staffetta quotidianaDalla “Staffetta Quotidiana” riprendiamo l’indagine a un anno dall’avvio del “Dossier carburanti” curata da Giorgio Carlevaro e Gabriele Masini

Sono ormai quasi cento i marchi indipendenti presenti nella banca dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del ministero dello Sviluppo economico. E oltre 3.700 i punti vendita etichettati come “pompe bianche”. Una denominazione in molti casi riduttiva per una realtà molto articolata che va dalla grande rete consortile al singolo punto vendita, con una grande diversificazione nell’offerta di servizi, nella qualità dei punti vendita e nelle modalità di approvvigionamento. Abbiamo fatto una prima mappatura del fenomeno, grazie ai dati raccolti dall’Osservatorio prezzi carburanti del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati tutte le mattine nel Dossier carburanti della Staffetta a partire da un anno fa.

Le benzine sono tutte uguali?

Pur allettati dai bassi prezzi, una delle domande che molti automobilisti cominciano a porsi di fronte al proliferare sulle strade di nuovi marchi di carburanti è chi c’è dietro e se sono affidabili. Va bene che i prezzi siano bassi, ma se poi la qualità di quello che viene messo nel motore fosse scadente e non ci sono garanzie sulla provenienza, sul controllo del volume erogato, ecc. il gioco può non valere la candela.
Torna in un certo modo di attualità il motto che girava negli anni ’50 e ’60, quando i marchi si contavano sulle punte delle dita e non c’era concorrenza sui prezzi perché erano fissati dal Cip ed erano tutti uguali e perciò le compagnie si rifacevano cercando di inculcare negli automobilisti la tesi che “le benzine non sono tutte uguali” e che “la mia è più speciale delle altre”. A colpi di pubblicità da quella dell’Agip “Supercortemaggiore, la potente benzina italiana” (1952), subito contestata proprio per i dubbi sulla sua provenienza domestica, a quelle della Esso “Metti un tigre nel motore” (1966) e “Esso il supercarburante antistalling” (1953), dell’Api “con Api si vola”, della Total ”un pieno di slancio, un pieno di vita, un pieno superTotal” (1964) della Fina “Motofina, la miscela che pulisce il motore” (1956), della Erg “Una benzina famosa, oggi diventa super”, della Shell sulla supremazia dei suoi prodotti (1953).
Uno slogan, quello che “le benzine non sono tutte uguali”, rispolverato dall’Agip Petroli di Pasquale De Vita quando dalla metà degli anni ’80 prende in contropiede la concorrenza puntando sulla riduzione anticipata del contenuto di piombo, o meglio di benzene, prima nel gasolio (1986) e poi nella benzina (1994).
Dalla metà degli anni ’90, dopo la liberalizzazione dei prezzi, la concorrenza si sposta invece sul fronte prezzi a botte di “scontoni”. Fino all’avvento dei retisti indipendenti, della moltiplicazione delle sigle, dei prezzi stracciati grazie anche a forme più o meno spinte di illegalità. E’ storia dei nostri giorni.
E qui fa capolino di nuovo il problema della qualità. Non solo a livello di compagnie (v. nuovo ecodiesel Eni), ma anche di alcuni retisti che vogliono in qualche modo distinguersi dalla massa anonima e rispondere alla domanda del “chi c’è dietro” (vedi pubblicità alla radio del marchio Costantin). Quanto mai opportuno quindi fare il punto sulla base dei dati raccolti dal Mise, dando per ogni marchio i dati, ove disponibili, sui titolari, sul numero di impianti, sulla localizzazione, sulle basi di rifornimento presumibili, ecc.

