I vigili hanno il compito di verificare sttimanalmente che i prezzi di vendita corrispondano a quelli comunicati all’Osservatorio prezzi dei carburanti del ministero dello Sviluppo economico. Su segnalazione dei cittadini, scoperti tre casi di prezzi di vendita superiori a quelli dichiarati

I vigili del Comune (di Milano,ndr), nei mesi di luglio, agosto e settembre, in concomitanza con le partenze per le ferie, hanno dato il via a una serie di controlli sulle tariffe dei benzinai presenti in città.

L’Annonaria ha cominciato a verificare che i prezzi esposti dai distributori siano uguali a quelli che, per legge, i gestori delle pompe sono obbligati a comunicare all’Osservatorio prezzi dei carburanti del ministero dello Sviluppo economico: tariffe che sono facilmente controllabili da chiunque sul sito www.carburanti.mise.gov.it. Qual è il rischio? Secondo i vigili “è evidente la necessità di tutelare i consumatori accertando eventuali discrepanze tra prezzi esposti alla pompa e quelli comunicati – scrive il commissario Matteo Di Francesco responsabile dell’Annonaria – per questo abbiamo predisposto, con cadenza settimanale un equipaggio composto da due vigili del nucleo tutela del consumatore, dotati di tablet, che verificano presso i singoli impianti la corrispondenza dei prezzi”.

Finora sono stati tre i casi in cui i benzinai sono stati beccati a falsare le tariffe, tutte segnalazioni arrivate dai cittadini che avevano controllato sul sito i prezzi e che poi al momento di fare il pieno si sono accorti che in realtà il costo al litro era molto più alto di quanto visto online. Per i gestori è scattata una multa con cifre che dai 500 ai 3mila euro. “Si tratta di un progetto mirato sui mesi estivi – ha spiegato l’assessore al commercio Cristina Tajani – quelli tradizionalmente più a rischio per l’aumento delle partenze e della domanda. L’obiettivo è prevenire truffe o inadempienze, tutelando allo stesso tempo i consumatori e i cittadini, ma anche gli esercizi che rispettano le regole della concorrenza sleale”.

Il portale – su cui si trovano aggiornati quotidianamente tutti i prezzi, strada per strada – è nato per dare agli automobilisti la possibilità di rintracciare i distributori più convenienti su tutto il territorio e quindi di poter risparmiare qualcosa sul pieno. “Il problema dei furbetti esiste, ma è legato in particolare a quegli impianti che non si affiancano a società di alto livello e che definiamo free lance – dice Giancarlo Di Fede, presidente della Faib Milano, Lodi, Monza e Brianza, l’associazione di categoria che aderisce a Confesercenti – . Questi episodi si verificano nelle pompe bianche o nei distributori dai marchi poco credibili. Al di là di tutte le polemiche che ci sono sui prezzi, le grandi compagnie in realtà sono molto attente alla tutela del consumatore, per questo hanno sensibilizzato molto i gestori delle pompe affinché siano più attenti e non commettano errori”. I distributori che si riforniscono direttamente dal grossista sono in crescita e a Milano rappresentano circa il 6 per cento di tutte le pompe. Un fenomeno in aumento per effetto delle recenti liberalizzazioni. “Sembrano un vantaggio per i consumatori, ma in realtà non è così” aggiunge Di Fede.

Sul tema del controllo dei prezzi sono in prima linea anche le associazioni dei consumatori che da sempre chiedono verifiche sulle pompe. “È chiaro che questi episodi potrebbero rappresentare anche delle ipotesi di reato – dice Massimiliano Dona, segretario dell’Unione nazionale consumatori – chiederemo ai vigili dell’Annonaria di segnalare questi casi anche alla Procura della Repubblica. Se la comunicazione obbligatoria delle tariffe è fatta nel nome della trasparenza del prezzo e poi i dati sono falsi, è evidente che qualcosa in questo meccanismo non va”.

Fonte: Repubblica Milano