Diego Valsecchi, direttore commerciale di Veronafiere, sottolinea gli elementi di forza della manifestazione (Roma, Palazzo dei Congressi, 11-12 ottobre) e indica le direttrici di sviluppo. Forte e immediata la risposta degli espositori. Si punta su un intenso programma di convegni, seminari e workshop.

 

 L’11 e 12 ottobre prossimo Oil&nonoil-S&TC torna a Roma per la sua 12esima edizione. Dopo il successo del 2015 al Palazzo dei Congressi della Capitale, confermato dall’edizione veronese dello scorso anno, quali risultati vi attendete?

Oil&nonoil-S&TC è l’unica fiera italiana dedicata alla filiera della commercializzazione dei carburanti e dei combustibili, con una particolare attenzione alla rete distributiva della viabilità.

Nonostante il perdurare delle generali difficoltà del settore, la manifestazione ha confermato buoni risultati sia con l’ultima edizione di Roma nel 2015 che con quella di Verona dell’ottobre dello scorso anno.

Tra i punti di forza di Oil&nonoil c’è, senza dubbio, l’attenzione ai cambiamenti profondi del settore, alle scelte delle associazioni che rappresentano il frastagliato mondo che lavora, investe e progetta nella lunga e complessa filiera del down stream. Grazie al dialogo con gli operatori e alla attenta lettura delle dinamiche del settore non siamo stati sorpresi dalla crescita del ruolo degli imprenditori indipendenti che da alcuni anni sono i soggetti che guidano i cambiamenti della rete.

Oil&nonoil nel 2008 ha sviluppato uno specifico segmento dedicato ai carburanti alternativi, in particolare al metano compresso, senza mai perdere l’attenzione per il Gpl, il GNL, l’elettrico… Consideriamo la manifestazione un momento di confronto tra i diversi operatori e fra questi e le istituzioni.

Teniamo il passo del settore, ma abbiamo gli occhi puntati sul futuro, vogliamo essere la vera grande piazza in cui domanda di tecnologia e offerta di innovazione si incontrano e creano progetti di utilità generale.

 

Quali sono le parole chiave di questa edizione?

Le keyword sono tante perché il settore sui cui si focalizza Oil&nonoil è molto articolato. Ogni segmento della manifestazione ha elementi emergenti, ma credo che il nostro pay-off contenga i solidi elementi trainanti del nostro progetto: energie, carburanti, servizi, mobilità. Ogni termine svela progetti, acquisizioni normative, anche attese, tutto si intreccia con questioni che ormai travalicano le scelte nazionali.

 

 Ad un mese dal lancio della manifestazione registrate concreti segnali di interesse?

La risposta degli espositori è stata pronta e decisa: molte aziende dell’edizione 2015 hanno opzionato immediatamente il proprio spazio e anche nuove realtà hanno dimostrato interesse ad esporre. Con questo ritmo raggiungeremo presto la copertura totale dell’area espositiva.

Quello che ci fa particolarmente piacere è che la risposta sia venuta da tutti i segmenti commerciali della filiera distributiva dei carburanti e dei servizi che la completano. Anche le associazioni di settore hanno concesso prontamente il loro patrocinio. Mi piace sottolineare che la concessione del patrocinio a Oil&nonoil non è un atto formale e rituale, ma rappresenta piuttosto un reale coinvolgimento che si sviluppa in incontri, suggerimenti, promozioni, collaborazione nella scelta dei temi dei convegni e partecipazione di relatori di alto livello.

Questo trend ci rende ancora più convinti di poter registrare ottimi risultati nel Palazzo dei Congressi. Onestamente la sede prestigiosa e apprezzata per la collocazione nel cuore dell’oil district italiano ha spazi limitati rispetto alle potenzialità della fiera. Noi contiamo di avere più espositori  (104 nel 2015) e più visitatori (2300 nel 2015). Siamo persuasi che sarà anche confermata la qualità dei visitatori, in genere dotati di ampia autonomia e poteri decisionali.

 

 Lei ha citato che nel pay-off della manifestazione c’è un chiaro riferimento alla mobilità: quali sono gli elementi forti per sostenere la vostra azione indirizzata a portare l’attenzione della manifestazione e per la manifestazione oltre il mero tema della distribuzione dei carburanti?

Oil&nonoil S&TC è il punto di riferimento per il mondo della distribuzione carburanti tradizionali, ma, come ho detto, da anni abbraccia anche le energie alternative – elettrico, idrogeno, GNL – che stanno guadagnando spazio all’interno delle stazioni di servizio grazie all’adeguamento della normativa nazionale alle direttive europee e alle scelte delle Regioni a cui fa capo la materia della distribuzione dei carburanti. Noi, però, non vogliamo che la manifestazione si limiti ad una statica istantanea della situazione attuale, ma desideriamo che contenga gli elementi di analisi del cambiamento della mobilità sia per le innovazioni tecnologiche, sia come risposta alle necessità di sostenibilità ambientale.

Il trasporto e lo stoccaggio dei carburanti fossili, la progettazione, la gestione delle stazioni, l’implementazione dei servizi all’automobilista restano al centro della manifestazione, ma dobbiamo capire forza e limiti dell’elettrico, tempi dell’idrogeno, cambiamenti della logistica e del trasporto pesante. Per favorire una maggiore diffusione del metano liquido è necessaria creare una rete di punti per il rifornimento. In questo caso occorre avviare il circuito virtuoso per cui alla creazione di più punti di erogazione di Gnl sulle grandi direttrici del movimento merci corrisponda un ampliamento del parco alimentato a metano liquido.

Noi ci auguriamo che si fermi il calo delle vendite delle auto a metano, per il quale desideriamo che la rete continui a crescere, raggiungendo la capillarità di quella del Gpl.

 

Tradizionalmente Oil&nonoil affianca alla parte espositiva una forte componente di convegni, seminari e workshop. Anche quest’anno verrà riproposto un programma di formazione?

Stiamo mettendo a punto un ricco programma formativo e informativo che sin dalla prima edizione rappresenta un valore aggiunto per la manifestazione. Il programma convegnistico punterà sull’attualità, analizzando le questioni che riguardano la rete, la sua efficienza e redditività, le soluzioni per attrarre e soddisfare gli automobilisti e offrire loro sempre più servizi. Ci auguriamo di non doverci occupare ancora di “illegalità”, perché speriamo che il fenomeno venga sconfitto, ma se a ottobre fosse ancora vivo, non mancheremo di ritornare sul tema.

Nell’ultima edizione romana del 2015 sono state registrate oltre 900 presenze ai 25 convegni. Puntiamo a migliorare questo risultato anche grazie alla collaborazione delle aziende che da sempre danno vita a interessanti workshop tecnici.