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Tre risposte alla crisi dalla CAR CARE WORLD EXPO, Las Vegas - terza parte Continua il resoconto di Graham Hunt sulla Car Care World Expo.
Cosa può provocare l’ingresso del colosso Procter&Gamble nel mondo del lavaggio? Lo scorso anno in America i lunghi periodi pioggia avevano già fatto parlare di crisi
Sta per cambiare il carattere indipendente e familiare dell’autolavaggio americano? Una risposta assai controversa alla crisi offerta alla Car Care World Expo di Las Vegas, ed una che potrebbe cambiare per sempre il carattere imprenditoriale familiare e indipendente del settore autolavaggio in America è l’ingresso in questo molto frammentato mondo dei carwash di un gigante come la multinazionale Procter & Gamble.
La Procter & Gamble, la P&G, società di saponi, snack, e profumi nel 2008 ha fatturato la bellezza di 83 miliardi di dollari, +10% rispetto al 2007, +47% sul 2005. Per intenderci l’anno scorso ha fatturato più della Fiat.
La P&G detiene un centinaio di marchi famosissimi nel mondo intero, dello spessore di rasoi Braun e Gilette, profumi Lacoste, shampoo Pantene, snack Pringles, dentifrici Crest, pannolini Pampers, le scope Swiffer e i prodotti Mastrolindo per nominare forse quelli più conosciuti in Italia. Ed è quest’ultimo marchio, Mastrolindo, già straconosciuto, che la P&G vuole usare come bandiera di una loro catena nazionale di carwash, sviluppata in partneriato franchising. In America il genio dalla bottiglia “Mastrolindo” è conosciuto come “Mr. Clean”, Signor Pulito.
Mastrolindo sarà il McDonald’s dell’autolavaggio? Persone di spicco come Craig Burr, l’editore del mensile America’s Car Care Business, bofonchia che questo è un attacco al carattere indipendente del settore che non gioverà né agli utenti né agli operatori. Dice che sono già minacciati da Wal-Mart e adesso arriva questo. Burr ha l’incubo di un lavaggio low-cost stile fast-food a €1.50. Prevede che qualche operatore magari verrà attirato da una possibile buon uscita in questo tempo di magra ma che il successo di questi colossi sarebbe un danno per tutta l’industria. E si capisce che il loro potere contrattuale con i fornitori sarebbe mostruoso.
Fino ad adesso gli operatori dell’autolavaggio in America sono molto felici e frammentati, come in Italia, ma questa situazione è destinata per forza a cambiare? Ci sono degli esperti che dicono di si, inevitabilmente. Forse la recessione darà un’accelerata.
C’è chi commenta che McDonald’s non ha distrutto il mercato per i ristoranti, ma c’è chi ribatte: “si, ma, nel nostro settore vendiamo tutti quanti gli stessi hamburger”.
Un bell’argomento per un prossimo convegno
Il guadagno di un autolavaggista è come quello di un agricoltore: tutti e due dipendono molto dal meteo “Ma anche prima della crisi,” ha raccontato Greg Byler, un operatore del Mid-West con due tunnel, “c’erano difficoltà. Il 2008 è stato un anno molto difficile. Nei primi tre mesi dello scorso anno abbiamo avuto la pioggia che in genere cade in un anno. E incredibilmente non era finito. In giugno e luglio ci sono state ancora piogge record. Prima che arrivasse la crisi, il meteo aveva indebolito già per conto suo gli operatori dell’ autolavaggio, almeno nel mio Stato, il Missouri”
Nella nostra prossima puntata, Greg ci darà la sua ricetta contro la crisi.
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