maizza-oriettaStato dell’arte, effetti tangibili e prossimi obiettivi dell’Osservatorio prezzi carburanti del ministero dello Sviluppo economico. Ne parla la responsabile del servizio Orietta Maizza, che svolgerà una relazione sul tema a Oil&nonoil nell’ambito del convegno “I nuovi retisti e il futuro della rete: adeguarsi alla trasformazione” in calendario il 12 ottobre

Può fornirci una valutazione sull’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del ministero? Sta funzionando come previsto?

L’Osservatorio prezzi carburanti è stato introdotto normativamente nel nostro Paese come strumento di trasparenza per consentire ai consumatori di consultare e comparare agevolmente i prezzi praticati dei carburanti e consentire loro, quindi, scelte più consapevoli. Dal punto di vista tecnico siamo alla versione 2.0, per così dire, dopo una prima versione che era stata sviluppata nella fase sperimentale in cui l’obbligo di comunicazione dei prezzi era in vigore per i soli impianti autostradali e ad oggi siamo a pieno regime nel funzionamento della piattaforma con più di 20.000 impianti registrati che comunicano i prezzi e il perfezionamento delle modalità di ricerca utilizzabili dai consumatori, modalità di ricerca che consentono di consultare e comparare i prezzi sulla base di una pluralità di ricerche personalizzabili su base geografica, di percorso.

Ci indica alcuni effetti positivi ed eventuali disfunzioni?

Voglio ricordare che non siamo l’unico Paese in Europa ad avere un simile strumento, ma da noi la complicazione deriva dal fatto di avere una vastissima rete di impianti, nettamente superiore, ad esempio, a quella tedesca che ne conta circa 13-14.000 e che pure come Paese avrebbe un’estensione territoriale e una popolazione superiore alla nostra. Voglio anche ricordare che nel momento in cui è stato introdotto l’obbligo per i gestori di comunicare i prezzi al Ministero esistevano esperienze (più o meno) spontanee di community di utenti che si erano organizzati per comunicarsi tra di loro i prezzi, ma questi aggiornamenti erano legati, diciamo così, alla casualità. Il passo avanti che i consumatori hanno fatto con l’Osservatorio prezzi carburanti è poter contare su certezza di aggiornamento delle informazioni in base a regole chiare e sapere che possono segnalare (in particolare ai Comuni territorialmente competenti) gli impianti inadempienti che possono essere sanzionati per non aver comunicato i prezzi all’Osservatorio. Inoltre, da quando abbiamo iniziato la pubblicazione dei dati anche in formato riutilizzabile da terzi stiamo vedendo anche un uso crescente delle informazioni che raccogliamo sia per finalità di analisi statistiche, sia per sviluppare nuovi siti, sia per nuove App anche per sistemi operativi Open source.

Oltre che ai consumatori, ritiene che questo strumento sia utile anche al ministero per analizzare meglio e proporre specifici interventi?

Le informazioni che raccogliamo, soprattutto con l’iniziativa che abbiamo avviato dallo scorso anno, consentendo la personalizzazione del logo per le cosiddette pompe bianche, stanno iniziando a dare un quadro interessante in una fase di trasformazione della rete di distribuzione dei carburanti. Inoltre, per quanto riguarda ulteriori interventi, attualmente è in discussione al Senato il disegno di legge concorrenza che prevede tra l’altro la creazione di un’anagrafe unica degli impianti di carburante a partire dalla banca dati dell’Osservatorio carburanti e che dovrebbe ulteriormente contribuire al processo di razionalizzazione della rete.

Ci sono allo studio idee per ampliare e migliorare il servizio?

Riteniamo che al momento l’Osservatorio abbia raggiunto un buon grado di funzionamento e i miglioramenti cui puntiamo sono quelli relativi a un aggiornamento sempre più tempestivo e completo dei prezzi, motivo per cui abbiamo realizzato dei meccanismi di semplificazione delle comunicazioni da parte dei gestori che speriamo continuino a diffondersi. Infatti, quanto più è semplice per i gestori la trasmissione dei prezzi, tanto più i consumatori possono fruire di informazioni sempre aggiornate. Per questo stiamo puntando soprattutto sulla diffusione delle trasmissioni massive dei prezzi per i soggetti che gestiscono una pluralità di impianti e cerchiamo di diffondere la conoscenza della possibilità di integrare nei software di gestione degli impianti la trasmissione automaticamente dei prezzi al Ministero nel momento in cui i prezzi stessi  vengono modificati alla pompa, sul cartellone elettronico o in altri strumenti utilizzati sulla piazzola.

L’Osservatorio ha reso ancora più evidente che ormai la rete è costellata di prezzi diversissimi tra loro. A influire vari fattori tra cui la differenza tra self e servito, tra aree geografiche e tra rete ordinaria e autostrade. Dunque la concorrenza funziona?

La varietà dei prezzi possiamo in parte leggerla anche andando in giro per strada, la facilità di consultazione ci mette in grado di quantificare meglio e analizzare “più scientificamente” direi tali differenze.

Possono esserci diverse ragioni oggettive che incidono sui prezzi offerti presso un punto vendita e sta al consumatore, dall’altra parte, scegliere dove fare rifornimento. E’ il diverso orientamento della domanda che in prima battuta dovrebbe far sì che le differenze riflettano solo ed esclusivamente ragioni oggettive e non altro, ma non sempre le scelte dei consumatori si basano sul minor prezzo possibile, entrano in gioco anche altre valutazioni nella definizione delle preferenze.

Secondo i sindacati dei gestori, tuttavia, c’è anche un problema di “discriminazione”: spesso prezzi tanto diversi sono dovuti al fatto che i vari operatori hanno diverse condizioni di acquisto. Questa, dicono, non è vera concorrenza…

L’operazione di trasparenza che da più di un anno abbiamo messo in campo attraverso la pubblicazione dei prezzi anche in formato aperto (open data) può essere in parte di ausilio a leggere anche altre dinamiche che però risiedono in modelli organizzativi e rapporti contrattuali che vanno al di là delle finalità per cui è stato istituito l’Osservatorio prezzi carburanti. In ogni caso la finestra di trasparenza che l’Osservatorio consente di avere sul segmento finale della filiera della distribuzione insieme alle trasformazioni che si prevedono per quello che sarà il mercato all’ingrosso dei carburanti contribuiranno a stimolare anche nuovi assetti complessivi.