italy_logo_worldenergycouncil_orangeblue_rgb_medium_ritagliato_800xPreciso rapporto del World Energy Council sulla E-Mobility. Lo studio si concentra sui tre principali mercati automobilistici del mondo (Cina, Unione Europea e Stati Uniti). Nel pomeriggio dell’11 settembre a Oil&nonoil, coordinato dal prof. GiovanBattista Zorzoli si svolgerà un convegno sullo stato e le prospettive della mobilità elettrica

Il World Energy Council (WEC), la principale organizzazione internazionale multi-energy al mondo, con cui Oil&nonoil sta collaborando per il convegno di apertura della manifestazione l’11 ottobre, ha pubblicato di recente un rapporto sul potenziale apporto che i veicoli elettrici potranno dare entro il 2020 al fine di ottemperare agli standard di efficienza che saranno richiesti nel settore del trasporto stradale e di poter conseguire la riduzione simultanea dei consumi di carburante e delle corrispondenti emissioni di CO2.

Quote di mercato delle nuove immatricolazioni ed effetti sulle emissioni

Lo studio del WEC, elaborato in collaborazione con Accenture Strategy, si è concentrato sui tre principali mercati automobilistici del mondo, rappresentati da Cina, Unione europea e Stati Uniti, che insieme nel 2014 contavano una domanda di circa 40 milioni di autovetture, pari al 62% delle immatricolazioni mondiali (64,6 milioni) e al 91% di quelle relative ai soli veicoli elettrici (295 mila).

Circa un quarto di tutte le emissioni di gas serra nell’Ue e negli Stati Uniti, così come il 10% in Cina, sono causate dal trasporto su strada, che genera oltre 3 miliardi di tonnellate di CO2 all’anno.

Target di efficienza

I tre mercati saranno chiamati a ridurre i consumi specifici di carburante del 30% tra il 2014 e il 2020, ovvero a ridurre del medesimo livello le emissioni in termini grammi di CO2 per chilometro percorso secondo determinati cicli di guida. Il target di riduzione implicherà recuperi di efficienza compresi tra il 6,1% – 5,7% all’anno, che risultano da due a tre volte superiori alle medie registrate nel decennio 2004-2014 (2,8% nella UE, 2,2% negli USA e 1,9% in Cina). In assenza di ulteriori miglioramenti nei motori a combustione interna e di un mancato raggiungimento dei più stringenti standard di emissione previsti nel 2020 (95 gCO2/km nella Ue, 133 gCO2/km negli USA e 117 gCO2/km in Cina) le case automobilistiche saranno obbligate a pagare le onerose sanzioni amministrative prescritte, che in molti casi risultano perfino superiori ai loro attuali margini di vendita dei singoli veicoli.

Il gap delle vendite di veicoli elettrici

Guardando al 2020 e oltre, il ruolo innovativo dei veicoli elettrici potrebbe contribuire a soddisfare tali norme e colmare il gap delle emissioni, rappresentando un’ampia opportunità di crescita non solo per i produttori di automobili, ma per il settore energetico nel suo complesso. Tuttavia, attualmente i veicoli elettrici coprono una percentuale inferiore all’1% delle immatricolazioni mondiali, mentre la quota combinata dei veicoli elettrici (BEV) e dei veicoli elettrici ibridi ricaricabili (PHEV) dovrebbe aumentare almeno al 16% delle nuove immatricolazioni entro il 2020.

Il WEC ha pertanto stimato che nel 2020 le immatricolazioni di auto elettriche nei tre mercati dovrebbero arrivare rispettivamente a: 5,3 milioni in Cina, pari al 22% dei 24 milioni di auto immatricolate nell’anno, rispetto a 75.000 unità nel 2014; 1,4 milioni nell’Unione europea, pari al 10% delle nuove autovetture immatricolate, vs le 75.000 unità registrate nel 2014; 0,9 milioni negli Stati Uniti, pari all’11% delle immatricolazioni previste, rispetto alle 119.000 vetture censite nel 2014.

Nel caso specifico della UE, per raggiungere tale livello le immatricolazioni di tutti i tipi di vetture elettriche dovrebbero crescere a un tasso medio annuo di circa il 60%; tuttavia nel medio termine il 90% delle nuove auto saranno ancora dotate di motori a combustione interna, anche se con un’efficienza molto più alta di quella attuale.

Riduzione delle emissioni

L’impatto sulla emissioni di CO2, nel 2020, sarebbe quantificabile in una riduzione di 10,33 milioni di tonnellate di CO2 all’anno nel caso della Cina, di 1,96 milioni di tonnellate/anno di CO2 negli USA e di 1,03 milioni di tonnellate/anno di CO2 in meno nell’Unione europea.

Impatto sulle infrastrutture elettriche

Di rimando, entro il 2020, ciascun mercato dovrebbe soddisfare un fabbisogno aggiuntivo di energia elettrica pari a: 26,2 terawattora (TWh) in Cina (corrispondenti ai consumi elettrici di circa 17 milioni di abitazioni); 4,5 TWh negli Stati Uniti (uguali al consumo di elettricità di 367.000 abitazioni); 3,7 TWh a nell’Unione europea (equivalenti alla domanda elettrica di 734.000 abitazioni).

Considerazioni finali

I nuovi standard di riduzione dei consumi e delle emissioni relativi all’impiego dei combustibili fossili nel settore del trasporto rappresentano ormai una priorità inderogabile per le autorità di regolamentazione di tutti i paesi del pianeta, per poter affrontare in modo efficace i problemi legati alla protezione ambientale e alla mitigazione dei cambiamenti climatici.

L’attrattiva dei veicoli elettrici come valida opzione per accelerare la riduzione delle emissioni, pur richiedendo politiche d’incentivazione piuttosto generose, presenterà un potenziale interessante e sostanziose opportunità di crescita per le case automobilistiche.

La domanda aggiuntiva di elettricità riconducibile ai nuovi veicoli elettrici dovrebbe essere gestita senza particolari difficoltà, attraverso una avveduta pianificazione dei nuovi impianti, dal momento che gli aumenti dei fabbisogni annui di elettricità dovrebbe mantenersi al di sotto dello 0,5% rispetto ai livelli complessivi di generazione elettrica registrati nel 2014 in tutti e tre i mercati analizzati.

Convegno a Oil&nonoil 2016

Martedì 11 ottobre 2016, giorno di apertura di Oil&nonoil, il Prof. GiovanBattista Zorzoli animerà e coordinerà un convegno “sullo stato e le prospettive della mobilità elettrica”

in cui oltre ai temi affrontati in questo articolo i relatori mireranno a illustrare quali possono essere gli effetti sulla rete della crescita del parco di auto elettriche.