L’ampliamento della rete di rifornimento GNL, le basse emissioni, le buone prestazioni garantite alla base del successo del veicolo Iveco. Il gas naturale riduce significativamente i costi di gestione.

ivecoPierre Lahutte, Iveco Brand President, ha dichiarato che sono già 500 i camion Stralis alimentati esclusivamente a metano liquido in circolazione in Europa, particolarmente  nei Paesi Bassi,  in Francia, Spagna e Italia, paesi in cui la rete di per il rifornimento di gas naturale è già strutturata.

Il dato è stato fornito nell’ambito dell’evento “Ridurre insieme le emissioni di CO2 nel trasporto su strada”, organizzato, in febbraio,  a Bruxelles, dall’ACEA (European Automobile Manufacturers Association).

Nel suo intervento, Pierre Lahutte, ha richiamato l’attenzione sull’approccio di CNH Industrial in materia di riduzione delle emissioni nel segmento dei veicoli commerciali e ha descritto i vantaggi della tecnologia a gas naturale, ibrida e plug-in nell’ottenere tali risultati.
Il graduale strutturarsi della rete sta favorendo le vendite dello Stralis che, mantenendo il ritmo di 30-40 consegne al mese a fine anno dovrebbe raggiungere le 1000 unità circolanti in Europa.

Il gas naturale, rispetto a tutte le forme alternative di trazione attualmente disponibili, è la soluzione in grado di offrire il migliore compromesso tra emissioni, costi di gestione e prestazioni. Inoltre costituisce la scelta tecnicamente migliore ed è immediatamente adottabile per risolvere i problemi dell’inquinamento urbano e ridurre le emissioni di CO2. Il gas naturale è anche l’unico combustibile moderno alternativo con il più ampio potenziale di distribuzione nel breve/medio termine per i veicoli commerciali e gli autobus.

Iveco è precursore anche nel programma di sperimentazione di veicoli, con il Progetto Diciotto lanciato in Italia. Il progetto, condotto su autoarticolati reali, è volto a sperimentare in tutta Europa l’effetto in termini di migliore efficienza del trasporto che deriva dall’allungamento a 18 metri degli autoarticolati (con semirimorchi), dall’attuale valore standard di 16,50 metri. I risultati, a oggi, hanno dimostrato che combinando la tecnologia a gas naturale liquefatto con un allungamento a 18 metri degli autoarticolati con semirimorchio, è possibile ottenere una riduzione fino al 15% delle emissioni di CO2.

Dal 1965 a oggi, i costruttori di autocarri hanno registrato una riduzione del 60% del consumo di carburante. Attualmente i veicoli pesanti contribuiscono per il 5% alle emissioni di gas serra. Si stima di poter ottenere una riduzione delle emissioni di CO2 del 20% per i veicoli pesanti entro il 2020, pari a un calo del 3,5% su base annua rispetto ai livelli di emissioni registrati nel 2014.