
18 maggio 2010
Non-oil: competitività e aggiornamento
Alcune riflessioni di Robert Onion, chairman della Circle, società londinese di marketing petrolifero, relative alla sua partecipazione a Oil&nonoil. Affascinato dal design degli autolavaggi
La visita a Oil&nonoil a Modena è stata l’occasione per acquisire una visione chiara del potenziale commerciale delle stazioni di servizio in Italia. Un bonus aggiuntivo e inatteso è stata la conoscenza intima della cultura italiana, antica, vecchia e moderna.
Come consulente (con base operativa a Londra) di design e marchio che si occupa di immagine commericale e aziendale, sono stato colpito dal genio e dalla passione italiani per il design e l’estetica dalle strutture, elaborate e spesso quasi scultoree, proposte dai produttori italiani di autolavaggi.
Sono rimasto stupito dall’apparente storia di amore che gli italiani hanno con queste macchine: un omaggio industriale all’igiene veicolare.
Questo la dice lunga a proposito dell’attaccamento che gli italiani hanno per le loro macchine. Questa idea è stata confermata dalla visita al museo della Ferrari a Maranello. Mi è stato detto, “Le Ferrari sono molto di più di automobili!” E’ vero. Queste macchine sono sculture cinetiche in rosso.
Come relatore al convegno “Quale shop e quale ristorazione per la rete ordinaria?”, sono stato invitato ad esprimere le mie opinione sul futuro del non-oil sulle stazioni di servizio in Italia. La sfida, dal mio punto di vista, è divisa in due: da una parte i gestori devono aumentare il loro reddito oltre i margini permessi dalla vendita del carburante, che peraltro è in costante diminuzione, dall’altra in un contesto di aumentata competitività devono tenersi aggiornati sulla costante evoluzione delle esigenze dei clienti.
Come consulenti di marchio, una delle nostre specialità a Circle è aiutare i nostri clienti far crescere i loro margini attraverso delle attività non-oil e crediamo profondamente che questo sarà la chiave per futuro sostenibile per la stazione italiana. Ovviamente le soluzioni non-oil devono essere di carattere tipicamente italiano, adatte alla ricca cultura locale e alle domande del consumatore italiano. Dopo la mia relazione, un pubblico informato e numeroso, chiaramente appassionato dal futuro della stazione di servizio in Italia, ha dato vita a un vivace dibattito.
Lascio la meravigliosa città di Modena con una visione più chiara della stazione di servizio italiana, arricchito da una esperienza meravigliosa che mi ha avvicinato alla cultura italiana. Vedo con piacere un ritorno alla fiera fra due anni, ma nel frattempo applicheremo le nostre nuovi intuizioni nell’aiutare i nostri clienti italiani a prepararsi per un futuro redittizio.
Robert Onion,
www.circlebrands.co.uk