La galassia degli indipendenti

proietti2Da Benza a Nonna Isa, da PFM a Big. Con le liberalizzazioni avviate a partire dal 2005, il settore della distribuzione carburanti ha conosciuto un fiorire di iniziative e di marchi indipendenti. Si tratta sia di nuove iniziative imprenditoriali che, più spesso, di operatori storici che hanno deciso di entrare sul mercato con un volto proprio, abbandonando il convenzionamento con le società petrolifere integrate.
Una realtà “polverizzata” come l’ha definita il presidente dell’Unione Petrolifera Claudio Spinaci, che male si presta a un’etichettatura generica sotto la rubrica “pompe bianche”. Nella banca dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del ministero dello Sviluppo economico in funzione da un anno sono registrati oltre 3.700 punti vendita con marchio diverso da quelli delle società petrolifere integrate verticalmente. Di questi, oltre 2.700 sono ancora anonimi, nel senso che il gestore non ha ancora comunicato al ministero il marchio che sventola sul punto vendita. Gli altri mille sono suddivisi in 83 marchi più o meno grandi, oltre ai quattro della grande distribuzione organizzata. Si va da marchi con un solo punto vendita a vere e proprie reti diffuse su gran parte del territorio nazionale. con caratteristiche quindi molto diverse quanto all’organizzazione, alla politica commerciale, agli approvvigionamenti.
Se dunque un tempo, quando appunto i marchi si contavano sulle dita delle mani, si diceva che “le benzine non sono tutte uguali” – una realtà valida tuttora – oggi, con quasi cento marchi registrati all’Osservaprezzi, si può dire che i benzinai non sono tutti uguali. E che anche le “pompe bianche” non sono tutte uguali. E che conoscere il proprio benzinaio, la sua storia, le sue fonti di approvvigionamento, le sue pratiche commerciali, rappresenta una garanzia in un settore delicato e strategico come quello della distribuzione.
Proprio per questo sono sempre più numerosi gli operatori che sottolineano la propria differenza rispetto alla generica “pompa bianca”. In un momento in cui la concorrenza ha assottigliato di molto le differenze di prezzo, e quindi la possibilità di usare il pricing come elemento centrale della politica commerciale, la qualità, il servizio e l’affidabilità tornano a essere elementi centrali per il successo di un’iniziativa imprenditoriale. E l’immagine della semplice “pompa bianca” rischia di non essere adatta al nuovo contesto. Un contesto in cui la reputazione è sempre più importante, per la presenza sempre più diffusa di fenomeni di illegalità. Anche perché chi ha un’immagine, una reputazione e una storia imprenditoriale da difendere non la mette a repentaglio per spuntare uno sconto di qualche millesimo con metodi illeciti.
Abbiamo così provato a fare una prima mappatura del fenomeno dei marchi indipendenti, attingendo alle elaborazioni quotidiane della Staffetta sui dati dell’Osservaprezzi. Mappatura necessariamente incompleta perché i numeri dell’Osservatorio non sono necessariamente ed esattamente quelli della situazione reale, visto che non tutti gli operatori hanno ancora comunicato con completezza i dati relativi alle rispettive reti. Ma sicuramente si tratta di una fotografia interessante, che ci aiuta anche a capire da dove vengono le pompe bianche, una “innovazione” che spesso ha radici molto antiche.
Per motivi di spazio abbiamo fatto una rassegna sui marchi presenti su più di dieci punti vendita, con l’aggiunta di alcuni “ripescati” per motivi particolari.

Le reti più grandi (major a parte)

Retitalia. Società nata nel 2005 da 15 retisti che tentarono la “scalata” alla IP, poi venduta dall’Agip all’Api. Guidata da Marcello Lanzafame, dispone di circa 700 impianti di proprietà dei 15 soci. Nel 2014 il passaggio dal convenzionamento con IP a quello con Esso e il lancio del marchio proprio.

Costantin. Azienda nata nel 1967 con l’extrarete. Negli anni ’80 entra nel settore del Gpl combustione. Nel 2006 la rete carburanti. Dispone di 56 punti vendita tra Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Approvvigionamenti da tutti i depositi dell’area (Marghera, Visco, Ravenna, Cremona, Mantova). Ha una carta carburanti propria. Dal 2007 è partita una campagna promozionale con spot su Radio 24, la radio del Sole 24 Ore.

Giap. Marchio siciliano del Gruppo Minardo, attivo anche nella finanza, nell’editoria e nel turismo, proprietario di oltre 200 punti vendita, soprattutto in Sicilia.

SP Energia Siciliana. Il gruppo catanese di Sebastiano Pappalardo. È sponsor del Catania Calcio.

San Marco Petroli Distribuzione. Costola della San Marco Petroli, titolare di un deposito costiero a Marghera e fornitore storico delle “pompe bianche” del Veneto. Nata a seguito dell’acquisizione da parte di Smp della rete Omv in Italia. Conta una novantina di punti vendita.

Ego. Come per Retitalia si tratta di un marchio “consortile”: dodici operatori, il principale dei quali è la Scat del vice presidente di Assopetroli Andrea Salsi. Nasce nel 2008.

Enerpetroli. Marchio indipendente storico, nato nel 1988 e presente in Italia centrale.

