologica e valore dei biocarburanti. Il presidente di Federmetano ha ricordato che il Pnrr nella sua prima versione non prevedeva il Bio-metano, ma in seguito ha stanziato circa 2 miliardi allo sviluppo della risorsa destinati al settore agricolo e non ai trasporti. “Riteniamo che il biometano sia un fonte energetica preziosa e vada usata nei settori dove l’elettrificazione è più complessa. Il nostro settore sta facendo il possibile ed è molto più avanti di altri nella sostituzione delle risorse fossili con quelle bio”, ha aggiunto, ricordando come la rete consti attualmente di 1.500 punti vendita riuscendo a coprire l’intero territorio nazionale. “Il nostro parere sul Pnrr è parzialmente positivo ci attendiamo da parte del governo un’attenzione diversa al nostro settore che sia adeguata anche al contributo che esso può dare in termini di riduzione delle emissioni”, ha dichiarato.