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17 gennaio 2012
OMV: RIEQUILIBRIO STRATEGICO
Più upstream, più gas, meno rete: queste le scelte strategiche di OMV.
Il management della società austriaca vede la stazione del futuro come un centro servizi multifunzionale per veicoli e persone.
Con un fatturato di 23,32 miliardi di euro e oltre 30.500 dipendenti, OMV è una delle più grandi società austriache. E’ attiva nell'estrazione di prodotti petroliferi e nella distribuzione dei carburanti. Ha una capacità di raffinazione di 22,3 milioni di tonnellate e ha stazioni di distribuzione in 13 paesi (la foto che illustra l'articolo è di una stazione PetrolOfisi, marchio con cui Omv opera in Turchia).
Gli operatori italiani collegano OMV all'uscita dalla rete nazionale dei carburanti con la cessione delle suestazioni di servizio a Petroli San Marco e alla cessione a Mol delle quote della raffineria Ies di Mantova. Quali sono le caratteristiche principali della società che opera comunque su molti mercati europei?
OMV è un'azienda oil&gas integrata e internazionale, attiva in più di 30 paesi in tutto il mondo, con circa 30.500 dipendenti. L'attività di OMV è divisa in tre filoni principali: Exploration & Production (E&P), Gas &Power (G&P), Refining& Marketing (R&M), che include anche i prodotti petrolchimici.
E&P è il principale vettore di crescita di OMV; l'azienda destinerà a esso circa due terzi dei suoi futuri investimenti con l'obiettivo di aumentare la produzione e le riserve di base. Le zone su cui si concentreranno gli sforzi saranno il Caspio, il Medio Oriente e l'Africa.
Nel 2010 la Business&Marketing OMV gestiva un network di 4.700 stazioni di servizio con diversi brand OMV, Avanti, Petrom e PetrolOfisi. Inoltre la società possiede 4 raffinerie.
OMV ha intrapreso un'ampia revisione della propria strategia che prevede la focalizzazione sull'up-stream e sul gas e un aumento dei profitti. Il peso relativo del downstream verrà ridotto ed è stato avviato un programma di analisi della performance che ha l'obiettivo di accrescere il rendimento e migliorare la competitività.
Dopo la cessione della rete italiana sono state adottate analoghe soluzioni in Austria e Germania, inoltre, recentemente, è stata annunciata una forte riduzione dell'impegno in ambito Refining&Marketing.
Ci sono mercati in cui prevedete di continuare a gestire la vostra rete distributiva dei carburanti? Quali sono i vostri obiettivi a lungo termine?
In linea con la nuova strategia, OMV sta valutando la possibilità di vendere la rete commerciale retail in Croazia (OMV Hrvatskad.o.o) e in Bosnia Erzegovina (OMV BH d.o.o) (vendita avvenuta quando già era sta concessa l'intervista, ndr). Ciò significherebbe un ritiro totale da entrambi i paesi. OMV continuerà a operare e a concentrarsi su mercati che consentono l'integrazione a monte della rete commerciale e retail.
Croazia e Bosnia Erzegovina non garantiscono questa integrazione. Attualmente OMV Hrvatska (Croazia) ha una quota di mercato attorno al 13% (63 stazioni di servizio) mentre in Bosnia Erzegovina lo share detenuto è attorno all'8% (28 stazioni di servizio).
Iniziative come le vostre sembrano interessare anche i grandi gruppi (per esempio, Esso cerca soluzioni per una diversa gestione della rete e Shell annuncia un crescente interesse nell'estrazione e commercializzazione del gas naturale), secondo lei, voi state anticipando, per intuito e struttura più leggera, scelte che diventeranno comuni nei prossimi anni?
Per una questione di principio non commentiamo le scelte strategiche di altre aziende del settore.
Quali soggetti potrebbero in futuro fare del downstream il proprio core business? Esiste in Europa e fuori dell'Europa un modello che prefigura la struttura della rete distributiva del futuro?
La competizione continuerà a crescere. Chi opera nel mercato retail deve differenziarsi. Le stazioni di servizio di OMV si concentrano sul servizio e sulla posizione geografica.
Omv ritiene che i buyer continueranno ad avere le medesime dimensioni in Croazia e Bosnia Erzegovina.
Cosa potrà rendere appetibile l'attività di downstream? Le attività collaterali, il presidio commerciale di aree in cui sviluppare altre attività economiche?
Riteniamo che una stazione di servizio possa attirare più clienti offrendo più del semplice carburante e diventando piuttosto un centro servizi multifunzionale per veicoli e persone. Ai nostri clienti non offriamo solo carburanti e lubrificanti, autolavaggio, bevande e snack, ma anche una vasta gamma di servizi che varia da paese a paese e che può includere la presenza di una banca, di un'assicurazione, di un ufficio postale, di una biglietteria per eventi e concerti.
Vi immaginate un modello di stazione di servizio del futuro?
Riteniamo che in futuro i servizi all'automobilista diventeranno sempre più importanti. Per questo stiamo già mettendo in atto questa strategia.
Sarà il metano la fonte energetica prevalente tra alcuni decenni? O ritenete che emergerà qualche altra fonte energetica? Il gas per autotrazione ha un peso rilevante tra le vostre vendite di gas?
Il gas naturale diventerà la prima fonte di energia in Europa. A differenza del petrolio, il gas necessita di un'integrazione a livello regionale che vada dalla produzione al mercato utilizzando diverse reti di trasporto e distribuzione.
OMV espanderà la propria attività lungo tutta la catena di produzione/distribuzione del gas.
Convoglieremo parte della nostra produzione verso nuove centrali elettriche alimentate a gas.
L'area Exploration&Production sfrutterà nuovi giacimenti di gas nel Caspio, nel Medio Oriente e in Africa integrandosi con la strategia di mercato del segmento Gas&Power.
Il progetto Nabucco continuerà ad avere un ruolo chiave per OMV e alimenterà l'offerta di gas dell'Europa nel medio/lungo termine.
OMV ha una posizione ideale per sfruttare il valore del gasdotto Nabucco che si snoda dai mercati più importanti per OMV (Turchia e Romania) fino alla nostra piattaforma di Baumgarten in Austria.
*** La OMV ha chiesto che l'intervista sia presentata come il risultato di “dichiarazioni ufficiali”.
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