Loro. Azienda di Vicenza nata nel 1932. Dal 2000 sulla rete stradale con marchio proprio.

Oil Italia. Società bellunese attiva da oltre 50 anni. Marchio presente sulla rete dal 2004. Ha depositi commerciali propri.

ICM. Azienda di Orvieto.

Sia Fuel. Azienda nata nel 1996 dalla collaborazione tra Sia e Beta Petroli, attive nella progettazione, costruzione e gestione di stazioni di servizio. Dal 2010 su 70 punti vendita, ne ha acquisiti 18 nel 2015

Socogas. Azienda fondata nel 1967 da Renzo Zucchi, dapprima attiva nel settore Gpl, poi nella vendita carburanti.

Noaloil. Azienda veneziana fondata nel 1971, attiva prima in extrarete e poi sulla rete. probabilmente il primo marchio indipendente. Ha un deposito a Noale.

Aquila. Società fiorentina.

Energyca. Marchio della Carlo Aliprandi Carburanti Srl, di proprietà della famiglia Vazzoler, attiva nel settore petrolifero da fine ‘800. il marchio nasce nel 2007.

Fiamma 2000. Azienda nata nel 1971 nel settore del Gpl.

AF Petroli. Azienda padovana, titolare di 5 depositi, presente sulla rete dal 2001. Opera anche nella commercializzazione e distribuzione di gas metano ed energia elettrica in rete e nella logistica. Dal 2010 acquista parte del proprio fabbisogno via nave con l’attività di trading.

Dill’s. azienda barese del gruppo Dilella Invest. Ha anche un marchio della ristorazione (MyDill’s). Sponsor del Bari Calcio.

7-Sette. Marchio della famiglia Turriziani da oltre 50 anni nel settore petrolifero. Carta carburanti, campagne premi. Sponsor del Frosinone Calcio.

TaOil. Marchio siciliano dei fratelli Tantaro, attivi nel settore dal 1964. Dispone di due depositi.

Camer. Società attiva dal 1970, dispone di un deposito a Lecce.

GNP. Azienda del Triveneto nata nel 2005 per iniziativa della Angeli Srl di Borgo Valsugana (TN) e della F.lli Lazzarotto Combustibili Srl di Bassano del Grappa (VI), entrambe attive da oltre 40 anni.

EOS. La vecchia Erg Oil Sicilia, venduta nel 2014 alla Grs Petroli.

PetrolGamma. Azienda attiva in centro Italia, oltre che nella distribuzione, anche nella realizzazione di stazioni di servizio.

Euroself. Il marchio ghost della Scat, nasce nel 2012.

Vega. Il marchio creato da Elisabetta Vianello nel 2009 a partire da un gruppo di aziende attive nel settore dagli anni ‘60.

MYOil. Il marchio aziendale di Andrea Rossetti, presidente di Assopetroli.

Cancellieri Carburanti. Gestori di un punto vendita Agip in provincia di Viterbo dagli anni ‘50, i fratelli Cancellieri fondarono la società negli anni ’60, tra le prime a esporre un marchio proprio all’inizio degli anni ‘90. Dispone di un deposito commerciale.

I marchi indipendenti più piccoli

Euroself, Gep Carburanti, Benza (9), Som/Omv, Bertelli Carburanti, Win (8), Kostner, D’Amico, Ernesto Rondini, Major (7), DIS-CAR, SACED (6), Beneco, CP, Ratti (5), Firmin, Energy Rete, Eurfuel, Bogoni, Perin (4), Blanco petroli, Sodigas, Atras Montalti, Energia Fluida, Zannoni, Delta energy, Amoil, Cucagas, Dall’Aglio, MOVE 2 (3), ADN Petroli, Eco Fuel, Petrol Fuel, MC petroli, Simeone Carburanti, Canestrelli Petroli, Xoil (2), Kelder, CarbonOil, 78, Metano Spilamberto, BIG, Men8, Mesu e Rios, NonnaIsa Station, Fuel99, Harpoil, Argentario Carburanti, Economy, Italia Carburanti, Cristoforetti, AG energy, BluPark, Energy Station, PFM (1).
*) Tutti i numeri si riferiscono ai punti vendita registrati con il rispettivo marchio presso la banca dati dell’Osservaprezzi Carburanti del ministero dello Sviluppo economico e quindi non necessariamente rispecchiano l’effettiva consistenza delle reti.